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X lancia l'abbonamento "non un bot" per contrastare bot e spam

DiMutuma MaxwellMutuma Maxwell
Tempo di lettura: 2 minuti.
Twitter-X ottiene la licenza per pagamenti e trading in criptovalute
  • X, precedentemente Twitter, lancia una strategia basata sugli abbonamenti "Not A Bot" per contrastare lo spam e gli account bot.
  • L'iniziativa, testata in Nuova Zelanda e nelle Filippine, impone una commissione di 1 dollaro ai nuovi utenti per aumentare i ricavi e la verifica dell'utente.
  • Il nuovo sistema richiede la verifica telefonica per un'ulteriore autenticazione, garantendo l'accesso completo alle funzionalità agli abbonati paganti.

X, la piattaforma un tempo nota come Twitter, sta introducendo una strategia audace per arginare l'infiltrazione di elementi di disturbo come spam e account bot. A partire da Nuova Zelanda e Filippine, l'azienda ha presentato il 17 ottobre un approccio basato su abbonamento denominato "Not A Bot". Questa iniziativa impone una commissione di 1 dollaro ai nuovi utenti, progettata per aumentare i ricavi e garantire allo stesso tempo l'autenticità degli utenti.

La logica alla base di questa tariffa è semplice. Imponendo una barriera finanziaria, X mira a scoraggiare la creazione in massa di account falsi, spesso utilizzati per attività fuorvianti o fraudolente. Gli utenti esistenti, tuttavia, non dovranno affrontare alcuna tariffa, salvaguardando l'attuale comunità della piattaforma da eventuali spese impreviste.

Inoltre, la strategia va oltre la semplice economia. La procedura prevede la verifica telefonica per i nuovi account in queste regioni di prova per autenticare ulteriormente l'dentdell'utente. Una volta completati questi passaggi, gli abbonati ottengono pieno accesso alla suite di funzionalità di X, tra cui la pubblicazione e l'interazione con altri post. Al contrario, gli utenti non paganti sono limitati alla visualizzazione dei contenuti senza alcun privilegio di interazione.

Tuttavia, la comunità crypto, in particolare quella di X, mette in dubbio l'efficacia di queste misure. Voci di spicco come ZachXBT e ChainLinkGod evidenziano un paradosso ironico: numerosi bot hanno già aggirato i controlli di sistema, ottenendo lo status di verifica sulla piattaforma. Il co-fondatore di CryptoQuant, Ki Young Ju, condivide queste preoccupazioni, suggerendo che la commissione nominale non è sufficiente a scoraggiare i truffatori attratti dagli alti potenziali profitti nel mondo delle criptovalute.

Inoltre, gli utenti hannodentuna falla critica nel meccanismo di difesa antispam della piattaforma, come spiegato da un hacker etico noto come "banteg". Il sistema attuale classifica erroneamente lo spam come "contenuto sensibile", con conseguente inazione in caso di segnalazioni autentiche di comportamenti fuorvianti o dannosi. Questa rivelazione sottolinea la necessità di un sistema di verifica più robusto, un'opinione supportata dal continuo feedback degli utenti.

I critici sostengono inoltre che la strategia di determinazione dei prezzi a livello regionale debba essere rivista, considerando la natura globale delle truffe digitali. Fanno notare che gli autori spesso utilizzano VPN e altri metodi per mascherare la loro vera posizione, rendendo inefficaci le contromisure geografiche.

Elon Musk, l'attuale proprietario, ha riconosciuto queste sfide, proponendo misure più rigorose come la verifica dell'identità o i protocolli KYC. Nonostante queste proposte avanzate, la comunità rimane scettica sul potenziale impatto del programma "Not A Bot", soprattutto sui potenziali utenti autentici.

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