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Cathie Wood elogia la proposta della FHFA di includere le criptovalute nelle norme sui mutui

DiNelius IreneNelius Irene
Tempo di lettura: 3 minuti.
Cathie Wood accoglie con favore la proposta della FHFA di includere le criptovalute nelle norme sui mutui.
  • Cathie Wood ha elogiato la proposta della FHFA di includere le criptovalute nella qualificazione dei mutui.
  • Il piano consentirebbe ai possessori di criptovalute di utilizzare asset digitali per ottenere prestiti immobiliari senza doverli vendere.
  • Potrebbe portare a prodotti di mutuo garantiti da criptovalute e a una maggiore integrazione del sistema finanziario.

Cathie Wood, CEO di ARK Invest, ha elogiato una nuova proposta della Federal Housing Finance Agency (FHFA) degli Stati Uniti, che potrebbe cambiare il mercato dei mutui.

La FHFA sta valutando una proposta per includere le criptovalute, in particolare Bitcoin tra i criteri di ammissibilità per un mutuo. Wood ha descritto la mossa come "un passo importante" verso l'integrazione degli asset digitali con i sistemi finanziari tradizionali.

Sostiene che la proposta potrebbe garantire l'accesso finanziario a milioni di investitori in criptovalute a cui è impedito di possedere una casa perché la loro ricchezza non è custodita in asset tradizionali.

La FHFA esplora le criptovalute per l'approvazione dei mutui

La FHFA ha dichiarato di essere attivamente impegnata a capire come gli asset digitali possano avere un ruolo valido nella valutazione dei mutui. Bill Pulte, un attivista per il diritto all'abitazione coinvolto nei negoziati in corso, ha affermato: "Studieremo l'utilizzo delle criptovalute in relazione ai requisiti per l'ottenimento di un mutuo". 

Rappresenterebbe una svolta rispetto al tradizionale sistema di sottoscrizione di mutui, che le grandi banche utilizzano per valutare i potenziali acquirenti di case basandosi principalmente sulla stabilità del loro reddito, sulla comprovata esperienza lavorativa e sul punteggio di credito.

Oggi, chi possiede criptovalute e desidera acquistare una casa spesso deve convertire le proprie criptovalute in cash, generando transazioni soggette a tassazione e rinunciando a investimenti a lungo termine. La proposta della FHFA consentirebbe loro di conservare i propri Bitcoin e di utilizzarli come garanzia per ottenere un mutuo.

I principali esponenti del settore delle criptovalute spingono per i mutui garantiti Bitcoin

Cathie Wood non è l'unica grande sostenitrice della proposta. Michael Saylor, sostenitore Bitcoin e Strategy Chairman, sostiene da tempo che Bitcoin dovrebbe essere visto come un asset finanziario serio piuttosto che come un giocattolo, e non ha esitato a proclamarne i vantaggi a chiunque fosse disposto ad ascoltarlo.

Ottenere un prestito tradizionale può essere difficile per molti investitori in criptovalute, in particolare per i pionieri, i liberi professionisti e gli imprenditori online, perché il loro reddito non viene incanalato attraverso i canali tradizionali. Vengono respinti nonostante abbiano un patrimonio ingente in criptovalute.

La modifica propostadefiin parte chi può essere considerato "solvibile". Invece di penalizzare i percettori di reddito non tradizionali, stabilirebbe un quadro che rispecchia la moderna creazione di ricchezza.

Le autorità aggiungono che questa direzione incentiverebbe i creditori a creare e offrire prodotti di mutuo pensati specificamente per i possessori di valuta digitale.

Potrebbe anche creare mutui con criptovalute garantite, in cui i mutuatari mettono a disposizione una parte delle loro criptovalute come attività a fronte del prestito, il tutto senza dover cash i propri asset.

Le attività digitali guadagnano terreno nel mercato dei mutui

Se la proposta della FHFA venisse adottata, potrebbe avere effetti ben oltre il mercato dei mutui. Se il settore dei mutui immobiliari adottasse formalmente le criptovalute, si tratterebbe di un passo formale verso l'integrazione degli asset digitali nel più ampio sistema finanziario.

Per i possessori di criptovalute, questo potrebbe rappresentare un nuovo, coraggioso mondo di inclusione finanziaria. Chi prende a prestito potrebbe usare i propri Bitcoin come capitale di investimento per proteggere beni tangibili e reali, come le case, tramite prestiti. Questo sbloccherebbe liquidità senza tasse sulle plusvalenze e senza dover vendere la propria fonte di reddito.

Questa mossa potrebbe favorire una più ampia adozione di Bitcoin e di altre criptovalute tra investitori privati ​​e istituzionali. Innanzitutto, darebbe al settore l'ambito senso di legittimità se le principali istituzioni supportate dal governo accettassero le criptovalute come parte dei processi di qualificazione finanziaria.

Le banche potrebbero persino essere convinte a costruire infrastrutture per gestire i prestiti garantiti da criptovalute. In futuro, le persone potrebbero disporre di strumenti di prestito ibridi, come offerte di mutui ipotecari basati su valute fiat e criptovalute.

Se i mutui denominati Bitcoindiventassero la norma, potrebbero essere introdotti nuovi tipi di titoli garantiti da ipoteca, tra cui l'esposizione ad asset digitali.

La FHFA sta ancora raccogliendo pareri pubblici e studiando i potenziali effetti, ma la risposta dei leader del settore finanziario e delle criptovalute indica che il concetto è in forte espansione.

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