I regolatori europei chiedono importanti aggiornamenti sulla privacy nell'euro digitale

- Le autorità europee per la protezione dei dati hanno emanato raccomandazioni per migliorare la privacy dei dati nell'ambito dell'euro digitale proposto, inclusa una richiesta di archiviazione decentralizzata degli identificativi degli utenti e una rivalutazione della procedura di verifica dei saldi dei conti.
- Le autorità hanno inoltre raccomandato l'implementazione di "misure meno intrusive" per il rilevamento delle frodi e l'istituzione di una "soglia di privacy" per le transazioni di basso valore che sarebbero esenti dal tracciamento antiriciclaggio e dalla lotta al finanziamento del terrorismo.
- Queste raccomandazioni arrivano mentre la Banca Centrale Europea entra in una "fase di preparazione" per l'euro digitale, indicando un crescente focus sulla garanzia della protezione dei dati nello sviluppo della valuta digitale.
In una mossa collaborativa per regolamentare il futuro delle valute digitali all'interno dell'Unione Europea, il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB) e il Controllore Europeo per la Protezione dei Dati (EDPS) hanno emesso una dichiarazione congiunta. Pubblicata il 18 ottobre, la dichiarazione delinea raccomandazioni per rafforzare gli standard di protezione dei dati personali nella valuta digitale della banca centrale (CBDC) proposta dall'Unione Europea, comunemente nota come euro digitale.
Un problema cruciale discusso è la procedura di verifica proposta che limita l'importo dell'euro digitale detenuto nei singoli conti. Secondo la bozza attuale, la Banca Centrale Europea (BCE) e le banche centrali nazionali avrebbero un unico punto di accesso ai dati di ciascun utente. I regolatori, tuttavia, chiedono una rivalutazione di questo approccio. Sostengono che stabilire un unico punto di accesso ai dati potrebbe essere eccessivo. Inoltre, suggeriscono che l'impiego di metodi di archiviazione decentralizzati per questi identificatori è un'alternativa fattibile, un approccio che migliorerebbe la privacy degli utenti dell'euro digitale.
Mettere in luce le carenze nel rilevamento delle frodi
Inoltre, le autorità ritengono che i meccanismi proposti di rilevamento e prevenzione delle frodi della CBDC siano in qualche modo carenti di prevedibilità. Difendono un approccio più sfumato, raccomandando “misure meno intrusive” da un punto di vista della protezione dei dati. Inoltre, i regolatori raccomandano vivamente l'istituzione di una “soglia di privacy” per le transazioni online. Questa soglia significherebbe che le transazioni offline e online a basso valore non sono soggette a tracciamento per scopi di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo. Sebbene non abbiano specificato un limite esatto, le autorità si sono riferite alla copertura delle “transazioni giornaliere a basso valore.”
La recente dichiarazione arriva in seguito all'annuncio della BCE di entrare nella “fase di preparazione” per il progetto dell'euro digitale, dopo un'indagine durata due anni. Questa fase è prevista per durare altri due anni e mira a finalizzare le regole per la valuta digitale selezionando anche i possibili emittenti. Pertanto, le raccomandazioni degli organi di regolamentazione europei sono tempestive poiché aggiungono un livello di scrutinio, esortando i progettisti a considerare più seriamente le implicazioni della protezione dei dati.
Questi input normativi svolgono un ruolo significativo nel plasmare l'euro digitale mentre progredisce da un'idea a una valuta operativa. Con queste raccomandazioni, le autorità europee non stanno solo gettando le basi per un euro digitale più sicuro e privato, ma stanno anche stabilendo un precedente su come le future valute digitali potrebbero interagire con i quadri di protezione dei dati personali. Di conseguenza, la dichiarazione congiunta serve come un punto di riferimento essenziale nelongo ongoing conversation around the digital euro and data protection at large.
Significativamente, queste raccomandazioni potrebbero essere fondamentali per influenzare l'integrità operativa dell'euro digitale, assicurando che non solo rispetti gli standard finanziari, ma difenda anche i valori della privacy cari ai cittadini europei.
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Damilola Lawrence
Damilola Lawrence si occupa di notizie sui mercati crypto e tecnologici da oltre 5 anni. In precedenza ha condiviso approfondimenti e analisi sul mondo crypto per TheShibMagazine, CryptoMode, Qweens Magazine e The Recording Academy prima di passare al Web3. Presso Cryptopolitan è specialista nelle previsioni dei prezzi delle criptovalute. Dopo aver conseguito la laurea triennale, sta seguendo un master in Cybersecurity IT presso l'Università Maria Curie-Skłodowska.
















