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La BCE e le banche centrali dell'UE premono per l'abolizione della norma MiCA sui depositi bancari per le stablecoin

DiOpeyemi OlanrewajuOpeyemi Olanrewaju 3 minuti di lettura
La BCE e le banche centrali dell'UE si oppongono all'obbligo di deposito per le stablecoin
  • La BCE e tutte le 27 banche centrali nazionali dell'UE hanno chiesto alla Commissione europea di abrogare la norma del MiCA che impone agli emittenti di stablecoin di detenere dal 30% al 60% delle riserve sotto forma di depositi bancari.
  • Il gruppo congiunto ha proposto di sostituirlo con standard di liquidità legati ad attività con scadenza entro uno-cinque giorni lavorativi.
  • Questa modifica avrebbe un impatto sugli emittenti di stablecoin in euro come Circle, poiché potrebbe cambiare il modo in cui detengono le proprie riserve, e giunge inoltre in concomitanza con la chiusura della consultazione MiCA, prevista per il 30 settembre.

La Banca Centrale Europea (BCE) e le banche centrali nazionali di tutti i 27 Stati membri dell'UE chiedono a Bruxelles di abolire il requisito del MiCA (Migration Investment Credit Act) che impone agli emittenti di stablecoin di detenere una quota fissa delle proprie riserve in depositi bancari. Le banche centrali hanno avvertito che la norma potrebbe, in ultima analisi, esercitare pressioni sugli istituti finanziari che era stata concepita per proteggere.

La proposta riguarda gli emittenti di stablecoin in euro che operano secondo le norme MiCA dell'UE, mentre la Commissione europea prosegue la revisione del quadro normativo.

L'obiezione è pervenuta dal Sistema europeo delle banche centrali (SEBC), che riunisce la BCE e le 27 banche centrali nazionali. Il gruppo congiunto ha presentato il proprio parere alla Commissione europea il 22 settembre, raccomandando l'eliminazione delle soglie di deposito.

La consultazione rimane aperta fino al 30 settembre e, per il momento, i requisiti di riserva attuali restano in vigore.

Le regole di riserva che la BCE vuole eliminare

Ai sensi del MiCA, gli emittenti di stablecoin regolamentati come istituzioni di monetatrondevono attualmente detenere almeno il 30% delle proprie riserve in depositi presso istituti di credito. Per i token designati come "significativi", la percentuale richiesta è aumentata al 60%.

Il SEBC chiede la rimozione di entrambe le soglie.

Le banche centrali propongono invece requisiti basati sulla liquidità, incentrati sulla rapidità con cui le attività di riserva possono essere convertite in cash. Agli emittenti potrebbe essere richiesto di detenere una quota minima di riserve in attività che possono essere liquidate o convertite in cash entro un periodo compreso tra uno e cinque giorni lavorativi.

Il SEBC ha specificamente indicato i contratti di riacquisto overnight, o repo, e le obbligazioni governative a breve termine come esempi di attività che potrebbero qualificarsi.

Perché la BCE considera i depositi bancari un rischio

La preoccupazione delle banche centrali si riduce alla differenza nel modo in cui lo stesso deposito funziona per un emittente e per una banca.

Per un emittente di stablecoin, cash depositato in un conto bancario rappresenta una riserva liquida. Per la banca che detiene tale denaro, tuttavia, lo stesso deposito costituisce una passività che potrebbe essere prelevata in qualsiasi momento.

Questa distinzione diventa ancora più importante durante uno shock di mercato. della BCE mostrano che le banche ipotizzano di poter perdere il 100% dei depositi provenienti dagli istituti di moneta elettronicatronrispetto a circa il 5% di un tipico deposito al dettaglio.

Un potenziale crollo del mercato delle criptovalute potrebbe innescare ripetuti riscatti di stablecoin, inducendo gli emittenti a ritirare ingenti somme dalle banche commerciali contemporaneamente. I prelievi avverrebbero inoltre simultaneamente e non in modo casuale, poiché i detentori di criptovalute reagirebbero allo stesso evento di mercato.

La BCE stima che un token di moneta elettronica di dimensioni significative potrebbe finanziare rimborsi pari al 60% della sua offerta attraverso i soli prelievi dai depositi bancari, prima ancora di dover emettere titoli di Stato.

Il mercato europeo delle stablecoin in euro è ancora di piccole dimensioni

La preoccupazione non riguarda tanto il mercato attuale, quanto piuttosto le sue potenziali dimensioni future.

La BCE ha stimato che il mercato complessivo delle stablecoin in euro valesse circa 450 milioni di euro, ovvero circa 516,1 milioni di dollari, nel gennaio 2026. Si tratta di un aumento rispetto ai circa 50 milioni di euro di inizio 2024.

Anche dopo questa crescita, il mercato rimane minuscolo rispetto ai circa 300 miliardi di dollari di stablecoin denominate in dollari.

Il SEBC è più interessato a eventuali eventi futuri e ha avvertito che, qualora un singolo token raggiungesse i 50 miliardi di euro di emissioni e acquisisse lo status di "significativo", le norme attuali richiederebbero che almeno 30 miliardi di euro fossero detenuti in depositi bancari.

Ad aprile, la BCE aveva già proposto possibili misure di salvaguardia per le cambiali, al fine di distribuire i depositi in stablecoin tra più banche e porre un limite all'esposizione di ciascuna. Il SEBC afferma che ciò potrebbe ridurre la concentrazione, ma non eliminerebbe il potenziale rischio di ingenti prelievi dalle banche in caso di un'ondata di riscatti.

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Opeyemi Olanrewaju

Opeyemi Olanrewaju

Opeyemi è specializzato nella creazione e nel perfezionamento di contenuti di alta qualità incentrati su criptovalute, mercati finanziari globali ed economia. Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Ibadan. Ha lavorato come caporedattore della pubblicazione universitaria e in precedenza presso CFA. Per oltre sei anni, ha contribuito a preservare l'unicità del sito in qualità di responsabile editoriale di Cryptopolitan.

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