L'inflazione negli Stati Uniti sembra moderarsi, sebbene non a un ritmo tale da indurre la banca centrale statunitense ad attuare la sua prima riduzione dei tassi di interesse entro marzo. Secondo un recente rapporto del Dipartimento del Commercio, l'inflazione, misurata dall'indicatore obiettivo della Federal Reserve, è aumentata del 2,6% a dicembre rispetto all'anno precedente. L'obiettivo della Fed per questo indicatore è del 2%, come indicato dall'indice dei prezzi alla spesa per consumi personali.
Tuttavia, è fondamentale considerare l'inflazione di fondo, che esclude i prezzi di alimentari ed energia, poiché fornisce preziose informazioni sulla traiettoria delle pressioni sui prezzi. I dati rivelano che, sia su base trimestrale che semestrale, l'inflazione di fondo rimane al di sotto della soglia del 2%.
Aspettative del mercato
A seguito della pubblicazione di questo rapporto, itracfutures legati al tasso di riferimento della Fed suggeriscono una probabilità di circa il 48% di un taglio dei tassi nella prossima riunione del 19-20 marzo. Inoltre, la probabilità che un taglio dei tassi avvenga durante la riunione del 30 aprile-1° maggio è considerevolmente più alta, attestandosi al 90%.
Vale la pena notare che la Federal Reserve si è astenuta dall'adeguare il suo tasso di riferimento da luglio dell'anno precedente, quando aveva aumentato l'intervallo obiettivo di un quarto di punto percentuale, portandolo al 5,25%-5,5%. Questa mossa è stata accompagnata da un segnale che la banca centrale non era del tutto convinta che le sue misure di politica monetaria fossero sufficientemente restrittive per combattere efficacemente l'inflazione.
Il dilemma della Fed
Da allora, l'inflazione è diminuita a un ritmo più rapido di quanto previsto dai funzionari della Fed. Tuttavia, rimangono cauti e probabilmente cercheranno ulteriori dati per acquisire fiducia nella loro capacità di allentare la politica monetaria. Subadra Rajappa, responsabile della strategia sui tassi statunitensi di Société Générale, ha osservato che la tendenza disinflazionistica persiste. D'altro canto, la robusta spesa dei consumatori e latrondel mercato del lavoro suggeriscono alla Federal Reserve di mantenere l'attuale posizione di politica monetaria per un periodo più lungo.
Il rapporto di venerdì ha inoltre rivelato un'impennata della spesa al consumo a fine anno, a complemento di un precedente rapporto che indicava una crescita dell'economia statunitense a un tasso annualizzato del 3,3% nel quarto trimestre, superando le aspettative degli economisti. Il tasso di disoccupazione statunitense è rimasto al 3,7% a dicembre, solo leggermente superiore al livello registrato quando la Federal Reserve ha avviato la sua campagna di rialzo dei tassi a marzo 2022.
Prossimi sviluppi
Guardando al futuro, il Dipartimento del Lavoro dovrebbe pubblicare i dati sulle buste paga di gennaio la prossima settimana. Sebbene sia ampiamente previsto che la Federal Reserve mantenga il tasso di riferimento nell'intervallo attuale durante la prossima riunione, si prevede che possa eliminare il riferimento a "ulteriore rafforzamento della politica monetaria" nella sua dichiarazione post-riunione, un'espressione che è stata costantemente presente per gran parte dell'anno precedente.
Gli Stati Uniti si trovano a un bivio per quanto riguarda la loro politica monetaria. L'inflazione ha mostrato segnali di rallentamento, ma il ritmo non è sufficiente a indurre tagli immediati dei tassi. La Federal Reserve monitora attentamente gli indicatori economici e mantiene un approccio cauto, alla ricerca di ulteriori dati per prendere decisioni informate sui suoi tassi di riferimento. Con il passare dell'anno, la banca centrale continuerà a destreggiarsi nel delicato equilibrio tra la gestione dei timori inflazionistici e il sostegno della crescita economica.

