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La crescita dell'attività nelle fabbriche cinesi ha raggiunto il picco degli ultimi 5 mesi, in mezzo a difficili colloqui tariffari

DiHannah CollymoreHannah Collymore
Tempo di lettura: 2 minuti. Data di pubblicazione
La crescita dell'attività nelle fabbriche cinesi ha raggiunto il picco degli ultimi 5 mesi, nel mezzo di difficili trattative tariffarie.
  • L'indice PMI privato cinese è salito a 50,5 in agosto, il ritmo più rapido in cinque mesi, mentre l'indicatore ufficiale ha ancora mostrato unatrac.
  • Gli ordini interni si sono rafforzati, ma la domanda di esportazioni è diminuita per il quinto mese, appesantita dalle tensioni tariffarie tra Stati Uniti e Cina.
  • Il settore manifatturiero asiatico in senso più ampio ha registrato difficoltà, con Giappone, Corea del Sud e Taiwan intrac, mentre l'India ha registrato una crescita record.

Ad agosto le fabbriche cinesi si sono fatte un po' più rumorose, con un'attività in espansione al ritmo più rapido degli ultimi cinque mesi. Un'indagine privata molto seguita, il RatingDog China General Manufacturing Purchasing Managers' Index (PMI), compilato da S&P Global, è salita a 50,5, rispetto ai 49,5 di luglio e superiore alle previsioni degli analisti.

Un punteggio pari o superiore a 50 segnala una crescita, mentre qualsiasi valore inferiore a 50 indica unatracdel mercato. Per i produttori cinesi che hanno sperimentato in prima persona l'impatto dei dazi e della debole domanda locale, le attività di agosto potrebbero offrire un certo sollievo.

Tuttavia, i dati ufficiali PMI pubblicati il ​​giorno prima suggeriscono che il settore manifatturiero del Paese è ancora in zona ditrac, attestandosi a 49,4, con un aumento dello 0,1 rispetto all'indice di luglio.

Gli analisti suggeriscono che la mancata ripresa del settore manifatturiero sia dovuta alle incertezze legate ai negoziati commerciali.

RatingDog racconta una storia diversa. "In particolare, il settore manifatturiero sta contribuendo alla ripresa, ma questa ripresa è discontinua", ha affermato Yao Yu, fondatore di RatingDog. "La questione è se le esportazioni riusciranno a stabilizzarsi e se la domanda interna riuscirà a recuperare terreno."

Si accumulano nuovi ordini, le esportazioni sono in difficoltà

Le fabbriche hanno registrato un aumento dei nuovi ordini interni, il più rapido da marzo, che ha lasciato le linee di produzione bloccate da lavori incompiuti. Ma il quadro è stato meno roseo per le esportazioni. Gli ordini dai partner esteri sono diminuiti per il quinto mese consecutivo, riflettendo la cautela degli acquirenti e l'incertezza che circonda i negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Gli effetti si stanno già facendo sentire all'estero. I rivenditori americani che importano prodotti natalizi come alberi di Natale artificiali e decorazioni natalizie hanno ridotto gli acquisti per evitare i costi tariffari. Per gli acquirenti statunitensi, ciò significa prezzi più alti e meno opzioni in questo periodo di festività.

Tuttavia, i produttori cinesi sono stati cauti nel festeggiare troppo presto. Molti hanno scelto di non assumere altro personale, tagliando invece posti di lavoro per il quinto mese consecutivo, a dimostrazione del fatto che la ripresa deve ancora creare una vera fiducia.

Il quadro misto dell'Asia sotto pressione tariffaria

Il miglioramento della Cina si staglia sullo sfondo di un contesto più cupo in altre parti dell'Asia, dove il peso dei dazi statunitensi continua a farsi sentire.

In Giappone, l'attività manifatturiera si è contratta per il secondo mese consecutivo. L'indice PMI del Paese è salito leggermente a 49,7 ad agosto, ma gli ordini di esportazione sono crollati al ritmo più sostenuto dall'inizio del 2024, a causa dell'indebolimento della domanda in Cina, Europa e Stati Uniti.

La Corea del Sud non se l'è cavata meglio, registrando un settimo mese consecutivo ditraccon un PMI di 48,3. Nonostante Seul abbia ottenuto un taglio tariffario da Washington a luglio, abbassando i dazi sulle sue esportazioni dal 25% al ​​15%, i dati suggeriscono che l'agevolazione non ha ancora raggiunto i produttori.

Anche Taiwan ha registrato una produzione industriale più debole, mentre Filippine e Indonesia hanno registrato una crescita modesta. L'India, nel frattempo, è stata un caso anomale: le sue fabbriche si sono espanse al ritmo più rapido degli ultimi 17 anni, trainate da unatrondomanda interna.

Tuttavia, gli economisti avvertono che i dazi del 50% recentemente imposti da Washington sulle esportazioni indiane potrebbero rapidamente rallentare questo slancio.

Il mercato immobiliare cinese, ancora alle prese con un debito eccessivo e vendite deboli, continua a rappresentare un ulteriore freno alla crescita, limitando la capacità di spesa delle famiglie. Senza una base di consumatori interni altrettantotron, gli analisti temono che le fabbriche rimarranno esposte a shock esterni.

La fiducia delle imprese per l'anno a venire ha raggiunto il livello più alto da marzo, con molti proprietari di fabbriche che scommettono sul fatto che i piani di espansione e un miglioramento delle prospettive globali potrebbero mantenere il flusso degli ordini.

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