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La Cina fissa defistorico del PIL del 4% per i piani di spesa del 2025

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 3 minuti.
La Cina fissa defistorico del PIL del 4% per i piani di spesa del 2025
  • La Cina prevede un defidel PIL record del 4% per il 2025, per incrementare la spesa e contrastare le pressioni economiche.
  • Il Paese manterrà il suo obiettivo di crescita economica attorno al 5% nonostante le difficoltà del settore immobiliare, la debole domanda e l'imminente entrata in vigore dei dazi statunitensi.
  • I funzionari potrebbero consentire un indebolimento dello yuan per compensare i dazi del 60% proposti da Trump sulle importazioni cinesi.

La leadership cinese ha approvato la sua politica fiscale più aggressiva di sempre, fissando un obiettivo record di defidi bilancio pari al 4% del PIL per il 2025.

La decisione giunge mentre il Paese si prepara ad affrontare le difficoltà economiche e a una nuova serie di pressioni commerciali, in particolare da parte degli Stati Uniti.

Parallelamente all'aumento del defi, la Cina ha fissato il suo obiettivo di crescita economica attorno al 5%, mantenendo stabili i suoi obiettivi pubblici nonostante le continue difficoltà interne ed esterne.

La Cina mette in atto unatrondifesa economica

La decisione, presa durante la Conferenza centrale sul lavoro economico (CEWC) della scorsa settimana e la riunione del Politburo di dicembre, riflette una politica fiscale "più proattiva" volta a contrastare il rallentamento della crescita.

L'aumento rispetto all'obiettivo iniziale defiper il 2024 segnala la necessità della Cina di immettere maggiori fondi nell'economia, fondi che gli analisti prevedono raggiungeranno circa 1.300 miliardi di yuan (179,4 miliardi di dollari). Secondo quanto riportato, finanzierà questa spesa aggiuntiva attraverso l'emissione di obbligazioni speciali fuori bilancio.

Questi dati, pur essendo storici, rimangono non ufficiali fino alla riunione parlamentare annuale di marzo. In quell'occasione, Pechino dovrebbe formalizzare i suoi piani defie crescita. Alcune fonti hanno avvertito che sono ancora possibili modifiche a questi obiettivi prima dell'approvazione definitiva.

L'Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato e il Ministero delle Finanze cinese non hanno risposto alle richieste di commento. Tuttavia, fonti interne suggeriscono che l'aumento defisia la strategia preventiva della Cina per contrastare i piani di Donald Trump di imporre tariffe aggressive sulle importazioni cinesi quando riprenderà la Casa Bianca a gennaio. Le proposte di Trump includono una tariffa universale del 10% sulle importazioni e un'imposta punitiva del 60% sui beni cinesi, una mossa che potrebbe indebolire le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti, valutate a oltre 400 miliardi di dollari all'anno.

La Cina passa agli stimoli mentre persistono le difficoltà economiche

L'economia cinese ha attraversato un anno turbolento. Una crisi immobiliare in rapida crescita ha paralizzato gli investimenti. Il debito delle amministrazioni locali ha raggiunto livelli insostenibili. La spesa dei consumatori è stagnante, lasciando aziende e analisti scettici su una rapida ripresa.

Le esportazioni sono state uno dei pochi pilastri che hanno mantenuto a galla l'economia cinese. Eppure, anche questa ancora di salvezza è ora sotto assedio. Il ritorno di Trump ha riacceso i timori di una guerra commerciale "occhio per occhio". I produttori si stanno affrettando a delocalizzare la produzione per evitare i dazi statunitensi, ma lo spostamento delle catene di approvvigionamento non avverrà dall'oggi al domani

Molti esportatori avvertono che le imposte proposte ridurranno i profitti, colpiranno l'occupazione e rallenteranno gli investimenti, aggravando le difficoltà economiche della Cina.

Il resoconto del CEWC pubblicato dopo le riunioni della scorsa settimana non ha esitato a trattare questi temi. I media statali hanno ribadito l'importanza di una "crescita economica costante", ma non hanno fornito cifre specifiche. 

Pechino rimane concentrata sull'obiettivo di crescita del PIL del 5%, un obiettivo che, secondo gli analisti, riguarda più la gestione delle aspettative che il conseguimento di risultati concreti.

Gli analisti di Morgan Stanley prevedono che, parallelamente all'ampliamento defi, la quota per le obbligazioni speciali aumenterà leggermente, portando l'espansione fiscale complessiva a circa 2 trilioni di yuan.

Allo stesso tempo, la banca centrale cinese ha segnalato la sua posizione più accomodante in oltre un decennio. Dopo 14 anni di politica monetaria "dent", la Banca Popolare Cinese (PBOC) è pronta ad adottare un approccio "appropriatamente accomodante". Questo cambiamento ha aumentato le aspettative di tagli dei tassi di interesse e iniezioni di liquidità nel 2025.

Gli analisti sottolineano l'enorme aumento del debito totale negli ultimi quindici anni. L'indebitamento complessivo di famiglie, imprese e governi è più che quintuplicato, nonostante l'economia stessa sia triplicata. Nonostante i rischi, la Cina si sta affidando fortemente a strumenti fiscali e monetari per evitare un rallentamento più profondo.

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Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.

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