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Il tribunale congela oltre 1 miliardo di dollari di beni dei fondatori di 3AC

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 2 minuti.
3AC
  • Un tribunale delle Isole Vergini britanniche ha congelato oltre 1 miliardo di dollari di beni dei fondatori di Three Arrows Capital (3AC).
  • L'azione del tribunale rientra nel processo di liquidazione della 3AC, con un credito stimato di 3,3 miliardi di dollari da parte dei creditori.
  • Ai co-fondatori Su Zhu e Kyle Davies, insieme alla moglie di Davies, Kelly Chen, è impedito di trasferire o vendere beni significativi.

Con una svolta decisiva, i fondatori del travagliato hedge fund di criptovalute Three Arrows Capital (3AC) hanno subito un duro colpo finanziario. Un tribunale delle Isole Vergini Britanniche ha ordinato il congelamento di oltre 1 miliardo di dollari di beni appartenenti ai co-fondatori di 3AC, Su Zhu e Kyle Davies, e alla moglie di Davies, Kelly Chen. Questa decisione del tribunale giunge in risposta al crollo del fondo nel 2022, in un contesto di più ampia crisi del mercato delle criptovalute, che ha causato ingenti perdite ai creditori.

La decisione del tribunale rispecchia le preoccupazioni di Teneo, il liquidatore che gestisce il caso 3AC, che stima che ai creditori sia dovuta una somma ingente di circa 3,3 miliardi di dollari. Questa situazione finanziaria non ha avuto ripercussioni solo sui fondatori, ma ha anche generato ripplenegative sul settore delle criptovalute, evidenziando i rischi e la volatilità insiti nel settore.

Un effetto Ripple globale

Il congelamento dei beni da parte del tribunale delle Isole Vergini Britanniche fa parte di una vicenda più ampia che ha visto le operazioni di 3AC crollare sotto la pressione finanziaria. Un tempo attore di rilievo nel settore degli hedge fund crypto, il crollo di 3AC ha messo in luce la natura precaria degli investimenti in criptovalute. La relazione del liquidatore indica che gli asset della società, valutati a circa 1,16 miliardi di dollari, sono costituiti principalmente da token illiquidi, rendendo il processo di recupero per i creditori ancora più arduo.

Questo sviluppo segue anche l'arresto di Zhu a Singapore, dove ha tentato di lasciare il Paese. Da allora, le autorità di Singapore hanno vietato a Zhu e Davies di svolgere qualsiasi attività regolamentata all'interno del Paese, stringendo ulteriormente il cappio attorno alle attività dei fondatori. Gli intrighi legali e i problemi finanziari di 3AC hanno portato alla luce le complessità e la natura spesso non regolamentata del mercato delle criptovalute.

La strada da percorrere per i creditori 3AC

In mezzo a questa turbolenza, i liquidatori hanno offerto un barlume di speranza ai creditori. Il tasso di recupero stimato si attesta al 45,74% dei loro crediti, con le distribuzioni iniziali previste per l'inizio del prossimo anno. Tuttavia, la maggior parte degli asset di 3AC è costituita da token illiquidi, soggetti a periodi di vesting che si estendono fino alla fine del 2026. Questo processo di recupero a lungo termine evidenzia le sfide affrontate nel liquidare le posizioni di un hedge fund crypto un tempo di primo piano.

I liquidatori sono stati proattivi nella conversione di token liquidi e NFT in valuta fiat, realizzando finora circa 66 milioni di dollari. Nonostante questi sforzi, l'entità delle richieste di risarcimento, pari a 3,4 miliardi di dollari, dipinge un quadro preoccupante della salute finanziaria del fondo. La complessa rete di procedimenti legali, tra cui il contenzioso in corso con DeFiance Capital e le indagini sui rapporti di 3AC con entità come Tai Ping Shan, contribuisce ad aumentare l'incertezza sul futuro del fondo.

In sostanza, il congelamento di oltre 1 miliardo di dollari di asset dei fondatori di 3AC segna un momento significativo nella storia del settore delle criptovalute. Evidenzia i rischi insiti nel mercato delle criptovalute e le ripercussioni di pratiche finanziarie non regolamentate. La strada verso la ripresa per i creditori è irta di sfide, con un lungo periodo di maturazione per la maggior parte degli asset. Questo caso funge da monito per il settore delle criptovalute, sottolineando la necessità di una gestione del rischio e di quadri normativi più solidi per tutelare gli interessi degli investitori.

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Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.

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