L'ex dirigente dello scambio di criptovalute Coinone in Sud Corea si dichiara colpevole di accuse di corruzione

Coinone
- Un ex dirigente di Coinone, il signor Jeon, si è dichiarato colpevole di aver accettato tangenti per l'inserimento di determinate criptovalute, strettamente legate a un caso di omicidio e sequestro di persona a Seoul.
- Lo scandalo, che coinvolge circa 45 monete, ovvero circa il 25% dei token quotati su Coinone, ha innescato un'indagine più ampia sugli exchange di criptovalute sudcoreani e potrebbe impattare significativamente sul sentiment degli investitori.
- Lo scandalo Coinone arriva dopo il crollo di LUNA, aumentando la scrutinio da parte dei regolatori e portando alla luce potenziali manipolazioni di mercato all'interno del mercato delle criptovalute sudcoreano da 19,3 miliardi di dollari.
Un ex dirigente del prominente scambio di criptovalute sudcoreano Coinone, noto pubblicamente come il signor Jeon, ha ammesso le accuse di aver accettato tangenti per quasi 2 miliardi di won ($1,51 milioni) per l'inclusione esclusiva di determinate criptovalute sulla piattaforma.
Questa rivelazione preoccupante, riportata per la prima volta dall'agenzia di notizie locale Yonhap, ha scosso la sfera delle criptovalute, gettando dubbi sull'integrità di altri scambi di criptovalute nativi e innescando un'indagine nazionale da parte dei regolatori coreani.
Le accuse: un'immersione profonda nel caso Coinone
Jeon, che in precedenza dirigeva il processo di inclusione di Coinone, è stato incriminato per aver fornito l'inclusione esclusiva a criptovalute dubbie, tra cui "Furiever Coin". È importante sapere che questa attività è stata da allora collegata a gravi indagini criminali che coinvolgono rapimento e omicidio nel ricco distretto di Gangnam a Seul.
Un associato, il signor Ko, ha orchestrato la presunta tangente e facilitato le inclusioni problematiche, contribuendo allo scandalo che ora minaccia di macchiare la reputazione di Coinone.
Ulteriormente complicando le cose coinvolge un altro membro del team di inclusione di Coinone, la cui identità rimane nascosta. Sebbene siano stati implicati nelle accuse, i loro rappresentanti legali hanno affermato la necessità di tempo aggiuntivo per rivedere le prove prima di rispondere ufficialmente alle accuse. La prossima udienza in tribunale è fissata per il 15 giugno.
Le conseguenze: un effetto a ripple sulla sfera delle criptovalute in Sud Corea
Le implicazioni di questo scandalo si estendono oltre Coinone. È stato suggerito che uno sbalorditivo 45 criptovalute, costituendo circa il 25% dei token elencati su Coinone, potrebbero essere coinvolti in questo schema illecito. Data la dimensione del mercato delle criptovalute in Sud Corea, valutato a circa 19 trilioni di won ($19,3 miliardi), le conseguenze potrebbero impattare significativamente il sentiment degli investitori.
Nelle scie dello scandalo Coinone, i praticanti legali coreani stanno setacciando altri scambi di criptovalute nativi per scoprire attività illecite aggiuntive. Questa storia di cautela sottolinea la necessità di una maggiore vigilanza e regolamentazione in un mercato che sta sperimentando una rapida crescita e attenzione pubblica.
Questo incidente e il recente crollo della stablecoin algoritmica LUNA hanno allertato i regolatori sudcoreani. Terraform Labs, la società madre sudcoreana di LUNA, ha visto un drastico calo dalla grazia che ha risultatò in enormi perdite di mercato, aggiungendosi al clima di sospetto che circonda gli scambi di criptovalute locali.
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Damilola Lawrence
Damilola Lawrence si occupa di notizie sui mercati crypto e tecnologici da oltre 5 anni. In precedenza ha condiviso approfondimenti e analisi sul mondo crypto per TheShibMagazine, CryptoMode, Qweens Magazine e The Recording Academy prima di passare al Web3. Presso Cryptopolitan è specialista nelle previsioni dei prezzi delle criptovalute. Dopo aver conseguito la laurea triennale, sta seguendo un master in Cybersecurity IT presso l'Università Maria Curie-Skłodowska.
















