Il 26 gennaio, il governatore della Banca di Corea, Lee Chang-young, ha dichiarato che le autorità stanno consentendo ai cittadini sudcoreani di investire in asset virtuali a causa della pressione del mercato. Tuttavia, ha affermato che le autorità di regolamentazione finanziaria stanno valutando la possibilità di creare un nuovo sistema di registrazione per consentire agli istituti nazionali di utilizzare asset virtuali.
Intervenendo all'Asian Financial Forum di Hong Kong, Chang-young ha affermato che i depositi tokenizzati saranno utilizzati maggiormente per i pagamenti nazionali. Al contrario, le stablecoin denominate in won saranno impiegate per le transazioni internazionali.
Ha sottolineato che le stablecoin restano controverse in Corea del Sud. Ha espresso preoccupazione per il fatto che le stablecoin denominate in won, in particolare se abbinate a stablecoin in dollari statunitensi, potrebbero essere utilizzate per eludere le misure di controllo dei flussi di capitale, qualora venissero introdotte.
Ha inoltre affermato che le stablecoin in dollari USA sono facilmente accessibili, utilizzate frequentemente e hanno costi di transazione molto più bassi rispetto all'utilizzo diretto di dollari USA.
Chang-young evidenzia i rischi e le sfide della regolamentazione delle stablecoin
Chang-young ha affermato che trasferimenti cash su larga scala possono derivare dal flusso di denaro verso stablecoin in dollari statunitensi quando le variazioni del tasso di cambio innescano le aspettative del mercato. Inoltre, ha affermato che la regolamentazione è complessa perché diverse istituzioni non bancarie emettono stablecoin.
Ha poi proseguito affermando che le valute digitali delle banche centrali (CBDC) al dettaglio non offrono vantaggi significativi e che il sistema di pagamenti rapidi della Corea del Sud è altamente sviluppato. Chang-young ha ribadito che la banca centrale sta implementando depositi tokenizzati e CBDC all'ingrosso contemporaneamente a programmi pilota per preservare una struttura a due livelli.
Chang-young ritiene inoltre che allentare e semplificare le normative darà impulso all'attività economica effettiva nel prossimo futuro. Tuttavia, ha messo in guardia dal dimenticare le conseguenze della crisi finanziaria del 2008 e sostiene che la riforma non dovrebbe trasformarsi in una gara per abbassare gli standard. Ritiene che le normative debbano essere inasprite, non allentate, almeno nell'ambito del digital banking.
Gli avvertimenti del governatore Chang-young contribuiscono a spiegare perché i progressi sulla legislazione in materia di criptovalute siano in stallo. Il 26 gennaio, Tech in Asia, un'agenzia di stampa, ha riportato che la Corea del Sud ha rinviato la seconda fase della legge sulle risorse virtuali, che mira a regolamentare le attività digitali come le stablecoin, a causa di disaccordi su chi dovrebbe essere autorizzato a emetterle e su come dovrebbero essere regolamentati gli exchange.
Questo ritardo nella seconda fase dell'asset virtuale è iniziato lo scorso anno. Il 30 dicembre, profondi disaccordi normativi sul monitoraggio delle stablecoin hanno portato la Corea del Sud a rinviare a quest'anno la tanto attesa revisione del suo sistema di asset digitali.
Per creare un quadro giuridico completo per l'attività di criptovaluta, la Financial Services Commission ha emanato il Digital Asset Basic Act. La legge mirava a stabilire una responsabilità senza colpa, consentendo agli operatori di asset digitali di essere ritenuti responsabili delle perdite degli utenti anche in assenza di prove di negligenza.
Il Digital Asset Basic Act mira a migliorare gli standard di conformità tra exchange e fornitori di servizi imponendo requisiti di informativa più severi e misure di tutela dei clienti. Tuttavia, le autorità hanno faticato a risolvere le controversie sul controllo delle riserve, sull'autorità di controllo e sulla governance delle stablecoin. Di conseguenza, la presentazione del disegno di legge è stata rinviata al 2026.
Le autorità di regolamentazione hanno suggerito di imporre agli emittenti di detenere tutte le loro riserve in titoli di Stato o depositi bancari, interamente affidati a depositari autorizzati. La Banca di Corea ha sostenuto che le stablecoin dovrebbero essere emesse solo da consorzi controllati dalle banche con una quota di proprietà di almeno il 51% per preservare la stabilità monetaria.
Come precedentemente riportato da Crptopoiltan, le soglie di proprietà fisse sono state tuttavia contestate dalla Financial Services Commission (FSC), che ha avvertito che potrebbero marginalizzare le aziende tecnologiche e ostacolare l'innovazione nella finanza digitale.
Le controversie normative bloccano la legislazione sudcoreana sulle stablecoin
La documentazione presentata dalla Commissione per i Servizi Finanziari all'Assemblea Nazionale avrebbe dovuto essere esaminata questo mese, ma è stata nuovamente rinviata a causa dei continui disaccordi tra agenzie governative, operatori economici e organizzazioni politiche.
Secondo il rapporto, restano questioni essenziali da chiarire se le banche o altre società approvate debbano essere i principali emittenti di stablecoin ancorate al won e se le normative che separano la finanza dagli asset virtuali debbano essere allentate per promuovere l'innovazione.
I critici sostengono che le limitazioni proposte al 15-20% della partecipazione azionaria per gli azionisti di borsa sono troppo restrittive.
Le discussioni sulle transazioni di asset virtuali da parte di società quotate e fondi negoziati in borsa (ETF) che si basano sull'attuazione della legge si sono arenate a causa del ritardo.

