Gli attacchi Business Email Compromise (BEC) superano il ransomware come principale minaccia informatica

BEC
- Il panorama delle minacce informatiche ha subito un cambiamento significativo, con gli attacchi di compromissione della posta elettronica aziendale (BEC) che hanno guadagnato rilevanza rispetto al ransomware.
- Il BEC è una forma di phishing che prevede l'impersonificazione di entità da parte degli attaccanti.
- Uno sviluppo preoccupante negli attacchi BEC è l'emergere dei deepfake vocali.
Negli ultimi anni, il panorama delle minacce informatiche ha assistito a un cambiamento significativo, con gli attacchi Business Email Compromise (BEC) che hanno guadagnato popolarità rispetto al ransomware. Secondo il rapporto di Cloudflare sulle minacce di phishing del 2023, le perdite finanziarie legate al BEC hanno registrato un allarmante aumento del 17% tra dicembre 2021 e il 2022. Questo aumento sottolinea la crescente preferenza degli avversari informatici per il BEC come metodo di attacco preferito.
La crescente minaccia del BEC
Il BEC è una forma di phishing che coinvolge aggressori che si spacciano per entità come il CEO di un'azienda, fornitori o clienti per manipolare le vittime e indurle a trasferire fondi a conti fraudolenti. Sebbene il BEC esista da anni, i recenti progressi tecnologici, tra cui l'intelligenza artificiale (IA), hanno reso questi attacchi più convincenti e sofisticati.
Uno sviluppo preoccupante negli attacchi BEC è l'emergere di deepfake vocali, che permettono agli aggressori di imitare figure di fiducia come i CEO. Sistemi di IA generativa come ChatGPT sono diventati facilmente accessibili, alimentando ulteriormente l'evoluzione degli attacchi BEC.
Gli attacchi BEC coinvolgono tipicamente avversari che alterano i dettagli di pagamento o avviano transazioni non autorizzate, ingannando le vittime affinché trasferiscano denaro ai conti degli aggressori. Del Heppenstall, Partner e Head of Cyber presso KPMG nel Regno Unito, ha segnalato che le aziende hanno perso milioni di dollari a causa di questi attacchi.
Un esempio citato da Adam Pilton, Senior Cybersecurity Consultant presso CyberSmart, evidenzia quanto gli attacchi BEC possano essere ingannevolmente semplici. Una piccola azienda manifatturiera ha ricevuto una fattura che appariva identica alle fatture passate ma con dettagli del conto bancario alterati. Il destinatario ha trasferito inconsapevolmente fondi a un criminale che si spacciava per il fornitore.
Gli attacchi BEC sfruttano spesso gli individui nei ruoli finanziari, rendendoli particolarmente difficili da rilevare. Joe Stewart, Principal Security Researcher presso l'unità Threat Response di eSentire, nota che il BEC si basa su manipolazioni email sottili piuttosto che su campagne di phishing di massa, rendendo il rilevamento più complesso.
Efficienza degli attacchi BEC
Ciò che distingue il BEC da altre minacce informatiche, come il ransomware, è la sua efficienza. Una volta che gli aggressori ottengono l'accesso ai fondi, possono deviare rapidamente il denaro, a differenza degli attacchi ransomware che richiedono uno sforzo aggiuntivo per estorcere alle vittime.
Sebbene il BEC esista da anni, la sua origine esatta è difficile da tracciare. L'FBI ha iniziato a monitorare questi "business email compromises" nel 2013, segnando un aumento significativo della loro prevalenza. Gli attacchi BEC sono difficili da rilevare perché si basano sull'impersonificazione e sull'ingegneria sociale piuttosto che su malware o URL malevoli, rendendoli elusivi per le difese standard di cybersecurity.
Il ruolo dell'IA negli attacchi BEC
L'IA, in particolare strumenti come ChatGPT, ha abbassato le barriere per la conduzione di sofisticati attacchi BEC. Gli attori delle minacce, anche quelli con una padronanza limitata dell'inglese, possono sfruttare strumenti simili a ChatGPT per lanciare complesse campagne di phishing. Questi strumenti possono facilmente generare deepfake di voci e volti, rendendo sempre più difficile distinguere le comunicazioni fraudolente da quelle genuine. Gli aggressori possono anche utilizzare l'IA per raccogliere informazioni personali da piattaforme come LinkedIn per creare email false convincenti che imitano lo stile di scrittura di un individuo.
Man mano che le capacità dell'IA continuano a evolversi, gli esperti prevedono il suo utilizzo nella creazione di fatture fraudolente e nella conduzione di ricognizioni sui potenziali bersagli. Inoltre, l'IA probabilmente automatizzerà e scalerà gli attacchi BEC, rendendoli ancora più potenti.
Le aziende possono intraprendere diversi passi per proteggersi e mitigare il rischio di attacchi BEC. Dovrebbero scrutinare le email in arrivo per rilevare cambiamenti sottili negli indirizzi email e discrepanze nei dettagli di pagamento sulle fatture. Monitorare le regole di reindirizzamento email sospette e resistere alle tattiche di pressione per pagamenti immediati è essenziale.
Per rafforzare la difesa contro gli attacchi BEC, adottare buone pratiche di gestione delle password, implementare l'autenticazione a due fattori (2FA) e impiegare strumenti cybersecurity adatti sono cruciali. Sviluppare politiche robuste e promuovere una cultura della sicurezza consapevole in tutta l'organizzazione è altrettanto importante.
La formazione dei dipendenti svolge un ruolo significativo nel contrastare gli attacchi BEC. Condurre test interni di consapevolezza sul phishing e assicurarsi che le richieste di bonifico bancario siano rigorosamente validate utilizzando punti di contatto verificati può migliorare la postura di sicurezza di un'organizzazione. Rivedere regolarmente le configurazioni dei server di posta, le impostazioni di posta dei dipendenti e i log di connessione può aiutare a rilevare e prevenire gli attacchi BEC.
Inoltre, limitare l'esposizione delle informazioni sui dirigenti e sull'azienda può ridurre l'efficacia dei tentativi di impersonificazione basati sull'IA da parte dei criminali informatici. Minimizzando i dati pubblicamente disponibili, le aziende possono sventare gli sforzi degli aggressori per raccogliere informazioni a fini fraudolenti.
Se stai leggendo questo, sei già avanti. Resta così con la nostra newsletter.
Dichiarazione di responsabilità. Le informazioni fornite non costituiscono consigli di trading. Cryptopolitan.com non si assume alcuna responsabilità per eventuali investimenti effettuati sulla base delle informazioni fornite in questa pagina. Si consiglia vivamente di effettuare ricerche indipendenti e/o consultare un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Brian Koome
Brian Koome vanta oltre sette anni di esperienza nella reportistica su blockchain e criptovalute, essendo attivo nel settore dal 2017. Ha contribuito a pubblicazioni leader, tra cui BlockToday.com. Inoltre, ha sviluppato il corso Ethereum 101 per BitDegree.org prima di unirsi a Cryptopolitan come scrittore a tempo pieno. Brian si occupa di guide evergreen (EG), approfondimenti, interviste e analisi dei prezzi. Il suo focus su DeFi, innovazione blockchain e progetti crypto emergenti affascina i lettori.
















