Gli exchange in Corea del Sud sono pronti a conformarsi alle nuove normative

- Gli exchange di criptovalute della Corea del Sud, guidati da DAXA, si stanno preparando a conformarsi alle nuove leggi sulla tutela degli investitori, che entreranno in vigore il 19 luglio.
- Le criptovalute consolidate provenienti da mercati esteri riconosciuti e dotati di normative rigorose trarranno vantaggio da un processo di selezione più permissivo.
- In Corea sono in aumento i reati legati alle criptovalute, il che rende necessarie nuove normative per proteggere gli investitori e scoraggiare e punire i reati.
Un consorzio di 20 exchange di criptovalute sudcoreani, tra cui colossi come Bithumb e Upbit, ha attenuato le preoccupazioni sull'impatto delle nuove normative sugli asset digitali, affermando che sono improbabili delisting di massa. Ciò avviene in un contesto di crescente criminalità legata alle criptovalute in Corea del Sud, che evidenzia la necessità di normative più severe per tutelare gli investitori e contrastare efficacemente le attività illecite.
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Martedì, i 20 exchange di criptovalute della Corea del Sud e le loro organizzazioni rappresentative hanno firmato un nuovo codice di condotta per le aziende locali del settore, che richiede una rivalutazione di oltre 1.300 criptovalute già scambiate sugli exchange locali.
La Corea del Sud apre una nuova era negli exchange di criptovalute
Anche i token esistenti saranno sottoposti a rivalutazione entro il periodo di grazia di sei mesi, garantendo la conformità ai nuovi standard. La Digital Asset Exchange Alliance (DAXA) ha sottolineato che le rigide norme mirano a contrastare le attività illegali e a migliorare l'integrità del mercato, supportate da misure come il cold storage per i depositi e l'assicurazione per la tutela degli utenti.
L'associazione di categoria del settore ha rassicurato che la probabilità di delisting su larga scala resta bassa, data l'adesione proattiva delle borse agli standard normativi.
Secondo un comunicato stampa, le norme di autoregolamentazione appena pubblicate per gli operatori del settore entreranno in vigore il 19 luglio, lo stesso giorno in cui entrerà in vigore il primo quadro normativo della Corea del Sud sulla tutela degli investitori in criptovalute.
DAXA ha assicurato alle parti interessate che queste revisioni mirano a sostenere gli standard normativi senza causare delisting simultanei. La Digital Asset Exchange Alliance aggiunge: "Tutte le nuove quotazioni di token rispetteranno il Protection of Virtual Asset Users Act".
DAXA sta delineando linee guida sviluppate congiuntamente con le borse membri. Queste linee guida enfatizzano l'affidabilità degli emittenti, le misure di tutela degli utenti e la conformità normativa.
Screening speciale per asset digitali consolidati
Una procedura di selezione meno rigorosa, denominata "piano di selezione alternativo", si applicherà alle criptovalute scambiate da oltre due anni in mercati esteri riconosciuti per asset virtuali, dotati di solidi quadri normativi. DAXA sta attualmentedenti mercati ammissibili, inclusi quelli affiliati all'Organizzazione internazionale delle commissioni sui titoli (IOSCO).
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La Corea del Sud, attore fondamentale nel panorama crypto globale, ha visto la sua valuta won classificarsi come la coppia fiat più scambiata nel primo trimestre dell'anno, superando i 456 miliardi di dollari di volume di scambi. Upbit, il più grande exchange del Paese, continua a dominare, classificandosi tra i primi 20 exchange al mondo per volume giornaliero.
Crimini legati alle criptovalute in Corea del Sud
Secondo la Korea Financial Intelligence Unit (KoFIU), entro la metà del 2024 la Corea del Sud dovrebbe avere circa 6 milioni di investitori in criptovalute, pari a circa il 12% della popolazione. Questa impennata numerica coincide con un notevole incremento delle attività criminali legate alle criptovalute, spingendo le autorità a implementare normative più severe per tutelare gli investitori e contrastare le pratiche fraudolente.
Secondo il KoFIU, gli exchange di asset digitali coreani hanno segnalato quasi il 50% di transazioni sospette in più nel 2023 rispetto al 2022. Tuttavia, gli afflussi verso indirizzi illegali in tutto il mondo sono in calo in quasi tutte le categorie, ma nessuna forma di crimine crittografico ha sofferto più delle truffe. Fino a giugno, i truffatori di criptovalute hanno incassato oltre 3 miliardi di dollari in meno nel 2023 rispetto al 2022, poco più di 1 miliardo di dollari nell'anno.
Il Virtual Asset User Protection Act, la prima legge sudcoreana in materia di criptovalute, mira a contrastare le attività illegali sul mercato, garantire la trasparenza e tutelare gli investimenti degli utenti. Impone agli exchange di conservare oltre l'80% dei depositi in cold wallet e di aderire a programmi assicurativi per il risarcimento degli utenti in caso di violazioni della sicurezza.
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Mentre la Corea del Sud consolida il suo quadro normativo, la comunità globale delle criptovalute osserva attentamente la situazione, riconoscendo la sua influenza come mercato critico e il suo impegno nel promuovere un ecosistema di asset digitali sicuro e conforme.
Reportage di Florence Muchai su Cryptopolitan
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Firenze Muchai
Florence si occupa da sei anni di notizie relative a criptovalute, videogiochi, tecnologia e intelligenza artificiale. I suoi studi in Informatica presso la Meru University of Science and Technology e in Gestione delle Catastrofi e Diplomazia Internazionale presso la MMUST le hanno fornito solide competenze linguistiche, di osservazione e tecniche. Florence ha lavorato presso VAP Group e come redattrice per diverse testate giornalistiche specializzate in criptovalute.
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