In recenti eventi, la polizia londinese ha installato telecamere avanzate basate sull'intelligenza artificiale in grado di riconoscere i volti nei pressi della stazione ferroviaria di Croydon, portando a 10 arresti per vari reati. Questa tecnologia, utilizzata anche in eventi importanti come il Gran Premio di Gran Bretagna e l'incoronazione di Re Carlo III, è stata elogiata per la sua efficacia nella prevenzione e nell'individuazione dei reati. Il Ministro della Polizia Chris Philp ha espresso l'ambizione del governo di sviluppare ulteriormente il riconoscimento facciale come strumento di lotta alla criminalità, citandone il potenziale e il recente successo nel supportare il lavoro di polizia senza falsi allarmi.
Nonostante queste affermazioni, l'implementazione della tecnologia ha suscitato polemiche. I parlamentari hanno sollevato preoccupazioni circa l'elaborazione massiva di dati biometrici sensibili all'insaputa del pubblico. Sostengono che questa tecnologia potrebbe trasformare gli spazi pubblici in aree di costante controllo governativo e aziendale, minacciando i diritti e le libertà dei cittadini britannici. Casi di interventi illeciti della polizia dovuti a falsi riscontri tecnologici, tra cui l'arresto di un ragazzo di 14 anni, hanno ulteriormente alimentato il dibattito.
Libertà civili e preoccupazioni sulla privacy
I critici della tecnologia, tra cui gruppi per le libertà civili e alcuni parlamentari, sostengono che la tecnologia di riconoscimento facciale in tempo reale (LFR) sia oppressiva e incompatibile con i valori democratici. Mark Johnson di Big Brother Watch ha paragonato la tecnologia a uno strumento di sorveglianza orwelliano, che trasforma gli individui in "carte d'identità ambulanti". Ci sono anche preoccupazioni circa il potere incontrollato conferito alla polizia, soprattutto a seguito dell'emanazione di nuove leggi ai sensi del Public Order Act, che conferiscono alla polizia maggiori poteri in materia di proteste.
Anche la composizione delle liste di controllo della polizia è stata oggetto di analisi, con critiche preoccupate per l'inclusione di manifestanti e individui con problemi di salute mentale, non sospettati di alcuna attività criminale. Ciò ha sollevato interrogativi sulla necessità di una supervisione legale e tecnica per garantire un uso responsabile ed etico di questi strumenti.
Il dibattito in corso e la risposta legislativa
Il Ministero dell'Interno insiste sul fatto che le leggi sulla protezione dei dati, sull'uguaglianza e sui diritti umani disciplinino rigorosamente l'uso della tecnologia LFR. Tuttavia, questa garanzia non ha placato le preoccupazioni degli oppositori della tecnologia. Sullo sfondo di questo dibattito, il Parlamento europeo ha votato nel giugno 2023 per vietare il riconoscimento facciale in tempo reale negli spazi pubblici. Nel Regno Unito, i legislatori contrari alla tecnologia sostengono che il suo utilizzo non sia mai stato esplicitamente approvato dal Parlamento.
Il parlamentare conservatore David Davis, noto per la sua posizione sulle libertà civili, ha affermato che il riconoscimento facciale in tempo reale è uno strumento di sorveglianza di massa insospettabile, inadatto all'uso in Gran Bretagna, riecheggiando i sentimenti di coloro che considerano questa tecnologia una violazione dei diritti fondamentali.

