L'UE investe 30 miliardi di euro nelle gigafactory dedicate all'intelligenza artificiale per colmare il divario di potenza di calcolo

- L'UE ha indetto una gara d'appalto per un massimo di sette gigafactory dedicate all'intelligenza artificiale, offrendo circa 10 miliardi di euro di finanziamenti pubblici per mobilitare investimenti totali superiori a 30 miliardi di euro.
- Ciascuna struttura è pensata per fornire alle aziende europee accesso a risorse di calcolo per l'intelligenza artificiale su larga scala, riducendo la dipendenza dai fornitori di servizi cloud statunitensi per l'addestramento e l'implementazione di modelli avanzati.
- Il piano rafforza l'impegno europeo nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, ma il blocco continuerà a dipendere da produttori di chip stranieri come Nvidia, AMD e Qualcomm per l'hardware chiave.
L'Unione Europea ha avviato la procedura di gara per la realizzazione di ben sette "gigafabbriche" dedicate all'intelligenza artificiale, nell'ambito del suo programma di appalti volto a mobilitare oltre 30 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati e a consentire alle imprese europee di accedere alla potenza di calcolo necessaria per sviluppare modelli di intelligenza artificiale all'avanguardia.
Bruxelles desidera disporre di una maggiore quantità dell'hardware necessario per le future tecnologie di intelligenza artificiale, anziché affidarsi alle offerte cloud delle aziende statunitensi.
Questa decisione giunge in un momento in cui la capacità di calcolo è diventata uno dei principali ostacoli in questo settore. I modelli di intelligenza artificiale avanzati possono essere addestrati solo utilizzando cluster contenenti decine di migliaia di acceleratori di altissimo livello, e i funzionari europei sono consapevoli che l'infrastruttura pubblica esistente è sottoposta a una forte pressione.
L'iniziativa rientra in un piano più ampio della Commissione, denominato Continente AI , volto a realizzare una capacità di calcolo per l'intelligenza artificiale di livello nazionale.
Inoltre, l'iniziativa evidenzia una tendenza già individuatadentIndex 2026 dell'Università di Stanford, secondo cui i paesi di tutto il mondo stanno iniziando a considerare le infrastrutture di intelligenza artificiale come una risorsa strategica nazionale, alla pari di semiconduttori, energia e dati.
Perché il possesso dell'hardware è diventato l'argomento centrale della discussione
Secondo le parole di un alto funzionario della Commissione europea, il problema dell'Europa si può riassumere in una sola frase:
"L'infrastruttura attuale è satura di domanda."
Ciò significa che la sfida più grande per l'intelligenza artificiale in Europa oggi non è la disponibilità di talenti nella ricerca, bensì la mancanza di capacità di calcolo.
Questa affermazione rafforza la conclusione di Stanford secondo cui lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale all'avanguardia tende a favorire le entità che dispongono di un budget elevato per allestire e gestire enormi infrastrutture di elaborazione basate su GPU.
Secondo il progetto AI Gigafactory, ogni sito avrà la capacità di installare fino a 100.000 processori AI all'avanguardia, potenziati da reti ultramoderne, software cloud, fonti di energia elettrica affidabili e tecnologie di raffreddamento di ultima generazione, al fine di addestrare e utilizzare modelli giganteschi.
L'Europa ha già istituito 19 fabbriche di intelligenza artificiale collegate a supercomputer pubblici. L'obiettivo di queste gigafactory è quello di fornire un'alternativa a tali infrastrutture, creando centri di calcolo più grandi e gestiti da privati.
L'obiettivo è stato quello di garantire che lo sviluppo dell'IA avvenga all'interno dei quadri normativi e di governance dei dati europei già esistenti. L'iniziativa è inoltre in linea con il Piano coordinato dell'UE sull'intelligenza artificiale, che dal 2018 mira a riunire gli investimenti dei diversi Stati membri anziché perseguire sforzi nazionali frammentati.
Come si arriva effettivamente ai 30 miliardi di euro
Il sistema di finanziamento utilizza fondi statali pertracmaggiori investimenti dal settore privato.
Complessivamente, si prevede che i finanziamenti includeranno 10 miliardi di euro provenienti da fonti nazionali ed europee, che dovrebbero mobilitare 20 miliardi di euro da investitori privati, con un finanziamento pubblico limitato al 35% delle spese di progetto in generale.
Una parte dei finanziamenti dipenderà ancora dai prossimi negoziati relativi al bilancio dell'UE. L'impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC JU) gestirà il processo di selezione competitivo, mantenendo la strategia dell'UE di utilizzare i fondi pubblici per attrarretracprivati in tecnologie critiche.
Due lotti e un sacco di patatine
Il bando è suddiviso in due categorie. Da un lato, una può sostenere fino a quattro gigafactory di medie dimensioni. Dall'altro, l'altra può supportare fino a tre grandi impianti. A seconda del progetto, l'ammontare dei finanziamenti disponibili, sia da parte dell'UE che dei governi nazionali, può variare da 1 a 2 miliardi di euro.
