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L'impatto dell'intelligenza artificiale sul cambiamento climatico e sulla disinformazione

DiBrenda KananaBrenda Kanana
Tempo di lettura: 2 minuti.
Cambiamento climatico
  • Un nuovo rapporto mette in discussione il potenziale dell'intelligenza artificiale nella lotta al cambiamento climatico, citando preoccupazioni relative al crescente consumo di energia nei data center.
  • Nonostante le applicazioni dell'intelligenza artificiale nel rilevamento ambientale, il suo impatto ambientale è enorme, in particolare nei data center. 
  • Il rapporto chiede maggiore trasparenza, misure di sicurezza e responsabilità nello sviluppo dell'intelligenza artificiale per affrontare la duplice minaccia dell'impatto ambientale. 

In un recente rapporto sono emerse preoccupazioni circa il ruolo dell'intelligenza artificiale (IA) nell'affrontare la crisi climatica. Contrariamente alle affermazioni ottimistiche di giganti della tecnologia come Google, il rapporto suggerisce che l'IA potrebbe aggravare le sfide ambientali, aumentando il consumo di energia e facilitando la diffusione di disinformazione sul clima.

Mentre alcuni acclamano l'intelligenza artificiale come uno strumento rivoluzionario per combattere il cambiamento climatico, i critici sostengono che la natura ad alta intensità energetica delle tecnologie di IA potrebbe comprometterne i potenziali benefici. Il rapporto evidenzia il crescente consumo di energia e acqua, sottolineando il loro significativo contributo alle emissioni globali di gas serra. Nonostante l'applicazione dell'IA nel rilevamento di problemi ambientali come inondazioni, deforestazione e incendi boschivi, il rapporto mette in discussione l'impatto ambientale complessivo di queste iniziative.

L'impronta di carbonio dell'intelligenza artificiale: un dilemma svelato

Il rapporto mette in luce un paradosso nel settore dell'intelligenza artificiale: sebbene l'intelligenza artificiale venga impiegata per ridurre l'impronta di carbonio, la sua enorme impronta di carbonio rimane una preoccupazione critica. Si stima che i data center, che operano 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e dipendono prevalentemente da energia derivante da combustibili fossili, contribuiscano al 2,5-3,7% delle emissioni globali di gas serra. Le proiezioni indicano che questa cifra potrebbe salire al 14% entro il 2040, sollevando interrogativi sul beneficio ambientale netto delle soluzioni climatiche basate sull'intelligenza artificiale.

Il popolare strumento di intelligenza artificiale ChatGPT è specificamente criticato per il suo consumo energetico. Solo l'addestramento di questo chatbot ha consumato l'energia necessaria a 120 case americane in un anno, mentre il modello più avanzato GPT-4 ha consumato circa 40 volte di più. La natura ad alto consumo energetico dell'intelligenza artificiale, unita al consumo di acqua nelle operazioni dei data center, rappresenta una sfida significativa per il suo ruolo nell'azione sostenibile per il clima.

Il rapporto va oltre l'impatto ambientale, approfondendo il potenziale ruolo dell'intelligenza artificiale nella diffusione di disinformazione sui cambiamenti climatici. L'intelligenza artificiale generativa, secondo il rapporto, fornisce una piattaforma ai negazionisti climatici per creare e diffondere contenuti falsi in modo rapido ed economico. Con il World Economic Forum chedentla disinformazione generata dall'intelligenza artificiale come una minaccia globale, emergono preoccupazioni sulla facilità con cui le falsità possono permeare i social media e i motori di ricerca.

Piattaforme come Twitter, già alle prese con un'ondata di disinformazione sul clima, sono citate come esempi degli effetti dannosi dell'intelligenza artificiale nell'amplificazione della disinformazione. Il rapporto sostiene che l'industria tecnologica, spinta da incentivi finanziari, potrebbe non essere motivata a frenare la diffusione della disinformazione sul clima, poiché alcune aziende traggono profitto dai resoconti dei negazionisti climatici.

Affrontare la minaccia climatica dell’intelligenza artificiale: raccomandazioni per l’azione

La coalizione Climate Action Against Disinformation propone tre principi fondamentali per un migliore sviluppo dell'intelligenza artificiale, al fine di mitigarne l'impatto negativo sull'ambiente e sulla diffusione delle informazioni.

  • Trasparenza:

Le autorità di regolamentazione sono invitate a imporre alle aziende di intelligenza artificiale di divulgare pubblicamente le emissioni dell'intero ciclo di vita e il consumo energetico. Inoltre, le misure di trasparenza dovrebbero includere la spiegazione di come i modelli di intelligenza artificiale producono informazioni, la valutazione della loro accuratezza nella lotta al cambiamento climatico e la fornitura di accesso ai dati agli inserzionisti per impedire la monetizzazione di contenuti contrastanti.

  • Sicurezza:

Le aziende sono chiamate a dimostrare la sicurezza dei loro prodotti di intelligenza artificiale sia per gli esseri umani che per il clima. Devono essere implementate misure di salvaguardia contro discriminazioni, pregiudizi e disinformazione, con una rigorosa applicazione delle linee guida della comunità, delle politiche di disinformazione e delle politiche di monetizzazione. I governi sono incoraggiati a sviluppare standard comuni di reporting sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale e a finanziare studi per comprendere l'impatto dell'intelligenza artificiale sul consumo di energia e sulla disinformazione climatica.

  • Responsabilità:

Si consiglia ai decisori politici di proteggere i whistleblower che denunciano problemi di sicurezza dell'IA, di far rispettare le norme di sicurezza e trasparenza con sanzioni sostanziali in caso di inosservanza e di ritenere le aziende e i dirigenti responsabili di qualsiasi danno causato dall'IA generativa.

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