Il Regno Unito ordina alle piattaforme cripto di registrare tutte le transazioni degli utenti a partire dal 2026

- Le piattaforme cripto del Regno Unito saranno tenute a segnalare tutte le transazioni degli utenti a partire dal 2026.
- Le nuove norme estendono il CARF per includere le transazioni domestiche al fine di migliorare la conformità fiscale.
- Un piano "nessun guadagno, nessuna perdita" ritarderà le imposte sulle plusvalenze degli utenti DeFi fino alla vendita dei token.
Le autorità di regolamentazione del Regno Unito hanno annunciato che richiederanno la segnalazione di tutte le transazioni effettuate dagli utenti nel paese dalle piattaforme cripto locali, a partire dal 2026. Questa decisione segna un cambiamento significativo nelle norme di segnalazione delle criptovalute nel Regno Unito, in quanto implica un’espansione del Quadro di Segnalazione delle Criptoattività (CARF).
Fonti vicine alla situazione hanno notato che con questa nuova regolamentazione in vigore, His Majesty’s Revenue and Customs (HMRC), l’autorità britannica per le tasse, i pagamenti e le dogane, acquisirà per la prima volta l’accesso automatico alle informazioni cripto locali e internazionali.
Le autorità hanno chiarito di aver adottato questa decisione per migliorare la conformità fiscale in vista del primo scambio globale di informazioni del CARF, previsto per il 2027.
Il Regno Unito adatta le nuove normative per migliorare il processo di segnalazione nell’ecosistema cripto
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha istituito il CARF nel giugno 2022, e la documentazione ufficiale del CARF è stata resa pubblica nel giugno 2023. Questa iniziativa è stata lanciata per sviluppare un sistema che consenta lo scambio automatico di informazioni sulle transazioni cripto tra le autorità fiscali di tutto il mondo.
Le regole stabilite dal CARF richiedono ai fornitori di servizi cripto di effettuare controlli di background, verificare l’identità di ciascun utente e presentare una relazione con informazioni dettagliate sulle transazioni annualmente.
È notevole che l’iniziativa dell’OCSE fosse progettata per concentrarsi principalmente sulle transazioni transfrontaliere. Pertanto, le fonti hanno sottolineato che qualsiasi transazione cripto effettuata interamente nel Regno Unito non sarà classificata tra questi requisiti di segnalazione automatica. Queste informazioni sono state citate da un documento di policy pubblicato dall’HMRC.
Inizialmente, il governo intendeva impedire che le criptovalute fossero considerate una classe di attività “fuori dal CRS”. Questo motivo lo ha spinto a includere gli utenti domestici in questo framework, nella speranza di raggiungere finalmente questo obiettivo. Secondo i rapporti, questa mossa indica che il governo mira a garantire che le transazioni cripto non vengano trascurate, come i conti finanziari tradizionali ai sensi dello Standard Comune di Segnalazione (CRS).
Riguardo alle nuove normative sulla segnalazione delle criptovalute, i funzionari del Regno Unito hanno espresso la convinzione che questo approccio combinato semplificherà i processi di segnalazione per le aziende cripto, presentando al contempo un set di dati più completo alle autorità fiscali, utile per identificare la non conformità e valutare le responsabilità dei contribuenti.
Inoltre, il paese ha introdotto un nuovo piano fiscale chiamato “no gain, no loss” (nessun guadagno, nessuna perdita) all’inizio di questa settimana. I rapporti hanno notato che questo piano ritarderà le tasse sulle plusvalenze per gli utenti della finanza decentralizzata (DeFi) fino a quando non decideranno di vendere i loro token. Quando è stato reso disponibile per i commenti, il nuovo piano fiscale avrebbe ricevuto commenti positivi dall’industria locale.
I governi in tutto il mondo abbracciano gli aggiornamenti alle loro normative fiscali
La mossa del Regno Unito arriva in un momento in cui i governi di tutto il mondo stanno facendo sforzi per aggiornare le loro normative fiscali per migliorare il processo di tracciamento delle attività delle attività digitali, man mano che le criptovalute diventano più popolari nella finanza.
Ad esempio, i rapporti indicano che Corea del Sud ha rafforzato le sue normative fiscali a ottobre. In quel momento, il Servizio Nazionale delle Imposte ha annunciato che avrebbe confiscato le criptovalute memorizzate in wallet freddi e condotto perquisizioni domiciliari per i wallet hardware. Questo si applicherebbe solo se sospettassero che i contribuenti stessero nascondendo attività digitali per evitare di pagare le tasse.
Un altro esempio è la Spagna. Rapporti recenti hanno dichiarato che il gruppo parlamentare del paese ha presentato una proposta volta ad aumentare l’aliquota fiscale massima sui profitti cripto al 47%, secondo quanto riportato da un giornale locale. Con questo aggiustamento in vigore, i guadagni cripto sarebbero classificati nella fascia di imposta sul reddito generale, e gli investitori aziendali affronterebbero un’aliquota fiscale piatta del 30%.
D’altra parte, la Svizzera ha annunciato giovedì 27 novembre che ha posticipato l’avvio dello scambio automatico di informazioni sulle criptovalute con le autorità fiscali straniere fino al 2027, mentre decide con quali paesi condividerà i dati.
Nel frattempo, vale la pena notare che CARF rverranno comunque incorporate nella legge svizzera il 1° gennaio. Tuttavia, la loro attuazione è stata posticipata, poiché sono in preparazione misure transitorie per assistere le aziende cripto locali nella conformità.
Negli Stati Uniti, il rappresentante Warren Davidson ha presentato un disegno di legge a novembre che permetterebbe agli americani di pagare le tasse federali con Bitcoin, trasferendo il pagamento in una riserva nazionale di BTC.
Il piano proposto, noto come Bitcoin for America Act, esenterebbe tali pagamenti dalle tasse sulle plusvalenze trattando il Bitcoin trasferito né come un guadagno né come una perdita per il contribuente.
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Nellius Irene
Nellius è una laureata in Gestione Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. È anche diplomata presso Bitcoin Dada. Nellius ha contribuito a principali testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.
