Per quanto riguarda i siti più piccoli, dovrebbero essere in grado di implementare in modo efficiente da 25.000 a 75.000 processori di intelligenza artificiale, mentre i più grandi potrebbero superarne i 100.000. Germania, Italia, Grecia, Portogallo e Spagna sono tra i paesi che hanno mostrato interesse a gestire le principali strutture.
Un cluster di queste dimensioni permetterebbe a una gigafactory europea di posizionarsi tra i più grandi impianti di addestramento di intelligenza artificiale attualmente in funzione presso alcune delle maggiori aziende statunitensi, pur rimanendo inferiore alle configurazioni con migliaia di GPU pianificate da società come xAI. L'analogia illustra l'obiettivo di Bruxelles di creare tecnologie in grado di addestrare modelli di intelligenza artificiale all'avanguardia, anziché i tradizionali supercomputer per la ricerca.
La dipendenza che l'Europa non può eliminare
La sola creazione di un'infrastrutturadent per l'intelligenza artificiale non è sufficiente a ridurre la dipendenza dell'Europa dai produttori esteri di semiconduttori.
A seguito dell'accordo commerciale UE-USA raggiunto nel luglio 2026, la Commissione ha firmato lettere di intenti con AMD, Nvidia e Qualcomm per aumentare l'accesso all'hardware in relazione ai progetti delle gigafactory.
Tuttavia, i funzionari sono piuttosto realisti riguardo a questo sviluppo.
Si prevede che i futuri aggiornamenti hardware coinvolgeranno un numero maggiore di fornitori a causa dell'aumento della concorrenza, ma i soli chip non risolveranno il problema. L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha inoltre sottolineato come i data center per l'intelligenza artificiale contribuiscano all'aumento della domanda globale di elettricità e, pertanto, sia necessario concentrarsi su fonti di energia elettrica affidabili, una capacità di rete sufficiente e sistemi di raffreddamento adeguati, oltre che su processori avanzati.
L'orologio ora è in funzione
Le candidature si chiudono il 12 novembre 2026.L'assegnazione dei premi, basata sulle valutazioni condotte da EuroHPC, è prevista per l'inizio del 2027. I progetti selezionati dovrebbero entrare in funzione circa 18 mesi dopo la firma deltrac.
Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivadent Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha definito il lancio "una pietra miliare" per quanto riguarda le aspirazioni dell'Unione europea in materia di intelligenza artificiale.
L'interesse dell'UE per le gigafactory non si limita al solo aumento della capacità cloud delle economie, poiché si ritiene che queste strutture possano fornire l'infrastruttura necessaria per una più rapida implementazione dell'intelligenza artificiale in settori quali la produzione, la sanità, i trasporti e i servizi pubblici.
Tuttavia, l'analisi dell'OCSE mostra che il successo nell'adozione dell'IA in tutta Europa non è uniforme, il che significa che i 30 miliardi di euro di potenza di calcolo aggiuntiva rappresentano solo una piccola parte nell'importante battaglia per la competitività economica.
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Domande frequenti
Cosa sono le gigafactory dell'IA nell'UE?
Si tratta di infrastrutture su larga scala per l'addestramento e l'esecuzione di modelli di intelligenza artificiale di nuova generazione con trilioni di parametri, ciascuna progettata per ospitare oltre 100.000 processori di intelligenza artificiale avanzati, secondo quanto riportato nelle pagine della strategia digitale della Commissione europea.
Di quanti soldi si tratta e da dove provengono?
Secondo quanto dichiarato dalla Commissione, si prevede che fino a 10 miliardi di euro di finanziamenti europei e nazionali attrarranno almeno 20 miliardi di euro di investimenti privati, per un totale superiore a 30 miliardi di euro, con un finanziamento pubblico limitato al 35% del costo di ciascun progetto.
Quando verranno costruite le gigafactory?
La gara d'appalto si chiuderà il 12 novembre 2026, le decisioni di aggiudicazione sono previste entro l'inizio del 2027 e i progetti selezionati avranno fino a 18 mesi dalla firma deitracper iniziare le operazioni, secondo quanto stabilito dalla Commissione europea.
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Micah Abiodun
Micah Abiodun sfrutta al meglio la sua laurea magistrale in Ingegneria e Gestione Ambientale (MSc) conseguita presso l'Università di Tecnologia di Tallinn (TalTech) per perfezionare i contenuti e le notizie sulle previsioni di prezzo di Cryptopolitan. Giunto al suo settimo anno nel settore dei media crypto, si occupa delle principali criptovalute, altcoin, DeFi, stablecoin, macro tendenze e tecnologie emergenti
















