L'Italia raggiunge l'obiettivo di defidell'UE al 3%

- Quest'anno il governo italiano ha approvato un bilancio con un defidel 3%, consentendo di stanziare maggiori fondi per tagli fiscali e difesa.
- Il raggiungimento del limite defidell'UE potrebbe consentire all'Italia di uscire dalla procedura per i Defieccessivi e di migliorare la flessibilità fiscale.
- La fiducia degli investitori sostiene le finanze italiane, ma l'economia resta fragile.
Il governo italiano ha adottato un bilancio basato su un defipari a solo il 3% del PIL quest'anno, dando al governo del premier Giorgia Meloni un margine di manovra per stanziare fondi aggiuntivi per tagli fiscali e difesa.
Il quadro di bilancio di Roma per il 2026, approvato in una riunione serale del Consiglio dei Ministri, prevede che il defisi riduca al 2,8% del prodotto interno lordo (PIL) il prossimo anno, mantenendo l'obiettivo fissato ad aprile.
“Confermiamo la linea di responsabilità ferma edent che tiene conto della necessità di mantenere la stabilità delle finanze pubbliche”, nel rispetto delle norme europee, ha dichiarato in un comunicato il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Il defidovrebbe ridursi ulteriormente al 2,6% nel 2027, poi al 2,3% nel 2028, ha affermato il governo giovedì. La crescita economica dovrebbe essere modesta, allo 0,5% nel 2025 e allo 0,7% nel 2026, mentre si prevede che il debito pubblico raggiungerà il 136,4% del PIL entro il 2028.
L'uscita dalla supervisione dell'UE potrebbe rafforzare l'agenda fiscale di Meloni
dall'Unione Europea defidel limite quest'anno potrebbe spianare la strada all'uscita dell'Italia dalla Defi(EDP), il sistema di monitoraggio dell'UE che segnala i paesi con elevati defi.
L'uscita dall'EDP rafforzerebbe la posizione fiscale del governo del premier Giorgia Meloni e darebbe all'Italia la possibilità di aumentare la spesa per la difesa, soprattutto perché mira a raggiungere l'obiettivo della NATO del 5% del PIL per le spese militari, un impegno sottolineato daldent degli Stati Uniti Donald Trump.
Secondo il Ministero delle Finanze, i fondi stanziati per la difesa nel bilancio sono condizionati all'uscita dal PDE. Il Ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti conferma che il nuovo piano fiscale "conferma il nostro approccio fermo edent "
Il bilancio "tiene conto della necessità di mantenere le finanze pubbliche in linea con le nuove regole europee e con le garanzie essenziali per la crescita economica e sociale dei lavoratori e delle famiglie", ha affermato nella nota.
Ottenuta l'approvazione del governo, l'attenzione si sposta ora sul Parlamento per la ratifica. Anche le agenzie di rating potrebbero rispondere: S&P Global Ratings dovrebbe fornire un aggiornamento la prossima settimana e Moody's Ratings a novembre. Fitch Ratings, nel frattempo, ha emesso il suo primo upgrade per l'Italia dal 2021 il mese scorso.
I deficit rientrano in un più ampio piano di bilancio per il 2026, volto a realizzare tagli fiscali per la classe media, sostenere le imprese che assumono e investono e aiutare le giovani famiglie, il tutto mantenendo una solida posizione fiscale. Dal 2019, l'Italia non ha mai registrato un deficit pari o inferiore al 3%. Raggiungere tale livello nel 2025 – cosa che nessuno aveva previsto – contrasta nettamente con la situazione in Francia, dove il deficit è destinato a rimanere al di sopra di tale limite per gli anni a venire, in un contesto di continua instabilità politica.
Come già riportato da Cryptopolitan, l'Italia aveva criticato le regole fiscali dell'UE, definendole "vecchie e obsolete" e sostenendo che siano ingiuste in un momento in cui i Paesi si sentono costretti a spendere di più per la difesa.
Il ministro dell'Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha definito l'attuale sistema di bilancio dell'Unione "stupido e insensato" e ha sottolineato la necessità di una revisione per dare agli Stati membri maggiore margine di manovra per aumentare la spesa militare senza timore di incorrere in sanzioni.
La fiducia degli investitori rafforza l'Italia nonostante le fragili prospettive economiche
Il miglioramento della posizione fiscale dell'Italia è dovuto alla notevole riduzione dei costi di indebitamento, alimentata in parte dall'entusiasmo degli investitori per l'insolita stabilità del suo mandato di primo ministro e dai costanti sforzi del suo governo per risanare la situazione fiscale.
Gli spread tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni e quelli tedeschi si attestano intorno agli 80 punti base, meno di un terzo del livello registrato quando Meloni è entrata in carica nel 2022.
D'altro canto, l'economia rimane fragile, con il potenziale impatto dei dazi statunitensi difficile da calcolare in questo momento. L'Italia è inoltre penalizzata dalle difficoltà dell'economia tedesca, che è il principale partner commerciale del Paese.
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Nelius Irene
Nellius è laureata in Economia Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. Ha inoltre conseguito la laurea presso Bitcoin Dada. Nellius ha collaborato con importanti testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.
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