Perché Arthur Hayes ritiene che la tecnologia delle criptovalute non sia importante

- Arthur Hayes sottolinea il potere della narrazione sulla tecnologia nel settore delle criptovalute.
- Utilizza aneddoti sulla valutazione del rischio personale per illustrare come gli esseri umani facciano affidamento sulle probabilità percepite e sulla saggezza collettiva.
- Hayes sostiene che gli investitori sono spesso influenzati più dalla storia di un progetto che dalle sue basi tecnologiche.
Arthur Hayes è spesso stato una figura controversa e ammirata nel settore delle criptovalute. Le sue opinioni sul settore hanno suscitato discussioni, dibattiti e disaccordi. Tuttavia, non si può negare il suo genio. Il recente saggio di Hayes, "Chief Story Officer", affronta i fondamenti psicologici e sociali degli investimenti e dell'adozione tecnologica, offrendo una prospettiva intrigante su ciò che realmente guida il mercato delle criptovalute. Come da tradizione, sono qui per analizzare tutto ciò che ha affermato nel saggio.
La narrativa crittografica sulla tecnologia
Hayes inizia con una riflessione sulla natura speculativa intrinseca dell'esistenza, tracciando parallelismi tra le valutazioni del rischio quotidiane e le decisioni di investimento. Condivide aneddoti personali, come il calcolo del rischio avalanche mentre si scia e la scelta quotidiana tra prendere l'ascensore o le scale, per illustrare come le nostre vite siano una serie di scommesse contro ogni pronostico. Secondo Hayes, queste decisioni si basano meno sui fatti concreti e più sulle storie che ci raccontiamo sulla base delle probabilità percepite e della saggezza della massa. Questa combinazione di aneddoti e analisi funge da trampolino di lancio per la sua argomentazione più ampia sul mercato delle criptovalute.
Entrando nel settore delle criptovalute, Hayes sostiene coraggiosamente che, quando si tratta di investimenti, il fascino della narrazione di un progetto spesso ne oscura le basi tecnologiche. Sostiene che la maggior parte degli investitori si affida alla competenza percepita di altri piuttosto che alla propria comprensione della tecnologia. Per usare le sue parole, "La storia è più importante della tecnologia". Questa è una posizione provocatoria in un settore spesso ossessionato dall'innovazione tecnologica. Hayes sostiene che una narrazione avvincente può influenzare significativamente il valore di un asset, potenzialmente più della tecnologia sottostante stessa. Questa prospettiva sfida la saggezza convenzionale della comunità delle criptovalute, enfatizzando le dimensioni sociali e psicologiche degli investimenti.
Strategia di investimento di Hayes
Hayes adotta con orgoglio il soprannome di Chief Story Officer, sottolineando il suo ruolo nella creazione e diffusione di narrazioni avvincenti sui progetti crypto. Discute con franchezza la sua strategia di investimento in token non in base al loro valore tecnologico, ma al potenziale virale della loro storia.
rivela che, quando di Maelstrom si impegna in operazioni, la valutazione tecnica viene spesso esternalizzata a soggetti più esperti negli aspetti tecnologici, come importanti società di venture capital, angel investor qualificati o consulenti tecnici di alto livello. Questa strategia viene impiegata soprattutto quando non è disponibile una validazione diretta da parte delle parti coinvolte, e le decisioni vengono talvolta prese sulla base del successo dei precedenti progetti dei fondatori nel settore delle criptovalute. Tale successo non è defisolo dall'innovazione o dall'utilità di una tecnologia, ma dalla sua adozione e dal suo utilizzo in diversi progetti.
La filosofia di investimento di Hayes si basadentdei progetti con la più alta probabilità di successo in base alla loro forza narrativa. Sostiene che il potenziale di diffusione di una storia – sia nei suoi elementi macro che micro – sia un fattore determinante per l'apprezzamento del valore di un progetto. Questa prospettiva suggerisce una preferenza per i progetti nelle fasi iniziali del loro sviluppo narrativo, dove la probabilità percepita di successo è minima ma la storia ha un potenziale di crescita significativo. Hayes ipotizza che il percorso di un token da una percepita impossibilità a una minima probabilità di successo possa aumentarne esponenzialmente il valore, molto più di quanto accada per i token le cui storie hanno già saturato il mercato.
Hayes delinea ulteriormente la differenza tra macro e micro-storie, osservando che gli investimenti più redditizi spesso capitalizzano sulle tendenze emergenti prima che queste vengano ampiamente riconosciute. Cita l'esempio di BitPerp, un progetto che sta costruendo un exchange decentralizzato per swap perpetui, come un investimento con una macro-storia avvincente grazie al suo status poco noto ma all'elevato potenziale di adozione diffusa. A un livello più granulare, la micro-storia – come la collaborazione di BitPerp con Hayes e il suo lavoro pionieristico sugli swap perpetui – può migliorare significativamente la posizione di un progetto all'interno della sua nicchia, associandolo a comprovati successi e competenze.
Nella sua riflessione sull'importanza di risultati tangibili, come il volume di scambi, il valore totale bloccato e il numero di wallet unici, Hayes offre una visione articolata. Suggerisce che l'impatto di queste metriche sul prezzo di un token varia a seconda della fase del ciclo di hype in cui si trova il progetto. Per i progetti che passano dall'oscurità al riconoscimento, anche i risultati modesti possono essere percepiti come rivoluzionari, mentre per quelli che passano da un potenziale successo a uno comprovato, i risultati devono essere a dir poco rivoluzionari per soddisfare le crescenti aspettative del mercato.
Guardando al futuro, Hayes anticipa il focus futuro della strategia di investimento narrativa di Maelstrom. Con un occhio rivolto a una varietà di progetti, da quelli che mirano a rivoluzionare il trading di derivati su exchange decentralizzati alle innovazioni nel bridging di asset cross-chain, Hayes si sta preparando a promuovere le storie di token in linea con le tendenze dei mercati emergenti.
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Jai Hamid
Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.
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