OpenAI si sposta verso un modello tradizionale a scopo di lucro in mezzo alle ambizioni di una valutazione di 150 miliardi di dollari

- OpenAI intende passare da un'organizzazione non profit a un'entità a scopo di lucro entro il 2025.
- La pressione degli investitori, come Apple, ha costretto l'azienda a prendere in considerazione l'eliminazione del tetto sugli utili.
- OpenAI manterrà la branca non profit ma si concentrerà sulla redditività mentre cresce.
OpenAI sta preparando una revisione della sua struttura attuale mentre si muove verso un modello tradizionale a scopo di lucro entro il 2025. Il previsto cambiamento potrebbe preparare l'azienda focalizzata sull'IA a una $150 miliardi, in linea con l'agenda orientata al profitto di altre aziende della Silicon Valley.
Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha annunciato le modifiche ai dipendenti durante un recente incontro, ma ha fornito pochi dettagli su quanto pianificato. Come riportato da Fortune, Altman ha affermato che l'azienda era "cresciuta oltre" la struttura attuale ed era pronta a passare dal modello no-profit a uno tradizionale.
Gli investitori spingono per l'eliminazione del tetto ai profitti per consentire la crescita
OpenAI, che attualmente opera come una LLC a scopo di lucro con un tetto ai profitti sotto la supervisione di un'organizzazione no-profit, sta affrontando vincoli nella sua struttura mentre si espande. Questa 'struttura' ha permesso al consiglio di amministrazione no-profit di sospendere Altman dal suo incarico alla fine del 2023 per mancanza di trasparenza e governance impropria.
Il consiglio lo ha accusato di aver nascosto informazioni riguardo alla sua partecipazione nel fondo di startup di OpenAI. Altman è stato successivamente reintegrato e ha ottenuto il controllo del nuovo team di sicurezza formato dall'azienda.
Ci sono voci secondo cui gli investitori vogliono che OpenAI elimini il tetto ai profitti legato al suo status no-profit, il che limita i rendimenti. Secondo un rapporto di Reuters, investitori recenti e potenziali come Apple e Microsoft stanno offrendo iniezioni di capitale dipendenti dalla disponibilità dell'azienda ad eliminare i vincoli attuali. Se le restrizioni di OpenAI fossero rimosse, ciò potrebbe aprire ulteriori potenziali opportunità per la crescita dell'azienda e per raccogliere round di finanziamento più significativi.
Mentre i dettagli relativi alle modifiche rimangono poco chiari, fonti informate sul piano affermano che la riorganizzazione dell'azienda potrebbe includere la modifica o persino l'abolizione dell'organizzazione no-profit che la supervisiona.
Le attività commerciali e la base utenti di OpenAI continuano a espandersi
Nonostante i cambiamenti incombenti, OpenAI ha mantenuto che la sua missione no-profit continuerà a svolgere un ruolo cruciale per il futuro. In una dichiarazione a Fortune e Reuters, un portavoce di OpenAI ha sottolineato che l'organizzazione no-profit è ancora 'centrale' per la missione dell'azienda. OpenAI ha anche ribadito il suo impegno a creare un'IA a beneficio di tutti, come ha fatto nelle precedenti dichiarazioni sulle precauzioni etiche e di sicurezza.
OpenAI ha anche ampliato notevolmente le sue attività commerciali da quando è stata lanciata qualche anno fa. Alcuni dei servizi a pagamento più popolari dell'azienda includono ChatGPT, che ha raggiunto oltre 200 milioni di utenti in tutto il mondo. Questo cambiamento di focus verso la commercializzazione ha portato a maggiori entrate, rendendo l'azienda più redditizia per gli investitori, anche con il tetto ai profitti.
OpenAI ha ottenuto oltre 10 miliardi di dollari di finanziamenti nel recente passato, con Microsoft tra i principali investitori. L'ultima valutazione dell'azienda, stimata in 80 miliardi di dollari, risale a un'offerta di acquisto guidata da Thrive Capital a febbraio. Si prevede che questa valutazione aumenterà considerevolmente nell'attuale round di finanziamento, a condizione che la ristrutturazione aziendale venga approvata.
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Brenda Kanana
Brenda vanta oltre 4 anni di esperienza specializzata in criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. Ha lavorato presso Zycrypto, Blockchain Reporter e The Coin Republic e ora ha fatto di Cryptopolitan la sua casa. La sua laurea in Sociologia presso l'Università Tecnica di Mombasa la mantiene in sintonia con il pubblico dei lettori.
















