Le vere ragioni del crollo globale: è arrivata la fine per il Giappone?

- L'improvviso aumento dei tassi di interesse in Giappone ha causato un forte scossone, costringendo i trader a chiudere rapidamente le loro operazioni di carry trade sullo yen.
- Le ricadute sono state rapide e gravi, con significative correzioni di mercato, soprattutto nel settore delle criptovalute.
L'economia giapponese è di nuovo sotto i riflettori, ma non per le giuste ragioni. I recenti sconvolgimenti nel sistema finanziario globale e il crollo dei mercati delle criptovalute sono in gran parte tracalle azioni della Banca del Giappone (BoJ).
La scorsa settimana, la BoJ ha deciso di aumentare i tassi di interesse, una mossa che non solo ha scosso il mercato locale, ma ha anche spinto gli operatori globali a chiudere rapidamente le loro operazioni di carry trade sullo yen.
Il fatto è che, nella finanza globale, il Giappone gioca un ruolo importante grazie ai suoi tassi di interesse storicamente bassi, rendendo lo yen una delle valute preferite dai trader che cercano di massimizzare i rendimenti attraverso il carry trade.

Per chi non lo sapesse, il carry trade sullo yen consiste nell'indebitarsi in yen a bassi tassi di interesse, convertirli in valute ad alto rendimento e investire in asset più redditizi.
La logica è semplice: sfruttare i differenziali dei tassi di interesse per incassare profitti. Ma quando il Giappone aumenta i tassi, la musica si ferma e gli operatori si affrettano a liquidare queste operazioni, spesso portando a bruschi cambiamenti di mercato.
Il potere assoluto dello yen giapponese
Lo yen non è solo una valuta: per decenni è stato un elemento chiave nelle strategie di finanziamento globali, grazie alla politica consolidata del Giappone di tassi di interesse prossimi allo zero.
Questo scenario ebbe inizio dopo lo scoppio della bolla speculativa giapponese nei primi anni '90, che spinse l'economia giapponese verso quelli che sono statimaticdefiniti i "Decenni perduti".
La crescita economica stentò, si verificò la deflazione e sia le aziende che i consumatori iniziarono a nutrire una certa propensione agli investimenti.
Per contrastare questa crisi economica, la BoJ ha tagliato i tassi a livelli minimi, in modo da poter stimolare l'attività economica rendendo i prestiti convenienti.
Ma poiché gli strumenti monetari tradizionali stavano perdendo efficacia, il Giappone aveva bisogno di qualcosa di più aggressivo, come il ritorno di Shinzo Abe come Primo Ministro nel 2012.

Shinzo introdusse la sua ormai famosa "Abenomics", ricorrendo a strategie monetarie audaci come un massiccio allentamento quantitativo e, in seguito, tassi di interesse negativi.
Queste politiche non miravano a imporre commissioni ai debitori, ma a spingere i tassi di interesse reali al di sotto dell'inflazione per stimolare la spesa e gli investimenti. Questo contesto ha favorito lo status dello yen come valuta privilegiata nelle operazioni di carry trade.
I trader, a volte soprannominati "Signora Watanabe", dal nome dell'investitrice casalinga giapponese per eccellenza, prendevano in prestito yen, li convertivano in attività come dollari australiani o azioni statunitensi e traevano profitto dai rendimenti più elevati.
Questo arbitraggio si è esteso al mondo delle criptovalute, dove piattaforme come Compound hanno consentito ai trader di utilizzare strategie simili con le criptovalute, intrecciando ulteriormente la politica monetaria del Giappone con i mercati azionari globali.
Quindi, cosa è successo? Perché proprio adesso?
La tranquillità di questo accordo è stata infranta di recente quando la BoJ, sotto la guida del suo nuovo governatore, Kazuo Ueda, ha segnalato un allontanamento dai tassi negativi, sorprendendo i mercati accennando ad aumenti dei tassi.
Non si è trattato solo di una modifica politica locale, ma di una risposta alle pressioni economiche globali, in particolare al ciclo di rialzi dei tassi negli Stati Uniti. Gli operatori, scettici sull'impegno del Giappone nel contrastare la deflazione, hanno reagito bruscamente.
Lo yen, che si era indebolito, ha subito un'inversione a V mentre il mercato assimilava questi cambiamenti. Le implicazioni sono state immediate e gravi.

Con lo smantellamento delle operazioni di carry trade sullo yen, si è verificata una corsa alla liquidazione degli asset denominati in dollari, con conseguenti significative correzioni del mercato.
Le criptovalute, spesso utilizzate in queste strategie di carry, sono state particolarmente colpite, registrando forti ribassi. Bitcoin è sceso sotto i 50.000 dollari per la prima volta da gennaio.
Nel grande schema delle cose, mentre il Giappone potrebbe sembrare un seguace della politica monetaria globale, le sue azioni sono più coordinate con le politiche monetarie globali di quanto sembri.
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