In una recente svolta degli eventi, il mercato delle criptovalute ha subito una significativa flessione, con la sbalorditiva perdita di 100 miliardi di dollari in meno di 24 ore.
Nonostante le cifre allarmanti, gli analisti del settore affermano che tali crolli improvvisi e crolli del mercato stanno diventando sempre più comuni e, in alcuni casi, necessari per la salute del mercato.
Normalità del mercato delle criptovalute con correzioni del 5%
La capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute è crollata da un massimo di 1,82 trilioni di dollari registrato in 21 mesi a circa 1,71 trilioni di dollari. Sebbene questa possa sembrare una perdita sostanziale, vale la pena notare che correzioni di mercato del 5% sono ormai considerate normali nei mercati degli asset digitali. Ciò è particolarmente rilevante in un contesto in cui la leva finanziaria gioca un ruolo significativo nelle attività di trading.
L'analista tecnico "CrediBULL Crypto" ha osservato che i tassi di finanziamento del mercato erano già tornati ai livelli di base prima del recente calo. I tassi di finanziamento rappresentano le commissioni pagate dai trader per mantenere le posizioni con leva finanziaria e, quando diminuiscono, indicano una ridotta propensione alla leva finanziaria.
Inoltre, l'interesse aperto, che indica il numero ditracaperti e non regolati, era in calo prima della flessione del mercato.
Sebbene si siano verificate alcune liquidazioni associate al calo del mercato, queste sono state considerate nella media e non indicative di un mercato surriscaldato o eccessivamente indebitato. In sostanza, la recente correzione è vista come un aggiustamento sano e necessario per il mercato delle criptovalute.
Il ruolo delle posizioni lunghe e del trading con leva finanziaria
I dati di Coinglass hanno rivelato che nelle ultime 24 ore ci sono state liquidazioni per quasi 700 milioni di dollari, di cui circa l'85% erano posizioni lunghe, prevalentemente riguardanti Bitcoin (BTC).
L'analista Willy Woo ha osservato che la domanda a lungo termine nel sistema stava diventando eccessivamente elevata, portando a quella che è nota come "trading di base". Questa strategia prevede l'acquisto di BTC spot e contemporaneamente la vendita allo scoperto di future perpetui per incassare il tasso di finanziamento pagato dagli speculatori rialzisti.
Questo tipo di riduzione della leva finanziaria si è verificato anche all'inizio di dicembre, e gli analisti l'hanno attribuito alla "degenerazione dei derivati con leva finanziaria eccessiva". Ciò sottolinea la volatilità e il rischio insiti nel trading con leva finanziaria, che possono amplificare i movimenti del mercato.
Voci e speculazioni sul ruolo della SEC
Alcuni hanno ipotizzato che il recente crollo delle criptovalute potrebbe essere collegato a un rapporto secondo cui la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense non approverebbe alcun fondo negoziato in borsa (ETF) spot Bitcoin nel breve termine.
Tuttavia, gli esperti del settore mantengono l'ottimismo, prevedendo l'approvazione di una serie di ETF entro il 10 gennaio, data che segna la prima scadenza per l'Exchange Traded Product (ETP) Ark 21 Shares.
Nonostante la resilienza del mercato e l'attesa delle approvazioni degli ETF, incombono preoccupazioni circa i potenziali rifiuti da parte della SEC, che potrebbero portare il prezzo Bitcoin a scendere nella fascia dei 30.000 dollari.
Al momento della stesura di questo rapporto, i mercati delle criptovalute hanno mostrato segnali di stabilizzazione. Bitcoin (BTC) è scambiato a 43.197 dollari, mentre Ethereum (ETH) è scambiato a 2.291 dollari.

