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Circle e Coinbase chiedono una supervisione più rigorosa di Tether in mezzo alle accuse

DiDamilola LawrenceDamilola Lawrence 2 min di lettura
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  • Coinbase e Circle sostengono un'azione più ferma degli Stati Uniti contro le aziende di asset digitali non conformi, evidenziando il presunto coinvolgimento di Tether nel finanziamento del terrorismo.
  • Tether difende i propri sforzi di conformità, sottolineando la cooperazione con le forze dell'ordine a livello globale e l'adesione alle sanzioni OFAC.

L'industria delle criptovalute ha visto aumentare la scrutinio da parte degli organismi di regolamentazione e dei concorrenti, con Tether, uno dei principali emittenti di stablecoin, al centro della controversia. Mentre le discussioni sulla conformità normativa e sugli sforzi antiriciclaggio (AML) si intensificano, i rappresentanti di Coinbase e Circle hanno evidenziato la necessità di una supervisione più rigorosa delle società internazionali di asset digitali, inclusa Tether, in mezzo alle accuse di facilitare il finanziamento del terrorismo.

Richieste di regolamentazione rafforzata

Durante un’audizione della Commissione per i Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti intitolata “Il crimine cripto nel contesto”, i rappresentanti di Coinbase e Circle hanno esortato il governo degli Stati Uniti a intensificare la lotta contro le società di asset digitali non conformi. Grant Rabenn, Direttore Legale per i Crimini Finanziari di Coinbase, ha sottolineato la necessità degli Stati Uniti di sfruttare gli strumenti esistenti contro le piattaforme offshore che eludono le norme AML. Le osservazioni di Rabenn sottolineano la più ampia preoccupazione del settore riguardo alla facilità con cui i criminali sfruttano le lacune giurisdizionali per evitare la sorveglianza.

Caroline Hill, Senior Director della Politica Globale e della Strategia Regolamentare di Circle, ha preso di mira Tether, accusandola di contribuire al finanziamento del terrorismo. Hill ha sostenuto che il governo dovrebbe esercitare la sua autorità su entità come Cantor Fitzgerald, che detiene una parte significativa delle riserve di Tether, per prevenirne l'uso improprio. Questa posizione riflette un crescente sentimento all'interno della comunità cripto a favore di una maggiore responsabilità e trasparenza tra gli emittenti di stablecoin.

La risposta di Tether

In risposta a queste accuse, il CEO di Tether, Paolo Ardoino, ha difeso gli sforzi della sua azienda per combattere le attività crypto illecite. Ardoino ha criticato le accuse come fuorvianti e ha espresso l'impegno di Tether a collaborare con le forze dell'ordine globali e a rispettare le sanzioni OFAC del Tesoro degli Stati Uniti.

Inoltre, analisti, inclusi quelli di JPMorgan, suggeriscono che le agenzie regolamentari americane influenzino significativamente le operazioni di Tether, in particolare nell'attuazione della conformità alle sanzioni OFAC. Le recenti azioni contro Tether e altre entità crypto segnalano misure regolamentari più severe per le stablecoin, che potrebbero influenzare la posizione di mercato di Tether e il suo ruolo nei protocolli di finanza decentralizzata (DeFi).

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Damilola Lawrence

Damilola Lawrence

Damilola Lawrence si occupa di notizie sui mercati crypto e tecnologici da oltre 5 anni. In precedenza ha condiviso approfondimenti e analisi sul mondo crypto per TheShibMagazine, CryptoMode, Qweens Magazine e The Recording Academy prima di passare al Web3. Presso Cryptopolitan è specialista nelle previsioni dei prezzi delle criptovalute. Dopo aver conseguito la laurea triennale, sta seguendo un master in Cybersecurity IT presso l'Università Maria Curie-Skłodowska.

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