La Federal Reserve raddoppia le previsioni rialziste per l'economia statunitense

- Loretta Mester della Fed di Cleveland segnala che i tassi di interesse potrebbero rimanere elevati, modificando le sue previsioni sui tassi a lungo termine dal 2,5% al 3%.
- Sono improbabili tagli immediati dei tassi, con Mester che si è detto scettico riguardo alla riduzione dei tassi entro maggio, anche se a giugno si potrebbe assistere a un cambiamento se l'inflazione dovesse scendere.
- Nonostante un certo allentamento dell'inflazione, la resilienza dell'economia statunitense giustifica un approccio cauto alla riduzione dei costi di indebitamento.
La Federal Reserve non scherza quando parla dell'economia statunitense. Con forse troppa sicurezza, parla di una solidità duratura dell'attività economica. Il messaggio è forte e chiaro: non aspettatevi che il costo del denaro diminuisca a breve.
Loretta Mester della Federal Reserve di Cleveland, una persona che ha voce in capitolo su cosa succede con i tassi di interesse, ha gettato via le sue precedenti previsioni. Ora scommette che il tasso di interesse di riferimento, un termine sofisticato per indicare il tasso che le banche si addebitano a vicenda per i prestiti overnight, potrebbe aggirarsi intorno al 3% nel lungo periodo. Un bel salto, un balzo in avanti rispetto alla sua precedente stima del 2,5%.
Ora, prima di entrare nel vivo della questione, poniamo le basi. La Federal Reserve, o Fed come è comunemente nota, ha un compito piuttosto importante. È come il termostato dell'economia, che regola la temperatura (tassi di interesse) per mantenere la situazione confortevole (prezzi stabili e massima occupazione). Ma ecco il punto: la Fed ha intrapreso una serie di aumenti dei tassi, spingendo i costi al massimo degli ultimi 23 anni per contrastare l'inflazione, una bestia subdola che erode il potere d'acquisto più velocemente di un coltello caldo nel burro.
Viaggiare sulle montagne russe dei tassi
L'inflazione era alle stelle, raggiungendo livelli da far piangere il portafoglio. La Fed ha reagito, aumentando i tassi come se non ci fosse un domani. Ma ora che la situazione inizia a calmarsi, con l'inflazione che mostra segni di rallentamento, la grande domanda che tutti si pongono è: quando scenderanno i costi di finanziamento? Mester, con un tono al contempo ottimista e cauto, suggerisce di non aspettare con ansia un taglio dei tassi, almeno non entro maggio. Tuttavia, non esclude del tutto la possibilità di allentare le redini finanziarie a metà giugno. L'economia sta ancora mostrando una certa forza, mostrando la sua resilienza sullo sfondo di questi tassi più elevati.
Gli investitori, sempre attenti a cosa succederà, avevano scommesso su un taglio dei tassi già in primavera. Tuttavia, i commenti di Mester hanno raffreddato un po' queste aspettative. Sembra che la Fed non abbia fretta, adottando un approccio attendista. Cerca prove concrete che l'inflazione sia al guinzaglio, dirigendosi costantemente verso la sua zona di comfort del 2%.
In generale, si registra un mix di anticipazioni e speculazioni. Alcuni esponenti della Fed tendono a ridurre i tassi in futuro, prevedendo alcuni tagli entro la fine dell'anno per allentare la pressione finanziaria. Tuttavia, questa previsione non è definitiva, con i funzionari della Fed che si sono affrettati a chiarire che queste proiezioni sono solo ipotesi plausibili, non promesse.
L'equilibrio dell'economia
Parliamo di strategia e aspettative. L'aggiustamento di Mester nelle sue prospettive sui tassi non è un'invenzione. È un omaggio alla sorprendente tenacia dell'economia e un riconoscimento delle stime più elevate per quello che è considerato un tasso di interesse "neutrale". Questo mitico tasso neutrale è fondamentalmente la zona di Riccioli d'Oro: né troppo caldo, né troppo freddo, ma giusto per far andare avanti l'economia senza innescare inflazione o frenare la crescita.
Ma ecco il punto dolente: nonostante la posizione cauta della Fed, il mercato scommette sul contrario. Gli operatori scommettono che la Fed potrebbe cedere per prima, allentando i tassi in modo meno aggressivo di quanto inizialmente previsto. Questo scetticismo è alimentato dai dati recenti che mostrano che l'economia ha ancora un po' di resistenza, anche se l'inflazione persiste come una cattiva abitudine.
Nel frattempo, Mester si prepara a passare il testimone, con il suo mandato che terminerà a giugno. Tuttavia, è improbabile che le sue dimissioni mettano fine al dibattito sulla direzione dei tassi di interesse. Il dibattito si sta riscaldando, con numerose discussioni previste tra i governatori dell'economia.
Ecco, quindi. La Fed, tenendo d'occhio l'economia, sta segnalando che non è ancora pronta ad allentare la presa.
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