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La Banca d'Italia modella i rischi dell'infrastruttura Ethereum in uno scenario di crollo del prezzo di ETH

DiCollins J. OkothCollins J. Okoth
Tempo di lettura: 3 minuti.
  • L'economista della Banca d'Italia Claudia Biancotti ha previsto cosa potrebbe accadere alla sicurezza di Ethereumse il prezzo di ETH dovesse scendere a zero.
  • Biancotti ha osservato che alcuni validatori abbandonerebbero razionalmente l'ecosistema, causando un calo della quota totale di ETH a protezione della rete. 
  • Negli ultimi tempi le stablecoin hanno registrato una crescita notevole grazie alla crescente domanda istituzionale e agli sviluppi normativi negli Stati Uniti.

La Banca d'Italia ha previsto che Ethereum andrebbe incontro a rischi infrastrutturali se il valore della criptovaluta scendesse a zero. La banca ha pubblicato un rapporto in cui evidenzia che alcuni validatori uscirebbero dall'ecosistema, riducendo così l'offerta totale di ETH e mettendo in sicurezza la rete.

L'economista della Banca d'Italia, Claudia Biancotti, ha espresso preoccupazione per l'infrastruttura di Ethereumqualora il prezzo di ETH dovesse crollare a zero. L'economista ha pubblicato un rapporto intitolato "Cosa succederebbe se Ether andasse a zero? Come il rischio di mercato diventa rischio infrastrutturale nelle criptovalute", sottolineando che se ETH crollasse a zero, la sua sicurezza e la sua capacità di elaborazione delle transazioni verrebbero compromesse. 

Il crollo del prezzo di Ethereumpotrebbe avere un impatto sulle stablecoin

Il rapporto della banca ha evidenziato che Ethereum è un'infrastruttura finanziaria piuttosto che una valuta digitale speculativa. La rete Ethereum si affida a validatori per alimentare il suo ecosistema economico e finanziario, che ricevono incentivi finanziari in ETH per la gestione della blockchain.

Biancotti ha analizzato il legame esistente tra la stabilità di Ethereum come infrastruttura autosufficiente che alimenta asset tokenizzati e gli incentivi che i validatori ricevono per la gestione della blockchain.    

Secondo il rapporto, alcuni validatori abbandonerebbero l'ecosistema, causando una riduzione della quantità totale di ETH utilizzata per approvare le transazioni. L'uscita dei validatori porterebbe quindi a una bassa produzione di blocchi e indebolirebbe Ethereumla sicurezza di

Biancotti sostiene nel rapporto che Ethereum sta utilizzando sempre più la rete come livello di regolamento per gli strumenti finanziari, il che significa che la volatilità sulla blockchain potrebbe compromettere l'affidabilità dell'ecosistema. Il rapporto ha anchedentpotenziali rischi per gli strumenti basati su Ethereum quando la volatilità diventa un problema. 

Questi asset includono titoli tokenizzati e stablecoin che si basano su Ethereum per raggiungere la finalità delle transazioni. Il rapporto ha anchedentpotenziali rischi che potrebbero estendersi ai casi d'uso di pagamento e regolamento, sempre più monitorati dalle autorità di regolamentazione, soprattutto per quanto riguarda i ponti che collegano la finanza tradizionale con l'ecosistema decentralizzato.

Un precedente Cryptopolitan , datato 29 luglio 2025, aveva evidenziato come la società di ricerca e intermediazione azionaria Bernstein avesse segnalato rischi specifici per Ethereumtractrac tractractractrac tractraca vincoli di liquidità.

Il rapporto della Banca d'Italia ha sottolineato che le autorità e i legislatori si trovano di fronte a un dilemma: se e in che modo gli intermediari vigilati dovrebbero essere autorizzati ad affidarsi esclusivamente alle blockchain pubbliche per gestire le transazioni finanziarie.

La banca ha suggerito che le stablecoin e la tecnologia blockchain sottostante dovrebbero essere considerate inadatte a facilitare le transazioni in un ambiente regolamentato o implementate per l'uso con adeguate strategie di mitigazione del rischio, come piani di continuità aziendale e piani di emergenza.

La Banca centrale europea chiede un inasprimento delle normative sulle stablecoin

Il Fondo Monetario e la Banca Centrale Europea hanno messo in guardia dai rischi delle stablecoin nella Financial Stability Review del novembre 2025. Il rapporto ha sottolineato che le stablecoin pongono rischi per la stabilità finanziaria, soprattutto se continuano a espandersi e ad accumularsi in un piccolo gruppo di utenti. La revisione ha anche osservato che la riduzione del ponte tra la finanza tradizionale e le infrastrutture decentralizzate implica che un grave shock alle stablecoin potrebbe innescare deflussi di depositi, corse agli sportelli e vendite a svendita di asset.

Lo studio giunge in un momento di crescente domanda globale di stablecoin da parte di investitori retail e istituzionali. Un precedente cryptopolitan rapporto ha evidenziato che l'offerta di stablecoin si è espansa significativamente negli ultimi tempi. Il rapporto ha rilevato che Ethereumhanno raggiunto un volume di scambi record nel 2025. Il rapporto ha inoltre evidenziato una notevole crescita nell'utilizzo delle stablecoin nel 2025, con oltre 593.000 indirizzi attivi giornalieri che hanno effettuato transazioni in stablecoin.

Nel frattempo, Cryptopolitan ha riportato che l'attività delle stablecoin in Europa è aumentata vertiginosamente lo scorso anno, nonostante le normative più stringenti. Il rapporto cita i dati di Artemis, una piattaforma di analisi delle stablecoin, secondo cui le transazioni nell'Eurozona nel 2025 hanno superato i 100 milioni. Ulteriori dati della piattaforma mostrano che il numero di indirizzi attivi unici di stablecoin ha raggiunto il massimo storico di 46,2 milioni.

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