La Cina punta molto sui robot umanoidi alimentati dall'intelligenza artificiale per trasformare la produzione

- Startup cinesi come AgiBot e Unitree stanno implementando robot umanoidi guidati dall'intelligenza artificiale nelle fabbriche e negli ambienti pubblici, mostrando diverse attività.
- Pechino ha stanziato oltre 1 trilione di yen (circa 138 miliardi di dollari) per l'intelligenza artificiale e la robotica, oltre a generosi sussidi locali e incentivi agli appalti, per consolidare la leadership della Cina.
- Strutture specializzate a Shanghai, Pechino e Shenzhen raccolgono set di dati di alta qualità su attività fisiche per addestrare i "cervelli" dei robot, consentendone l'impiego nel mondo reale.
Gli umanoidi dotati di intelligenza artificiale sono destinati a rivoluzionare l'industria manifatturiera cinese, grazie ad aziende come AgiBot, Unitree e Casbot, poiché impareranno a svolgere compiti banali e ripetitivi.
Un articolo della Reuters cita un vasto magazzino di Shanghai, dove gli operatori guidano file di robot umanoidi per piegare magliette, preparare panini e aprire porte, compiti ripetitivi che producono terabyte di dati di addestramento.
Le aziende di intelligenza artificiale sostenute dallo Stato guidano la carica della robotica
AgiBot, una startup locale, fa funzionare questi robot 17 ore al giorno, perfezionando il loro software in modo che nelle fabbriche del futuro i robot possano assemblarsi da soli.
Altri attori, come Unitree e Casbot, stanno dimostrando un'agilità impressionante, dalle mezze maratone ai numeri calcistici, alimentando la visione deldent Xi Jinping di una "rivoluzione industriale" alimentata da macchine intelligenti.
Per garantire la redditività economica dei robot cinesi, le autorità hanno mobilitato finanziamenti colossali. Nell'ultimo anno, il governo centrale ha stanziato oltre 1.000 miliardi di yen (circa 138 miliardi di dollari) per l'innovazione nel campo dell'intelligenza artificiale e della robotica, mentre un fondo nazionale dedicato sostiene le startup nei settori hardware, software e dati.
I governi locali rendono l'accordo più allettante: i produttori di componenti con sede a Wuhan possono ricevere fino a 5 milioni di yen (circa 0,7 milioni di dollari) in sussidi, Shenzhen ha stanziato un fondo di 10 miliardi di yen (circa 1,4 miliardi di dollari) e il programma di robotica di Pechino ha offerto sovvenzioni fino a 30 milioni di yen (circa 4,2 milioni di dollari) per lo sviluppo del primo prodotto.
Nel frattempo, gli acquisti statali di umanoidi sono saliti alle stelle, passando da soli 4,7 milioni di yen (circa 0,65 milioni di dollari) dell'anno precedente a 214 milioni di yen (circa 30 milioni di dollari) nel 2024.
Il predominio della Cina nella produzione di componenti, che copre circa il 90% dei componenti, le conferisce un vantaggio nella riduzione dei costi. Bank of America Securities prevede che il costo medio dei materiali per un umanoide scenderà dagli attuali 35.000 dollari a 17.000 dollari entro il 2030.
"Grazie alla sua catena di fornitura completa, la Cina ha un vantaggio nell'abbassare significativamente i costi di produzione dei robot umanoidi", secondo Ming Hsun Lee, responsabile della ricerca automobilistica e industriale della Greater China presso Bank of America Securities.
Alcune aziende nazionali prevedono un dimezzamento dei costi ancora più rapido, superando concorrenti come Tesla, i cui robot Optimus hanno un costo dei componenti compreso tra 50.000 e 60.000 dollari se acquistati all'estero. Questa efficienza è alimentata dalla rapidità di risposta dei fornitori cinesi, dove se hai bisogno di un componente al mattino, arriva entro il pomeriggio.
I lavoratori in Cina sono al sicuro dall'aumento dei robot umanoidi?
A differenza dei modelli generativi basati su testo, i robot umanoidi richiedono una formazione specializzata di "intelligenza artificiale incorporata" per compiti fisici, come impilare scatole, versare liquidi e ispezionare componenti. Riconoscendo questo collo di bottiglia, le autorità municipali hanno messo a disposizione strutture gratuite; il sito dati di Shanghai ospita 100 robot e 200 operatori umani, mentre hub simili stanno nascendo a Pechino e Shenzhen.
Il risultato sono set di dati di alta qualità, focalizzati sulle attività specifiche, che alimentano framework di intelligenza artificiale come DeepSeek, Qwen di Alibaba e Doubao di ByteDance, consentendo a startup come MagicLab di implementare prototipi su linee di produzione reali per l'assemblaggio, la movimentazione dei materiali e i controlli di qualità.
Tuttavia, con 123 milioni di lavoratori nel settore manifatturiero, la Cina si trova ad affrontare la prospettiva di una perdita di posti di lavoro su larga scala, che si stima colpisca il 70% del settore. I responsabili politici stanno valutando misure come l'assicurazione contro la disoccupazione basata sull'intelligenza artificiale, che offre un sostegno da sei a dodici mesi.
Gli analisti di mercato sostengono che gli umanoidi saranno inizialmente impiegati in ruoli monotoni o rischiosi nelle fabbriche e nell'assistenza agli anziani, dove la domanda è in forte aumento a causa dell'invecchiamento della popolazione. Le linee guida governative ora incoraggiano l'impiego dei robot nei servizi per gli anziani, come dimostra la nuova filiale Ant Lingbo di Ant Group, specializzata in assistenti alla cura.
L'approccio integrato della Cina, che fonde la padronanza dell'hardware, i finanziamenti statali, le infrastrutture dati e le piattaforme cloud, la pone all'avanguardia di una trasformazione industriale guidata dai robot. Con il crollo dei costi e la maturazione dei modelli di intelligenza artificiale, i lavoratori umanoidi potrebbero diffondersi nelle catene di montaggio, nelle case di cura e in molti altri ambiti.
Mentre incombono interruzioni a breve termine del mercato del lavoro, si profilano opportunità di crescita a lungo termine, rispecchiando le passate rivoluzioni tecnologiche. In definitiva, la duplice enfasi della Cina sulla potenza di calcolo e sull'intelligenza artificiale integrata potrebbedefil'ordine manifatturiero globale, tracciando un percorso verso ecosistemi robotici autoassemblanti e autoapprendenti.
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