Google affronta il tribunale degli Stati Uniti per una potenziale separazione di AdX

- Il DOJ vuole che Google venda AdX per ridurre il potere monopolistico.
- Google afferma che le modifiche alle politiche possono risolvere i problemi di concorrenza.
- L'esito del processo potrebbe cambiare il futuro della pubblicità online.
Google sta combattendo per impedire la separazione del suo business pubblicitario mentre si apre un importante processo antitrust negli Stati Uniti ad Alexandria, in Virginia. Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e diversi stati stanno spingendo per far vendere al colosso tecnologico il suo exchange pubblicitario, AdX, sostenendo che ha abusato del suo dominio nella pubblicità online.
Questo caso di alto profilo fa parte di un più ampio crackdown degli Stati Uniti su Big Tech. Battaglie legali simili sono in corso contro Meta, Amazon e Apple, rendendo il processo di Google un test chiave su quanto lontano andranno i tribunali per rimodellare il panorama della pubblicità online.
Il DOJ spinge Google a vendere AdX in tribunale
Il DOJ afferma che Google sfrutta i siti web attraverso la sua piattaforma AdX addebitando una commissione del 20% su ogni vendita di annunci. I critici sostengono che questa commissione è eccessiva, dando a Google un vantaggio sleale rispetto ai concorrenti.
L'agenzia sta spingendo per far vendere al colosso tecnologico AdX e rendere trasparente il sistema di asta pubblicitaria. I funzionari del DOJ credono che questo permetterebbe ad altre aziende di competere equamente, poiché Google controlla quasi tutte le aste pubblicitarie.
La giudice Leonie Brinkema, che presiede il processo, ha già dichiarato che Google detiene monopoli illegali nella pubblicità online. Determinerà i rimedi richiesti, ma il DOJ afferma che l'azienda dovrebbe anche vendere il suo server pubblicitario per gli editori se le sue riforme proposte non aumentano la concorrenza entro quattro anni.
Il processo presenterà testimonianze di figure del settore dei media colpite dal dominio di Google. Rappresentanti di DailyMail.com, Advance Local e ex dirigenti di News Corp descriveranno come Google li ha costretti a rimanere all'interno del suo sistema pubblicitario. I testimoni dicono che il processo di asta di Google ha dato ai suoi stessi inserzionisti la prima e l'ultima opportunità di fare offerte, lasciando i proprietari dei siti web con meno ricavi di quanto avrebbero potuto guadagnare in un mercato equo.
Spiegheranno inoltre come le politiche di Google abbiano ostacolato gli editori nel ridurre i costi e bloccato la concorrenza da parte di altre aziende di tecnologia pubblicitaria. Questi account mirano a mostrare l'impatto reale del controllo di Google e a sostenere l'argomentazione del DOJ secondo cui la vendita di AdX e l'implementazione di queste riforme favorirebbero una concorrenza più equa nella pubblicità online.
Google propone cambiamenti alle politiche per evitare la scissione
In risposta, Google ha dichiarato al tribunale che non vuole essere costretta a vendere AdX e che il tribunale dovrebbe adottare un approccio cauto prima di prendere decisioni importanti. L'azienda ha fatto riferimento a un recente caso a Washington, D.C., in cui un altro giudice ha esaminato un caso antitrust simile riguardante Google Search e ha respinto la maggior parte delle richieste del DOJ.
Google afferma che la vendita di AdX potrebbe creare problemi e confusione duraturi per gli inserzionisti che pagano per mostrare i propri annunci. Inoltre, sostiene che sarebbe meglio per tutti cambiare le regole e le politiche piuttosto che scindere l'intera attività.
Il tribunale insiste sul fatto che la modifica delle regole aiuterà gli editori e gli inserzionisti a operare più facilmente nel mercato e permetterà ad altre aziende di competere in modo equo. Tuttavia, l'obiettivo principale di Google è mantenere il sistema attuale ed evitare il caos per le aziende che si affidano ai suoi sistemi pubblicitari.
Il Dipartimento di Giustizia sostiene che questi cambiamenti sono insufficienti, poiché Google controllerebbe ancora le parti chiave del sistema pubblicitario. Durante il processo, il tribunale potrebbe anche esaminare studi interni di Google e documenti di una passata indagine europea sulla vendita di AdX.
Questi documenti potrebbero mostrare il pensiero di Google sulla vendita di AdX, il suo significato e il motivo per cui l'azienda ha scelto di non venderla. Mostrare questi documenti in tribunale potrebbe creare difficoltà per Google, poiché potrebbe dimostrare che l'azienda avrebbe potuto vendere AdX ma ha deciso di mantenerla.
Se il tribunale si schiera con il DOJ, questo potrebbe essere il cambiamento più significativo per l'attività di Google dalla sua fondazione. Tuttavia, se il tribunale chiede all'azienda di modificare solo le politiche, molte persone preoccupate per il Big Tech potrebbero vederlo come un'altra occasione persa per ridurre il potere delle aziende molto grandi. In ogni caso, l'esito mostrerà fino a dove i tribunali sono disposti ad andare per rendere equa la pubblicità online.
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Nellius Irene
Nellius è una laureata in Gestione Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. È anche diplomata presso Bitcoin Dada. Nellius ha contribuito a principali testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.
















