Il rapporto dell'Anti-Defamation League (ADL) smaschera come le criptovalute finanzino segretamente i gruppi d'odio

Il rapporto dell'Anti-Defamation League (ADL) svela il ruolo delle criptovalute nel finanziamento di gruppi suprematisti
- L'ADL segnala che i gruppi suprematisti bianchi negli Stati Uniti utilizzano le criptovalute per il finanziamento.
- L'ADL esorta gli exchange di criptovalute a bloccare i finanziamenti agli estremisti, notando che i fondi spesso tornano nei sistemi tradizionali.
- Exchange come Kraken e Coinbase difendono le proprie politiche contro le attività illegali, distinguendosi dalle entità meno regolamentate.
In un recente rapporto della Anti-Defamation League (ADL), è emersa una tendenza preoccupante nell'ambito delle criptovalute e del finanziamento dell'estremismo. L'ADL, un'organizzazione rinomata con sede a New York dedicata alla lotta contro l'antisemitismo e l'estremismo, ha evidenziato come alcuni gruppi suprematisti bianchi negli Stati Uniti stiano utilizzando criptovalute come Bitcoin per il finanziamento. Questa rivelazione arriva dopo un'analisi dettagliata di transazioni per circa 140.000 dollari legate a 15 gruppi ed individui estremisti nell'anno precedente.
Le meccaniche delle transazioni crypto estremiste
L'indagine dell'ADL centrata sui movimenti di Bitcoin ha riconosciuto che sono state impiegate varie piattaforme di asset digitali. È notevole che il rapporto non affermi che questi fondi siano stati direttamente utilizzati per attività illegali, come il terrorismo domestico. È stato osservato che la criptovaluta ricevuta veniva spesso convertita nuovamente nei sistemi finanziari tradizionali tramite banche statunitensi. Questa pratica sottolinea un punto critico: gli estremisti si stanno rivolgendo sempre più alle criptovalute sotto la falsa credenza di anonimato e immunità alla deplatforming. Tuttavia, queste assunzioni sono confutate dai risultati dell'ADL, che evidenziano come questi gruppi si affidino ancora a pratiche permissive di alcune piattaforme di criptovalute. Significativamente, circa la metà delle transazioni tracciate è passata attraverso lo scambio statunitense Kraken, con altre tramite piattaforme come Binance e Coinbase.
Risposta e raccomandazioni dell'ADL
Alla luce di questi risultati, l'ADL ha esortato le aziende di criptovalute ad aggiornare le proprie politiche per vietare esplicitamente l'uso dei loro exchange per finanziare attività legate all'odio e all'estremismo. Inoltre, l'organizzazione chiede misure regolamentari per limitare i token focalizzati sulla protezione della privacy. L'ADL sottolinea la necessità di una vigilanza continua nello spazio delle criptovalute, sostenendo una moderazione responsabile da parte delle piattaforme per contrastare le componenti finanziarie della crescente antisemitismo, estremismo e odio.
La posizione e le sfide del settore crypto
Dall'altro lato, gli exchange crypto sostengono di combattere attivamente l'illegalità. Un portavoce di Kraken ha espresso delusione per l'approccio dell'ADL al rapporto, sottolineando le rigorose politiche di conoscenza del cliente (KYC) e le misure contro il riciclaggio di denaro e altre attività illecite. Anche il Chief Policy Officer di Coinbase ha ribadito la politica di tolleranza zero dell'azienda verso le attività illegali sul suo exchange, evidenziando le differenze tra gli exchange regolamentati e conformi alle leggi statunitensi e le società offshore collegate ad attività illegali. Queste difese indicano una sfida più ampia: sebbene i gruppi estremisti utilizzino anche i sistemi finanziari tradizionali, la trasparenza intrinseca della tecnologia blockchain offre un punto di vista unico per organizzazioni come l'ADL per tracciare e analizzare tali transazioni.
Nel complesso, il rapporto dell'ADL illumina la complessa relazione tra innovazione finanziaria ed estremismo. Solleva domande critiche sul ruolo delle criptovalute nel potenzialmente facilitare le attività estremiste, evidenziando al contempo gli sforzi degli exchange crypto per affrontare queste sfide.
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Damilola Lawrence
Damilola Lawrence si occupa di notizie sui mercati crypto e tecnologici da oltre 5 anni. In precedenza ha condiviso approfondimenti e analisi sul mondo crypto per TheShibMagazine, CryptoMode, Qweens Magazine e The Recording Academy prima di passare al Web3. Presso Cryptopolitan è specialista nelle previsioni dei prezzi delle criptovalute. Dopo aver conseguito la laurea triennale, sta seguendo un master in Cybersecurity IT presso l'Università Maria Curie-Skłodowska.
















