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Le aziende locali in Cina ricevono un avviso per smettere di utilizzare software di sicurezza informatica statunitense e israeliana

DiHannah CollymoreHannah Collymore
Tempo di lettura: 2 minuti.
  • La Cina ha ordinato alle aziende nazionali di smettere di utilizzare software di sicurezza informatica di oltre una dozzina di aziende statunitensi e israeliane. 
  • La Cina ha citato i rischi per la sicurezza nazionale come motivo del divieto, affermando che la tecnologia statunitense è vulnerabile agli attacchi. 
  • Il divieto riguarda importanti leader del settore come Broadcom (VMware), Palo Alto Networks, CrowdStrike e Check Point Software Technologies.

La Cina sta eliminando la tecnologia americana per raggiungere il suo obiettivo di autosufficienza tecnologica. Le aziende locali in Cina hanno ora ricevuto l'ordine di interrompere l'utilizzo di soluzioni di sicurezza informatica di alcune aziende statunitensi e israeliane, a causa del timore che la tecnologia occidentale sia vulnerabile agli attacchi informatici. 

Le autorità cinesi hanno ordinato alle aziende locali di interrompere l'utilizzo di software di sicurezza informatica prodotti da oltre 12 aziende statunitensi e israeliane. La decisione è dovuta al timore che software occidentali possano essere utilizzati per raccogliere e trasmettere dati cinesi sensibili a governi stranieri.

Quali aziende di sicurezza informatica sono bandite in Cina? 

L'elenco delle aziende statunitensi sottoposte a embargo include VMware, di proprietà di Broadcom, Palo Alto Networks e Fortinet. Altre importanti aziende americane interessate sono CrowdStrike, SentinelOne, Rapid7 e McAfee. Anche aziende di proprietà di Alphabet, come Mandiant e Wiz, sono incluse nella lista nera. 

Il divieto colpisce anche alcune aziende israeliane, tra cui Check Point Software Technologies, Orca Security e Cato Networks. Anche CyberArk, recentemente acquisita da Palo Alto Networks, è nella lista. Anche Imperva, ora di proprietà della francese Thales, è stata sottoposta a restrizioni.

In seguito alla notizia, le azioni di Broadcom sono crollate di oltre il 5% durante la seduta di mercoledì. Palo Alto Networks ha registrato un calo di circa l'1%, mentre Fortinet ha perso circa il 2%. 

CrowdStrike, SentinelOne e Recorded Future hanno chiarito di operare nel Paese, ma altre aziende come Fortinet gestiscono tre sedi nella Cina continentale e una a Hong Kong. Broadcom ha sei sedi in Cina e Palo Alto Networks cinque. 

Perché la Cina sta mettendo al bando le aziende di sicurezza informatica?

Cina e Stati Uniti si trovano attualmente in un periodo di intensa competizione per la leadership nell'innovazione tecnologica. Pechino promuove da tempo una politica nota come "Xinchuang", che mira a raggiungere l'autosufficienza nel settore tecnologico. 

I funzionari cinesi hanno inoltre espresso crescenti preoccupazioni circa il fatto che le apparecchiature occidentali siano intrinsecamente vulnerabili agli attacchi informatici da parte di potenze straniere, poiché le aziende occidentali di sicurezza informatica denunciano frequentemente attacchi informatici sponsorizzati dallo Stato cinese. 

Check Point, ad esempio, ha recentemente pubblicato un rapporto su un'operazione cinese che ha preso di mira uffici governativi europei. Anche Palo Alto Networks ha recentemente affermato che hacker cinesi stavano prendendo di mira diplomatici in tutto il mondo. Pechino ha sempre negato queste accuse.

Anche le aziende cinesi subiscono pressioni affinché passino a fornitori locali come 360 ​​Security Technology e Neusoft. Gli Stati Uniti in passato hanno adottato misure simili contro aziende cinesi e russe, vietando il software russo Kaspersky Lab nel 2024. 

Di recente, la Cina ha anche aumentato la pressione sulle sue imprese statali affinché smettano di avvalersi di società di consulenza e hardware occidentali.

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Hannah Collymore

Hannah Collymore

Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi dieci anni di esperienza nella scrittura di blog e nella cronaca di eventi nel settore delle criptovalute. Collabora con Cryptopolitan, occupandosi della pagina notizie e analizzando gli ultimi sviluppi in ambito DeFi, RWA, regolamentazione delle criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie all'avanguardia. Si è laureata in Economia aziendale presso l'Università di Arcadia.

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