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Un tribunale tedesco respinge il tentativo di impedire a Meta di utilizzare i dati di Instagram e Facebook per l'intelligenza artificiale

DiHannah CollymoreHannah Collymore
Tempo di lettura: 2 minuti.
Un tribunale tedesco respinge il tentativo di impedire a Meta di utilizzare i dati di Instagram e Facebook per l'intelligenza artificiale
  • Un tribunale tedesco ha respinto la richiesta di impedire a Meta di utilizzare i dati pubblici di Facebook e Instagram per addestrare la sua intelligenza artificiale.
  • Il colosso della tecnologia può procedere con i suoi piani di intelligenza artificiale nell'UE, utilizzando i post pubblici degli utenti adulti, a meno che questi ultimi non decidano di non farlo.
  • I sostenitori della privacy avvertono che la sentenza potrebbe creare undent rischioso per l'uso dei dati senza consenso esplicito.

Verbraucherzentrale NRW, un'organizzazione per la tutela dei consumatori finanziata dallo Stato con sede in Germania, ha fallito nel suo tentativo legale di impedire a Meta Platforms di utilizzare i dati pubblici degli utenti dalle sue piattaforme di social media, Instagram e Facebook, per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale, a seguito di una sentenza del tribunale di venerdì 23 maggio. 

L'associazione per la tutela dei consumatori aveva richiesto un'ingiunzione per bloccare l'utilizzo da parte di Meta dei contenuti generati dagli utenti sulle sue piattaforme nell'Unione Europea (UE) ai fini dello sviluppo delle sue tecnologie di intelligenza artificiale. Tuttavia, il tribunale di Colonia, in Germania, ha respinto la richiesta.

I piani di Meta e la sfida legale

Ad aprile, Meta, la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha annunciato che avrebbe iniziato ad addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale utilizzando post pubblici e interazioni di utenti adulti nell'UE a partire dal 27 maggio 2025.

Ciò include qualsiasi contenuto e commento reso pubblico da utenti di età superiore ai 18 anni sulle sue piattaforme. Meta ha dichiarato che non includerà messaggi privati ​​a questi fini.

L'azienda ha inoltre dichiarato che informerà gli utenti delle nuove politiche sull'utilizzo dei dati e darà loro la possibilità di disattivarle, e a quanto pare lo ha fatto.

Tuttavia, la Verbraucherzentrale NRW sostiene che Meta potrebbe violare il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che disciplina la privacy dei dati nell'UE.

In una dichiarazione pubblicata sul sito web del gruppo, Christine Steffen, un'attivista per la protezione dei dati, ha affermato: "Non si può escludere che informazioni particolarmente sensibili, tutelate in modo specifico dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), vengano utilizzate anche per l'addestramento dell'intelligenza artificiale".

Preoccupazioni più ampie sulla privacy e potenziali contenziosi

Il caso rientra in un'indagine più ampia sull'approccio delle Big Tech all'intelligenza artificiale e all'utilizzo dei dati personali.

NOYB (None of Your Business), un'altra organizzazione europea per la tutela della privacy guidata dall'attivista Max Schrems, ha inviato una lettera di diffida al colosso tecnologico guidato da Mark Zuckerberg per il suo previsto utilizzo dei dati degli utenti per l'addestramento dell'intelligenza artificiale, criticando la motivazione addotta da Meta in merito al legittimo interesse previsto dalle norme UE sulla privacy.

L'organizzazione ha dichiarato che potrebbe presentare un'ingiunzione ai sensi del Regolamento Europeo sul Ricorso Collettivo se Meta si rifiutasse di agire. Il NOYB ha anche affermato in passato che le aziende dovrebbero adottare un modello "opt-in" piuttosto che imporre agli utenti l'onere di rinunciare.

Sebbene un tribunale di Colonia abbia respinto la contestazione dei piani di Meta, gli analisti legali ritengono che la battaglia sia tutt'altro che conclusa.

Gli enti regolatori del continente europeo sono noti per le loro rigide politiche di tutela dei consumatori, che di recente sono state pesantemente criticate dall'amministrazione Donald Trump.

Al momento, Meta è legalmente autorizzata a iniziare a integrare i dati pubblici europei nei suoi sistemi di intelligenza artificiale.

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