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I robot si stanno evolvendo per un'interazione inclusiva 

DiRanda MosesRanda Moses 3 min di lettura
Robot

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  • Molti robot sono bianchi, ma non si tratta di razza, bensì di scelte progettuali e storia.
  • I robot devono essere più diversificati nell'aspetto e nel modo in cui interagiscono con le persone.
  • La collaborazione tra ingegneri, designer e scienziati sociali può rendere i robot migliori per tutti.

I robot sono diventati una parte integrante delle nostre vite, dall'assistenza alle persone con autismo all'aiuto nell'educazione e nella sanità. Tuttavia, è emerso un problema preoccupante nel mondo della robotica: la prevalenza schiacciante di robot bianchi. Esploriamo perché questo fenomeno esiste e le sue implicazioni per l'interazione uomo-robot.

I robot e la mancanza di diversità

I robot sociali, progettati per interagire con gruppi diversificati di persone, stanno guadagnando popolarità in vari campi. Questi robot mirano ad assistere individui con autismo, bisogni speciali e riabilitazione fisica. Tuttavia, sorge un problema critico quando questi robot non riflettono la diversità della società.

La prevalenza di robot bianchi

Molti robot sociali, come Kaspar, Nao, Pepper e iCub, sono rivestiti di plastica bianca lucida. Questa scelta di design ha portato a domande sul perché questi robot tendano ad essere bianchi quando interagiscono con persone di diversi background razziali.

Vincoli di design esistenti

Una ragione dietro questo problema è che la maggior parte dei robot non viene sviluppata da zero. Invece, i laboratori di ingegneria acquistano robot preesistenti e li adattano con software personalizzati. Queste scelte di design sono influenzate dagli sviluppatori originali e tendono a seguire un aspetto clinico e pulito con superfici bianche riflettenti, simili ad altri prodotti tecnologici.

L'immaginario ingegnerizzato

La percezione culturale di come dovrebbero apparire i robot, spesso derivata dalla fantascienza, svolge un ruolo significativo nel plasmarne il design. L'immaginario culturale è contrapposto all'immaginario ingegnerizzato, che si riferisce a come i team di ingegneria vedono i corpi dei robot. Queste percezioni hanno portato a assunzioni di genere e razziali nel design dei robot di servizio.

Radici storiche

L'immagine culturale dei robot come bianchi e solitamente femminili risale all'antichità europea ed è stata rafforzata attraverso la letteratura e i film. I robot di finzione sono stati spesso femminilizzati e resi servili, contribuendo a questa percezione di lunga data.

Influenze antiche

L'idea di figure robotiche bianche può essere fatta risalire all'antica Roma, dove una poesia nelle "Metamorfosi" di Ovidio descriveva una statua di Galatea come "di avorio bianco come la neve". Questa percezione della bianchezza è durata nei secoli.

Diversità e inclusione nell'interazione uomo-robot

Affrontare questo problema richiede un approccio completo alla diversità e all'inclusione nell'interazione uomo-robot. Ingegneri, designer e scienziati sociali devono lavorare insieme per creare un "immaginario ingegnerizzato" più inclusivo.

Incoraggiare la sensibilità interculturale

Un aspetto della promozione della diversità nei robot non è solo far sì che il loro aspetto rifletta la diversità dei loro utenti, ma anche diversificare le forme di interazione. Questo include gesti e tocco, che variano tra le culture. Lavorando per incorporare la sensibilità interculturale, l'interazione uomo-robot può diventare meno intimidatoria e più confortevole per un'ampia gamma di individui.

Il ruolo dei metodi delle scienze sociali

I metodi delle scienze sociali possono svolgere un ruolo cruciale nel plasmare il futuro dell'interazione uomo-robot. La collaborazione tra robotici, designer e scienziati sociali può aiutare a colmare il divario tra tecnologia ed esperienze umane.

Oltre i cambiamenti superficiali

Involucrare semplicemente i robot in plastica marrone o nera non affronta il problema radice. La vera diversità e inclusione richiedono una comprensione più profonda delle esigenze e delle esperienze diversificate degli utenti dei robot.

La prevalenza di robot bianchi nella società di oggi è un riflesso delle percezioni storiche e delle scelte di design. Per creare un'interazione uomo-robot più inclusiva e diversificata, è essenziale andare oltre i cambiamenti superficiali e abbracciare un approccio multidisciplinare che valorizzi la sensibilità interculturale e l'inclusività. Facendo ciò, possiamo assicurarci che i robot servano le esigenze di tutti gli individui, indipendentemente dal loro background o identità.

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Randa Moses

Randa Moses

Randa Moses è un'editor e giornalista presso Cryptopolitan, dove si occupa di tecnologia, intelligenza artificiale, robotica, criptovalute, truffe e hacking. Opera nel settore delle criptovalute dal 2017. Ha ricoperto ruoli in Forward Protocol, AmaZix e Cryptosomniac. Randa è laureata in Ingegneria Elettrica ed Elettronica presso l'Università di Bradford.

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