Secondo un alto funzionario a conoscenza dei programmi pilota della valuta digitale (CBDC) della banca centrale, la Reserve Bank indiana (RBI) sta procedendo con cautela nello sviluppo della sua rupia digitale. Nonostante i dent , la RBI sta attivamente esplorando soluzioni tecnologiche per mitigare i problemi di privacy legati alla rupia digitale.
L'India affronterà le preoccupazioni sulla privacy della CBDC
Pur mantenendo una posizione cauta sulle criptovalute, la RBI ha chiarito di non avere il mandato di esprimere un parere sulla riduzione di una tassa controversa che è stata motivo di contesa all'interno del settore delle criptovalute. La RBI è stata una forza trainante nell'adozione di CBDC all'ingrosso e al dettaglio dalla fine del 2022, quando ha avviato programmi pilota.
Nonostante le dichiarazioni pubbliche indichino la mancanza di urgenza nell'implementazione di una CBDC retail su larga scala e la riluttanza a fornire una tempistica specifica, gli eventi recenti suggeriscono un senso di urgenza di fondo. Nel mese precedente, la CBDC retail ha raggiunto l'importante traguardo di un milione di transazioni in un solo giorno, presumibilmente con il supporto di diverse banche.
In particolare, alcune banche, tra cui HDFC Bank, Kotak Mahindra Bank, Axis Bank, Canara Bank, IDFC First Bank e Union Bank of India, avrebbero incoraggiato i dipendenti a depositare fondi in CBDC anziché in valuta fiat, contribuendo al raggiungimento di questo traguardo.
Il funzionario che supervisiona lo sviluppo della CBDC ha sottolineato la necessità di sperimentazione e di notevoli sforzi per garantire la sicurezza della valuta digitale. Sebbene l'aspetto del regolamento sia considerato semplice, affrontare la latenza rimane una priorità per la RBI.
È importante sottolineare che la banca centrale ha introdotto una nuova dimensione nel dibattito in corso sulle preoccupazioni relative alla privacy associate all'utilizzo delle CBDC. Alcune segnalazioni indicano che la RBI potrebbe richiedere il supporto legale del Ministero delle Finanze indiano per emanare una legge che consenta ai clienti di cancellare le transazioni per mantenere l'anonimato.
Posizione della RBI e panorama normativo in evoluzione
Allo stesso tempo, la banca centrale sta attivamente esplorando soluzioni tecnologiche per affrontare la questione della privacy. In una rivelazione degna di nota, la RBI, storicamente nota per la sua opposizione alle criptovalute sia a livello nazionale che globale, ha chiarito che la tassazione delle criptovalute non rientra nel suo mandato.
Questa precisazione implica che la RBI potrebbe non sollevare obiezioni qualora il governo indiano decidesse di ridurre le severe imposte attualmente imposte sulle criptovalute. Il funzionario ha sottolineato che le questioni fiscali rientrano nella competenza del governo, rafforzando l'attenzione della RBI sulle proprie responsabilità.
La banca centrale ha una storia di tentativi di vietare le criptovalute, con divieti efficaci in vigore tra il 2018 e il 2020, fino a quando un'ordinanza della Corte Suprema non ha annullato il divieto. Da allora, la RBI ha costantemente espresso preoccupazione per le criptovalute in vari forum, tra cui il G20, dove l'India ha svolto un ruolo di primo piano nel coordinamento della regolamentazione globale nel settore delle criptovalute.
La banca centrale indiana, la RBI, sta procedendo con cautela nello sviluppo della sua rupia digitale, affrontando attivamente le problematiche relative alla privacy e raggiungendo traguardi significativi nelle CBDC . Pur mantenendo un approccio cauto nei confronti delle criptovalute, la RBI ha chiarito che le questioni fiscali esulano dal suo mandato.
La RBI ha anche manifestato una potenziale apertura alle decisioni del governo sulla riduzione delle tasse sulle criptovalute. La storica opposizione della banca centrale alle criptovalute si è trasformata in un approccio misurato, a dimostrazione del suo impegno nel gestire le complessità dell'adozione delle valute digitali nel Paese.

