Il consenso sfugge al governo del Regno Unito, alle aziende IA e alle organizzazioni creative sul codice per il copyright dell'IA

- Nessun accordo sulle norme sul copyright dell'IA nel Regno Unito, lasciando la situazione incerta.
- Le cause legali per il copyright aumentano mentre l'IA utilizza materiale protetto da copyright senza regole chiare.
- L'equità richiede aggiornamenti alla normativa sull'IA e pionieri come Ed Newton-Rex spingono per un uso etico dei dati.
Dopo quasi un anno di deliberazioni, l'Ufficio Brevetti (IPO) del Regno Unito non è riuscito a mediare un consenso tra le autorità governative, i leader del settore dell'IA e le organizzazioni creative riguardo a un codice di condotta proposto per l'addestramento dei modelli IA su materiale protetto da copyright.
L'obiettivo di queste discussioni era stabilire linee guida chiare per la pratica del text and data mining, in particolare per quanto riguarda i modelli IA addestrati su libri, immagini e film protetti da copyright.
Purtroppo, il consorzio mediato dall'IPO non ha concordato un codice di condotta volontario. Di conseguenza, la responsabilità è stata restituita ai funzionari del Dipartimento per la Scienza, l'Innovazione e la Tecnologia, senza prospettive imminenti di politiche definitive da stabilire.
Una preoccupazione per i professionisti creativi
Questo stallo nelle negoziazioni è un significativo passo indietro per i professionisti creativi che sono sempre più preoccupati per il potenziale abuso del loro lavoro. Gli strumenti IA, come ChatGPT di OpenAI e il generatore di testo-immagine Stable Diffusion di Stability AI, si affidano spesso a dati recuperati dal web, portando alla generazione di contenuti che possono assomigliare da vicino al materiale sorgente.
Questa pratica ha suscitato numerose preoccupazioni tra i creatori che temono che il loro lavoro possa essere copiato, riprodotto e distribuito senza dovuta attribuzione o compensazione.
Solo nel 2023, il settore tecnologico ha assistito a un aumento delle cause legali per copyright, con accuse di aziende tecnologiche che si appropriano del lavoro degli artisti per addestrare i loro modelli IA. Uno dei casi più eclatanti si è svolto negli Stati Uniti, dove il New York Times ha intentato un'azione legale contro OpenAI e Microsoft per violazione del copyright. Queste cause legali sottolineano l'urgente necessità di regolamentazioni chiare riguardanti l'IA e i diritti di proprietà intellettuale.
La rapida espansione dell'IA e il ritardo legale
L'industria dell'intrattenimento ha visto una rapida integrazione delle tecnologie IA negli ultimi anni, dagli audiolibri automatizzati e assistenti vocali ai video deepfake e agli strumenti text-to-speech. Sfortunatamente, i quadri giuridici hanno faticato a tenere il passo con questi avanzamenti tecnologici. L'assenza di linee guida e regolamentazioni ben definite ha lasciato sia i professionisti creativi che gli sviluppatori IA in uno stato di incertezza.
Riconoscendo l'urgente necessità di riforma legale, Equity, un sindacato che rappresenta 50.000 performer e professionisti creativi nel Regno Unito, ha avviato la campagna “Stop AI Stealing the Show”. La campagna mira a fare lobbying presso il governo per aggiornamenti completi alla legge per salvaguardare i mezzi di sussistenza degli artisti e dei creatori.
Equity ha espresso la sua disponibilità per un'“azione industriale”, in stile scioperi hollywoodiani del 2023, qualora non si raggiungessero accordi chiave riguardanti l'IA e la proprietà intellettuale. Liam Budd, un funzionario del sindacato, ha criticato l'approccio cauto del governo alla regolamentazione dell'IA, sostenendo misure più proattive.
Oltre all'industria creativa, i pionieri dell'IA generativa hanno anche espresso le loro preoccupazioni. Ed Newton-Rex, una figura di spicco nel campo dell'IA, ha lasciato Stability AI nel novembre scorso a causa dell'uso di contenuti protetti da copyright da parte della startup.
Nel gennaio scorso, ha lanciato un'organizzazione non profit chiamata “Fairly Trained”, che mira a certificare le aziende IA che acquisiscono i propri dati in modo etico. La mossa di Newton-Rex sottolinea la crescente spinta verso pratiche di IA etica e la protezione del copyright.
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Brian Koome
Brian Koome vanta oltre sette anni di esperienza nella reportistica su blockchain e criptovalute, essendo attivo nel settore dal 2017. Ha contribuito a pubblicazioni leader, tra cui BlockToday.com. Inoltre, ha sviluppato il corso Ethereum 101 per BitDegree.org prima di unirsi a Cryptopolitan come scrittore a tempo pieno. Brian si occupa di guide evergreen (EG), approfondimenti, interviste e analisi dei prezzi. Il suo focus su DeFi, innovazione blockchain e progetti crypto emergenti affascina i lettori.
















