Che capovolgimento di copione! Sbirciando attraverso le quinte del palcoscenico economico britannico, si potrebbe cogliere un barlume di luce invece del previsto pessimismo. A quanto pare, la narrazione che aleggia come un avvoltoio sulla carcassa economica britannica potrebbe essere un po' esagerata. Secondo Lord Nick Macpherson, un uomo che ha visto gli alti e bassi del Tesoro per buona parte della sua vita, il flusso cash in entrata potrebbe sorprenderci tutti. E no, non si tratta di una favola: ci sono numeri e fatti concreti a sostenerla.
Per cominciare, chiariamo una cosa: la Gran Bretagna non ha intenzione di arrendersi e fingere di essere morta. Nonostante le lamentele e i lamenti sulla sua situazione economica, ci sono buone probabilità che il prossimo governo, laburista o meno, si ritrovi a nuotare in un po' più cash di quanto si aspettasse. È come aspettarsi un rivolo e ritrovarsi con un'inondazione. Macpherson, che ne sa qualcosa dopo essere stato il capo del Tesoro dal 2005 al 2016, non sta solo facendo supposizioni azzardate. Ha già visto questo film, nel '97, quando Tony Blair e la sua squadra presero il timone e cavalcarono l'onda della ripresa economica. Quindi, quando accenna a una potenziale "buona vittoria elettorale" per Rishi Sunak o qualsiasi altro fortunato vincitore, vale la pena prestargli attenzione.
Cash in mano e ripresa economica
L'economia britannica, contrariamente al popolare passatempo di lamentarsi del proprio destino, ha un talento naturale per estrarre conigli dal cilindro. Macpherson sottolinea che oggigiorno la gente in Gran Bretagna ha più soldi in tasca e che la bestia della crisi energetica è stata in qualche modo domata. L'economia, subdola come sempre, potrebbe superare le fosche previsioni per il resto dell'anno. Ma non è tutto rose e fiori; un'economiatronforte potrebbe indurre la Banca d'Inghilterra a giocare duro con i tassi di interesse, mantenendoli alti per evitare di fare baldoria troppo e troppo in fretta.
Poi c'è Jeremy Hunt, che potrebbe sfoderare la sua bacchetta magica per un bis fiscale questo autunno, con tagli fiscali in programma. È una mossa che potrebbe far tremare la cancelliera ombra Rachel Reeves, definendola una politica da "terra bruciata". Eppure, anche lei potrebbe ritrovarsi con un portafoglio più ricco da gestire, se il partito laburista prendesse le redini. Ma non corriamo troppo: più soldi non significano una passeggiata. Con l'invecchiamento della popolazione che ticchetta come una bomba a orologeria e la spesa per la difesa destinata a impennarsi a causa delle tensioni globali, il puzzle finanziario dovrà essere risolto seriamente.
La sfera di cristallo dell'inflazione e dei tassi di interesse
Ora, passiamo alla sfera di cristallo delle di inflazione e dei tassi di interesse. Sembra che i britannici si sentano un po' più ottimisti sul fatto che i loro portafogli non brucino nel prossimo futuro. Un sondaggio della Banca d'Inghilterra ha prodotto dati interessanti, con il pubblico che scommette su un calo dell'inflazione a un piacevole 3% nel prossimo anno, la stima più bassa dai tempi d'oro del 2021. Questo ottimismo non è solo una pia illusione; è radicato nelle dure lezioni del recente passato e in un sospiro di sollievo collettivo con l'attenuarsi delle pressioni sui prezzi.
Ma cosa significa questo per i tassi di interesse, la leva onnipotente del controllo economico? La Banca d'Inghilterra, con il polso della situazione e lo sguardo rivolto all'orizzonte, potrebbe semplicemente allentare la presa, dando a tutti un po' di respiro. E sebbene i pezzi grossi della banca probabilmente non siano pronti a tagliare i tassi domani, il vento sta cambiando. Chi si occupa di mercati ed economisti stanno allineando le loro tessere del domino, prevedendo un cambiamento che potrebbe portare a una riduzione dei costi di finanziamento, rendendo il clima finanziario un po' meno gelido per i cittadini di tutta la Gran Bretagna.
Diciamo la verità: prevedere l'andamento dell'economia è un po' come prevedere il meteo in Gran Bretagna: aspettarsi l'inaspettato.

