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Ecco come il mercato delle criptovalute sta affrontando la questione climatica

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Tempo di lettura: 2 minuti.
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Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una crescita vertiginosa del mercato delle criptovalute. Da fenomeno relativamente sconosciuto, è diventato un argomento di grande attualità quasi da un giorno all'altro. Il mercato continua ad espandersi con la creazione di nuove valute e la loro accettazione come mezzo di pagamento su diverse piattaforme, inclusi i siti di gioco d'azzardo online come quelli presenti su bitcoinbitcoin-casino.coQuesta rapida crescita non sembra destinata a fermarsi. 

Come tutti i fenomeni, però, era inevitabile che incontrasse delle reazioni negative. Una delle principali critiche al mercato è stata la sua influenza sul cambiamento climatico. Il processo di mining di criptovalute richiede grandi quantità di energia, spingendo talvolta le società minerarie a utilizzare risorse non rinnovabili come l'tracdi carbone o petrolio. 

L'entità del problema

Proprio come la rapida crescita del mercato delle criptovalute è stata sbalorditiva, anche il suo impatto energetico sembra inimmaginabile. Secondo diversi studi, il consumo energetico globale del mining di criptovalute è paragonabile, e talvolta supera, quello di Paesi più piccoli come Svezia o Finlandia. 

A cosa serve l'energia?

Inizialmente, il mining di criptovalute non richiedeva un consumo energetico eccessivo. Tuttavia, con la crescita del mercato, sono cresciuti anche i processi attraverso i quali le transazioni crittografiche venivano registrate e convalidate. 

Questo processo, inventato da Bitcoin, è chiamato "proof-of-work" ed è un complesso meccanismo di consenso digitale per la convalida e l'estrazione di nuovi token. In parole povere, il processo può essere tradotto come "più lavoro porta a più ricompense".

Rivitalizzare l'uso delle energie non rinnovabili

Il maggiore consumo energetico per il mining di criptovalute si verifica negli Stati Uniti. Il Paese, che ha compiuto notevoli progressi nelle sue politiche energetiche, ha iniziato a ricorrere alle energie non rinnovabili per soddisfare la domanda energetica del mining di criptovalute. 

Alcuni hanno espresso indignazione per la rinascita dei combustibili fossili causata dai minatori di criptovalute. Michael Brune, direttore delle campagne del gruppo ambientalista americano Sierra Club, ha definito questo sviluppo "doloroso", poiché l'energia tradizionale sembra "superare la crescita delle energie rinnovabili nel mining di bitcoin ". 

Ecco cosa stanno facendo gli attori al riguardo 

Sebbene la situazione possa sembrare opprimente, sono diverse le iniziative in atto che mirano a migliorare le politiche energetiche all'interno della comunità delle criptovalute. 

Il modello “proof-of-stake” di Ethereum

Ethereum, una delle criptovalute più grandi, ha affrontato il problema del consumo energetico del meccanismo di prova di lavoro (proof-of-work) modificando l'algoritmo. Ha sviluppato un nuovo processo di validazione, chiamato "proof-of-stake", che secondo le stime può ridurre il consumo energetico del 99%. 

Il meccanismo affida il processo di convalida ai validatori ufficiali, anziché ai miner stessi, e prevede incentivi per risultati ordinati. Una convalida disordinata o pigra verrà punita e gli asset in questione verranno "tagliati".

Estrazione di energia rinnovabile 

L'azienda canadese di cripto-mining Hive ha allestito una stazione di mining nella Svezia settentrionale, completamente dipendente dall'energia idroelettrica. Tuttavia, il mining si basa ancora sulla proof-of-work. Pertanto, l'azienda ha dovuto affrontare critiche per aver potenzialmente compromesso gli obiettivi climatici della Svezia. Ad esempio, l'energia rinnovabile dovrebbe dare priorità a obiettivi più utilitaristici, come il crescente mercato delle auto elettriche. 

Accordo sul clima crittografico

Il Crypto Climate Accord è un'iniziativa volta a finanziare politiche più ecocompatibili per il settore delle criptovalute, con lo slogan accattivante "#proofofgreen". L'iniziativa coinvolge 250 soggetti, tra cui individui, aziende e organizzazioni, impegnati a sviluppare strategie ecologiche più efficaci per la comunità delle criptovalute al fine di raggiungere l'obiettivo di zero emissioni nette.

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