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L'Università di Nagoya rivela la saggezza degli antichi costruttori di utensili nella selezione delle rocce

DiBrenda KananaBrenda Kanana
Tempo di lettura: 2 minuti.
Università di Nagoya
  • La ricerca del Museo dell'Università di Nagoya rivela che gli uomini del Paleolitico in Medio Oriente utilizzavano selettivamente l'ossidiana e la selce per la fabbricazione di utensili, in base alle loro proprietà.
  • I primi uomini preferivano la selce traslucida e liscia per una più facile modellatura, ma inizialmente scelsero la selce a grana media per la sua durevolezza negli utensili più grandi.
  • Lo studio mette in luce le avanzate capacità cognitive degli antichi esseri umani, dimostrando una pianificazione strategica e una comprensione dei materiali simili a quelle degli esseri umani moderni.

Una recente ricerca condotta dal Museo dell'Università di Nagoya ha svelato informazioni rivoluzionarie sulle pratiche di fabbricazione di utensili degli uomini paleolitici in Medio Oriente, risalenti a un periodo compreso tra 70.000 e 30.000 anni fa. Lo studio, incentrato sulla capacità di discernimento e selezione delle rocce per la creazione di utensili, evidenzia le avanzate capacità cognitive di questi antichi esseri umani.

I risultati dei ricercatori rivelano una scelta strategica di materiali, principalmente ossidiana e selce, per la fabbricazione di utensili durante il Paleolitico medio e superiore. La selce, apprezzata per la sua trasparenza e levigatezza, era particolarmente ricercata per la sua facilità di fratturazione e di lavorazione a spigoli vivi. Questa preferenza dimostra una profonda comprensione delle proprietà dei materiali e la capacità di selezionare le rocce più adatte a specifici scopi di fabbricazione di utensili.

Preferenze e tecniche in evoluzione

Nel corso dei millenni si è osservato un cambiamento significativo nella preferenza dei materiali. Inizialmente, i costruttori di utensili del Paleolitico preferivano la selce a grana media per gli utensili più grandi, apprezzandone la durevolezza nonostante la difficile lavorabilità. Come suggeriscono i ricercatori, questa scelta derivava dalla mancanza di fratture interne nella selce a grana media, che la rendeva più adatta alla fabbricazione di utensili robusti. Tuttavia, con il passare del tempo, si è verificata una transizione verso la selce a grana fine, soprattutto per la fabbricazione di utensili più piccoli. Questo cambiamento può essere attribuito alla minore forza richiesta per la fratturazione, nonostante la prevalenza di fratture interne dovute alle attività geologiche.

Capacità cognitive dei primi esseri umani

Questo studio getta luce sui processi cognitivi dei nostri antenati paleolitici. Il loro processo decisionale nella scelta dei materiali per gli utensili rivela una complessa comprensione di vari fattori, tra cui la durevolezza, la lavorabilità e l'idoneità del materiale per diverse tipologie di utensili. Questo comportamento indica una pianificazione strategica e una lungimiranza simili ai moderni processi di pensiero umani. Sottolinea la sofisticatezza delle capacità cognitive dei primi esseri umani, che dimostrarono una notevole ingegnosità e intelligenza pratica nelle loro pratiche di fabbricazione di utensili nonostante l'assenza di tecnologie avanzate.

Uno sguardo al passato

La ricerca dell'Università di Nagoya offre uno sguardo avvincente sulla vita e la mente dei nostri antenati. Mette in discussione le capacità spesso sottovalutate degli antichi esseri umani e sottolinea la continuità e l'evoluzione dell'intelligenza umana nel corso di migliaia di anni. Questo studio non solo arricchisce la nostra comprensione delle società paleolitiche, ma offre anche una profonda riflessione sulla capacità umana di innovazione e adattamento di fronte ai vincoli ambientali e materiali.

In sostanza, gli antichi costruttori di utensili del Medio Oriente, con la loro attenta selezione e utilizzo di materiali rocciosi, hanno lasciato un'eredità che continua a informare e ispirare la nostra comprensione della storia e dell'evoluzione umana.

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