Bitcoin schizza sull'entusiasmo degli investitori asiatici

- I prezzi in forte ascesa del Bitcoin sono alimentati principalmente dagli investitori asiatici, con paesi come la Corea del Sud, la Cina e l'India che guidano questo aumento.
- Le differenze normative tra le giurisdizioni asiatiche influenzano il trading di bitcoin: alcuni paesi lo vietano, mentre altri adottano regolamentazioni più liberali.
- Nonostante le sfide normative, gli investitori asiatici si stanno rivolgendo sempre più al bitcoin, contribuendo al recente aumento del suo valore.
Gli investitori asiatici entusiasti hanno prevalentemente alimentato l'impennata di Bitcoin recente a livelli vertiginosi sopra i 69.200 dollari. Secondo i dati di The Block, i trader in Corea del Sud, Cina e altre nazioni asiatiche hanno rappresentato un sostanziale 70% dei volumi di scambio di bitcoin a febbraio. Questo richiama uno scenario del 2021, sottolineando l'influenza significativa della regione sul mercato delle criptovalute.
Gli investitori asiatici guidano i volumi di scambio
Solo a febbraio, l'Asia ha contribuito con 791 miliardi di dollari ai 1,17 trilioni di bitcoin scambiati a livello globale. In confronto, gli investitori nordamericani sono rimasti indietro con soli 113 miliardi di dollari. L'aumento di interesse dall'Asia può essere attribuito a vari fattori, tra cui le prestazioni deludenti dei mercati tradizionali, come il mercato azionario cinese, che hanno spinto gli investitori a cercare vie alternative come Bitcoin.
In Cina, la paura di perdere l'occasione (FOMO) ha afferrato molti piccoli investitori che sono insoddisfatti delle prestazioni lente del mercato azionario domestico. Questo sentimento si riflette nell'aumento delle ricerche per "bitcoin" sull'app di messaggistica popolare WeChat, che è schizzata alle stelle di 12 volte a febbraio.
Nonostante le preoccupazioni per l'alto prezzo del bitcoin, investitori come Mia Wang esprimono apprensione per la possibilità di perdere guadagni potenziali, guidando un'ulteriore adozione della criptovaluta.
Panorama normativo
Il panorama normativo per il trading di bitcoin varia tra le giurisdizioni asiatiche, con paesi come il Giappone che adottano regolamenti relativamente liberali rispetto alla Cina, dove il trading e la proprietà di bitcoin sono vietati.
Nonostante le restrizioni sui fondi negoziati in borsa (ETF) su bitcoin spot in alcuni paesi, come la Corea del Sud, gli investitori locali trovano vie alternative attraverso ETF futures su bitcoin offerti da broker locali.
Crescente interesse in Corea del Sud
La Corea del Sud è emersa come un attore significativo nel mercato bitcoin, comandando una quota notevole del 10% dei token cash di bitcoin e dei mercati futures quotati. Nonostante il divieto di trading di ETF su bitcoin, gli investitori sudcoreani hanno mostrato un crescente interesse per i futures ETF su bitcoin, contribuendo all'impennata della criptovaluta. È notevole come i volumi di scambio sull'exchange sudcoreano Upbit siano triplicati nelle ultime settimane, riflettendo l'appetito crescente degli investitori locali per bitcoin.
Mentre i mercati asiatici stanno sperimentando un'impennata nel trading di bitcoin, gli exchange basati negli Stati Uniti come Coinbase, Bitstamp e Binance continuano a dominare i volumi globali, comandando una quota del 50%. Nonostante la proliferazione di exchange regionali, queste piattaforme rimangono preferite dai trader in tutto il mondo, sottolineando la loro influenza continua nel mercato delle criptovalute.
Il panorama cripto di Hong Kong
A Hong Kong, la decriminalizzazione del trading di criptovalute e la proliferazione di ATM di Bitcoin e negozi hanno facilitato una maggiore partecipazione da parte di piccoli investitori e istituzioni finanziarie cinesi offshore.
Il più grande ETF futures su bitcoin della città, gestito da CSOP Asset Management, ha assistito a un aumento quintuplo delle attività sotto gestione negli ultimi cinque mesi, superando i 100 milioni di dollari.
Il mercato cripto dell'India
In India, dove operano legalmente diversi exchange cripto locali, exchange offshore come Binance e KuCoin attirano volumi di scambio significativi a causa dell'assenza di una tassa di monitoraggio delle transazioni dell'1% imposta dagli operatori locali.
Nonostante le incertezze normative, gli indiani hanno scambiato criptovalute per un valore di 350.000 crore di rupie tramite piattaforme offshore, rappresentando oltre il 90% del volume totale di trading cripto nel paese, secondo le stime dell'Esya Centre.
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James Kinoti
Appassionato di criptovalute, James trae piacere nel condividere conoscenze su fintech, criptovalute, blockchain e tecnologie all'avanguardia. Le ultime innovazioni nel settore crypto, il gaming crypto, l'intelligenza artificiale, la tecnologia blockchain e altre tecnologie sono i suoi principali interessi. La sua missione: rimanere aggiornato sulle applicazioni trasformative in vari settori.















