Coinbase ha attivato una nuova stablecoin personalizzata, USDF, per i test operativi del back-end della sua piattaforma di scambio. La società ha dichiarato martedì tramite Coinbase Markets che la fase di test non prevede il supporto per il trading, i depositi o i prelievi.
Il test del backend è ancora in fase iniziale di sviluppo, e Coinbase afferma che ulteriori aggiornamenti verranno rilasciati con l'avanzare dei test. L'azione suggerisce che l'azienda potrebbe espandere il suo approccio alle stablecoin oltre USDC, che emette in collaborazione con Circle.
Coinbase espande le stablecoin personalizzate in un contesto di crescita del mercato
Una nuova stablecoin personalizzata di Coinbase, USDF, è stata abilitata su Coinbase Exchange per i test operativi.
Nota bene: questa è solo una fase di test backend. Trading, depositi e prelievi non sono al momento disponibili. Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti.
— Coinbase Markets 🛡️ (@CoinbaseMarkets) 27 gennaio 2026
Coinbase ha introdotto la funzionalità "Coinbase Custom Stablecoins". L'azienda ha annunciato che questo programma avrebbe consentito alle imprese di trasferire denaro con facilità tra le blockchain supportate da Coinbase e di guadagnare ricompense legate all'attività dei token.
L'exchange ha presentato un'infrastruttura stablecoin personalizzata nell'ambito di un più ampio sforzo volto ad ampliare la propria linea di prodotti. Il framework è attualmente utilizzato per supportare lo sviluppo di USDF durante la fase di test back-end e per consentire l'emissione di token garantiti dal dollaro e interamente garantiti da USDC.
La piattaforma infrastrutturale per criptovalute Flipcash sta sviluppando la stablecoin USDF per i test, che dovrebbe essere accessibile all'inizio del 2026. USDF sarà la stablecoin principale sull'app Flipcash al momento del lancio.
In particolare, Flipcash non è l'unica piattaforma che collabora con Coinbase per la creazione di stablecoin personalizzate. Un portafoglio self-custody basato su Solana, che utilizza lo stesso framework di Solflare, e la piattaforma di finanza decentralizzata R2 stanno collaborando con l'exchange per creare prodotti stablecoin personalizzati.
Le stablecoin, tuttavia, rimangono una componente chiave della strategia aziendale di Coinbase. L'exchange continua a mantenere una stretta collaborazione con Circle, l'emittente di USDC, uno dei token ancorati al dollaro più popolari nel mercato delle criptovalute. Grazie a questa partnership, Coinbase riceve una parte degli interessi e delle commissioni derivanti dall'utilizzo di USDC.
Nel quarto trimestre dello scorso anno, Coinbase ha rivelato di aver generato circa 332,5 milioni di dollari di ricavi da stablecoin, con un aumento del 38%. Questo risultato è stato trainato dall'interesse per USDC e da un volume di vendita al dettaglio di 41 miliardi di dollari.
Attualmente, i dati on-chain di Coingecko mostrano che il mercato delle stablecoin ammonta a 312,6 miliardi di dollari, con un volume di scambi di 24 ore pari a 106.893.512.390 dollari.
La crescita delle stablecoin affronta sfide normative in un contesto di impennata del mercato
Il rapporto del Dipartimento del Tesoro statunitense relativo al primo trimestre del 2025 ha rivelato che le stablecoin ancorate al dollaro statunitense dovrebbero raggiungere una capitalizzazione di mercato complessiva di oltre 2 trilioni di dollari entro il 2028.
All'inizio di questo mese, una ricerca di Bloomberg Intelligence ha previsto che i flussi di pagamento tramite stablecoin potrebbero raggiungere i 56.000 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto dell'81%. Nonostante queste proiezioni, le autorità di regolamentazione globali rimangono caute sul ritmo e sulla struttura di tale crescita.
Nel dicembre dello scorso anno, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha avvertito che le stablecoin potrebbero sconvolgere i sistemi finanziari e di crescita consolidati. Il FMI ha sottolineato come i diversi quadri normativi nazionali stiano creando sempre più "ostacoli" strutturali che minacciano la stabilità finanziaria, erodono la supervisionee ostacolano lo sviluppo dei pagamenti internazionali.
Secondo il FMI, a causa di questa frammentazione normativa, le stablecoin possono attraversare i confini più rapidamente di quanto i sistemi di monitoraggio riescano a tenere il passo. Ciò limita la capacità delle autorità di monitorare le riserve, i rimborsi e la gestione della liquidità. Ostacola inoltre la supervisione delle antiriciclaggio quando gli emittenti operano da giurisdizioni meno regolamentate, pur fornendo servizi agli utenti in mercati con normative più stringenti.
Il fondo ha inoltre avvertito che ciò compromette la supervisione internazionale e porta all'arbitraggio normativo.
Nonostante le preoccupazioni degli enti regolatori, l'utilizzo delle stablecoin continua ad accelerare. I dati raccolti da Artemis Analytics hanno rivelato che il valore delle transazioni globali in stablecoin ha superato i 33.000 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento del 72% rispetto all'anno precedente.
USDC si è affermata come la stablecoin più popolare per volume di transazioni, con 18.300 miliardi di dollari, mentre USDT di Tether ha gestito 13.300 miliardi di dollari, pur continuando a dominare per capitalizzazione di mercato con 187 miliardi di dollari. Questa impennata dell'attività on-chain ha coinciso con l'approvazione del GENIUS Act, il primo quadro normativo completo statunitense per le stablecoin di pagamento, entrato in vigore nel luglio 2025.
I leader del settore sostengono che regole più chiare potrebbero accelerare l'adozione su larga scala. Il creatore di Tether, Reeve Collins, ha affermato che l'emanazione di normative come GENIUS apre le porte all'accettazione globale delle stablecoin.
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