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I mandanti di JPEX sono in libertà mentre le autorità arrestano 11 sospettati

DiOwotunse AdebayoOwotunse Adebayo
Tempo di lettura: 3 minuti.
JPEX
  • Le autorità di Hong Kong hanno arrestato 11 sospettati legati alla borsa JPEX, mentre i mandanti sono in fuga.
  • Vigilanza normativa e vulnerabilità degli investitori.

In quella che alcuni definiscono la più grande frode finanziaria mai avvenuta a Hong Kong, gli ideatori dello scandalo del presunto exchange di criptovalute JPEX sono riusciti a eludere le autorità, nonostante 11 persone siano state interrogate in merito al caso. Secondo un rapporto del 23 settembre, la polizia di Hong Kong ha ricevuto ben 2.265 denunce dalle vittime dell'exchange, stimando la perdita finanziaria totale a circa 178 milioni di dollari (1,4 miliardi di dollari di Hong Kong).

Gli utenti dello scambio JPEX incontrano difficoltà nel prelevare fondi

Il nocciolo della questione sembra essere legato alle difficoltà riscontrate dagli utenti nel tentativo di prelevare criptovalute dalla piattaforma. In particolare, il 15 settembre, l'exchange JPEX ha aumentato le commissioni di prelievo a ben 999 Tether. Tra gli interrogati dalle autorità c'è Joseph Lam Chok, un influencer del settore delle criptovalute che ha ripetutamente cercato di prendere pubblicamente le distanze dall'exchange. Oltre a Lam Chok, sono stati arrestati tre dipendenti della JPEX Technical Support Company, insieme a due YouTuber, Chan Wing-yee e Chu Ka-fai.

Questi individui hanno complessivamente più di 200.000 follower sulle loro piattaforme, tutti in qualche modo collegati allo scandalo. Tra gli altri individui ricercati per essere interrogati ci sono l'amministratore unico dell'azienda, Kwok Ho-lun, il direttore di un ristorante, e tre celebrità che avrebbero promosso JPEX in vari momenti del passato. Nonostante queste apprensioni, le autorità di Hong Kong hanno confermato che i mandanti dell'operazione sono ancora in libertà. La polizia ha ribadito che le indagini sono in corso e che sono previsti ulteriori arresti nel prossimo futuro.

Nella sua ricerca di giustizia, la polizia locale ha chiesto l'assistenza dell'Interpol e di altre agenzie internazionali di polizia dopo averdenttrasferimenti sospetti di criptovalute provenienti dall'exchange JPEX. Inoltre, ha chiesto ai fornitori di telecomunicazioni locali di bloccare l'accesso al sito web dell'exchange. Lo scandalo JPEX è iniziato il 13 settembre, durante la conferenza Token2049 a Singapore, quando il team di JPEX avrebbe abbandonato il proprio stand aziendale in seguito all'arresto di sei dipendenti da parte della polizia di Hong Kong.

Vigilanza regolamentare e vulnerabilità degli investitori

Gli arresti sono stati effettuati con l'accusa di frode relativa alla gestione di un exchange di criptovalute non autorizzato. Questo scandalo è giunto all'attenzione pubblica per la prima volta quando l'autorità di regolamentazione finanziaria di Hong Kong ha reso noto di aver ricevuto oltre 1.000 reclami sulla piattaforma di exchange di criptovalute non registrata. Questi reclami denunciavano perdite superiori a 128 milioni di dollari (1 miliardo di dollari di Hong Kong). In risposta, l'exchange ha adottato misure come la chiusura di diversi prodotti con rendimento e unmaticaumento delle commissioni di prelievo a 999 USDT. JPEX ha attribuito la colpa a market maker terzi, accusandoli di aver congelato "maliziosamente" la liquidità.

All'epoca, la borsa sostenne di aver tentato di registrarsi presso le autorità competenti e di aver subito un trattamento "ingiusto" da parte degli enti di regolamentazione, tra cui la Securities and Futures Commission (SFC). In una dichiarazione rilasciata il 20 settembre, la SFC ha confermato che JPEX operava senza la licenza necessaria per il trading di asset virtuali. Sul suo sito web ufficiale, JPEX afferma di avere sede a Dubai e di vantare licenze per attività di trading di criptovalute negli Stati Uniti, in Canada e in Australia.

Fondata nel 2020, JPEX dichiarava di gestire asset per un valore di circa 2 miliardi di dollari e aspirava a posizionarsi tra i primi cinque exchange di criptovalute al mondo. Lo scandalo continua a sollevare interrogativi sulla supervisione normativa degli exchange di criptovalute e sulla vulnerabilità degli investitori in questo settore. Mentre le autorità perseguono i responsabili della presunta frode, l'intera comunità delle criptovalute osserva attentamente, consapevole dell'importanza di mantenere la fiducia nel panorama in rapida evoluzione degli asset digitali.

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