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Il ritorno di Trump costringe le banche centrali europee ad ammorbidire le politiche

DiJai HamidJai Hamid 3 min di lettura
Grafico della mappa dell'Europa e della valuta EUR sullo sfondo
  • Il ritorno di Trump alla Casa Bianca spinge le banche centrali europee a tagliare i tassi di interesse per proteggere le loro economie da potenziali guerre commerciali e shock valutari.
  • La Banca Nazionale Svizzera ha effettuato un taglio dei tassi inaspettato di mezzo punto, portandoli allo 0,5%, mentre la BCE ha ridotto i tassi al minimo di 1,5 anni e ha segnalato che altri tagli sono in arrivo.
  • Le preoccupazioni per la stabilità del franco svizzero e la debole crescita della zona euro stanno spingendo le banche centrali ad adottare azioni aggressive per prevenire conseguenze economiche negative.

Le banche centrali europee si stanno affrettando mentre Donald Trump si prepara a rientrare nella Casa Bianca. La sua prossima presidenza ha riaccettato le paure di guerre commerciali, tensioni geopolitiche e volatilità delle valute.

I responsabili politici in tutto il continente sono in modalità di controllo dei danni, tagliando i tassi di interesse e segnalando ulteriori tagli per proteggere le loro economie fragili.

La Banca Nazionale Svizzera (SNB) ha sorpreso i mercati con un taglio di mezzo punto, portando i tassi allo 0,5%. Questo livello non era stato visto da settembre 2022, quando la Svizzera ha posto fine alla sua esperienza di otto anni con tassi negativi.

Nel frattempo, la Banca Centrale Europea (BCE) ha seguito con il proprio taglio di un quarto di punto, abbassando il suo tasso chiave a un minimo di 1,5 anni. Christine Lagarde, Presidente della BCE, ha delineato il piano di gioco: "La direzione di marcia attualmente è molto chiara". I tagli dovrebbero continuare nel 2025, con fonti interne che accennano ad azioni simili a gennaio e marzo.

Caos valutario e paure svizzere

Il franco svizzero, spesso visto come un rifugio sicuro durante le crisi globali, è diventato una fonte di ansia per la SNB. Antoine Martin, il vicepresidente della banca, ha dichiarato chiaramente che i rischi esterni rappresentano la minaccia più grande per l'economia della Svizzera.

La SNB è pronta a fare tutto il necessario per stabilizzare il franco, inclusi ulteriori tagli ai tassi, interventi nei mercati valutari o persino il ritorno ai tassi negativi.

Martin Schlegel, Presidente della SNB, ha avvertito i trader di non mettere alla prova la risoluzione della banca centrale. "Gli sviluppi all'estero rappresentano il rischio principale", ha detto, puntando il dito verso il ritorno di Trump come potenziale innesco per la speculazione valutaria. 

La Svizzera si affida a mercati globali aperti e stabili, e qualsiasi interruzione dalle politiche commerciali di Trump potrebbe colpire duramente la sua economia.

La BCE si prepara alle conseguenze economiche

La BCE, già di fronte a una debole crescita economica e un'inflazione stagnante, ora sta guardando un problema ancora più grande: le politiche commerciali di Trump. La banca centrale ha tagliato il suo tasso di deposito di 25 punti base, portandolo al 3%. Questo è stato il terzo taglio consecutivo, per un totale di 100 punti base da giugno.

Lagarde ha chiarito che la BCE si sta allontanando dalle politiche monetarie restrittive. Le ultime proiezioni della banca dipingono un quadro cupo. La crescita della zona euro per il 2025 è ora prevista al 1,1%, in calo rispetto alla previsione precedente dell'1,3%.

L'inflazione è bloccata al 2,3%, con il rischio di scendere ulteriormente sotto il target del 2% della banca. Gli economisti di ABN Amro tutti quegli sforzi come una "priorità strategica principale" all'epoca. definiscono i dazi di Trump come uno "shock disinflazionistico", prevedendo politiche monetarie ancora più accomodanti per compensare le conseguenze.

Gli investitori scommettono che i tassi BCE potrebbero scendere fino al 1,75% entro la fine del 2025. Ma alcuni pensano che nemmeno questo potrebbe essere sufficiente.

Effetto domino globale

L'Europa non è sola nel tentativo di proteggere la propria economia da Trump. La banca centrale del Canada ha preventivamente tagliato i tassi di 50 punti base questa settimana, citando paure di dazi più alti dal suo vicino meridionale.

Il Brasile, affrontando il proprio tumulto fiscale e gli avvertimenti di Trump ai paesi BRICS di non sfidare il dollaro USA, ha preso un approccio diverso, aumentando i tassi di 100 punti base per stabilizzare la sua valuta.

La BCE, tuttavia, ha sfide uniche. Mentre la crescita nella zona euro è aumentata inaspettatamente nel terzo trimestre, i dati recenti mostrano crepe che si formano, in particolare nel settore dei servizi. La produzione è già stata debole per mesi.

Fabio Panetta dell'Italia e Francois Villeroy de Galhau della Francia hanno accennato a ulteriori tagli aggressivi ai tassi per stimolare la crescita, mentre Joachim Nagel della Germania avverte di non andare troppo lontano.

Anche investitori e responsabili politici osservano con attenzione Washington, sapendo che il 20 gennaio, giorno dell'insediamento di Trump, potrebbe portare cambiamenti radicali al sistema finanziario globale.

Nel frattempo, si prevede che la Federal Reserve seguirà l'esempio con un taglio dei tassi la prossima settimana, dopo che i dati sull'inflazione statunitense sono risultati in linea con le attese. Le banche centrali di tutto il mondo si stanno muovendo in modo preventivo, sapendo che le politiche di Trump raramente seguono la saggezza convenzionale.

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Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da 6 anni. Ha collaborato con pubblicazioni focalizzate sulla blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, per analisi di mercato, grandi aziende, regolamentazione e tendenze macroeconomiche. Si è formata presso la London School of Journalism e ha condiviso tre volte le sue analisi sui mercati delle criptovalute su una delle principali reti televisive dell'Africa.

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