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Putin, Xi, Biden e il debito pubblico degli Stati Uniti – Una breve storia

DiJai HamidJai Hamid 3 min di lettura
Putin, Xi, Biden e il debito pubblico degli Stati Uniti: una breve storia
  • Il BRICS si sta attivamente allontanando dal dollaro USA, mirando a stabilire la propria valuta per il commercio globale.
  • Con sempre più paesi desiderosi di aderire al BRICS, la loro influenza nell'economia globale cresce, ponendo una sfida alla dominanza finanziaria degli Stati Uniti.
  • I deficit commerciali degli Stati Uniti, in particolare con la Cina, stanno aggravando i problemi del suo debito pubblico.

Il palcoscenico economico non è mai stato così intrigante, con le principali potenze mondiali che si muovono al ritmo della finanza e della strategia, influenzando direttamente la dominanza globale del dollaro USA. Il BRICS sta acquisendo slancio nella sua ricerca di recidere i legami con il dollaro USA, potenzialmente ridisegnando la supremazia economica globale.

Sogni di de-dollarizzazione del BRICS

Questo impulso ad abbandonare il dollaro statunitense nelle relazioni internazionali non è un capricso passeggero, ma una mossa strategica radicata nei piani economici a lungo termine dei paesi BRICS. Il blocco sta attivamente cercando di ampliare la propria adesione, invitando nuovi paesi a unirsi al loro movimento verso l'uso di una valuta BRICS o di altre valute locali. Questa crescente influenza negli scambi commerciali e nelle questioni geopolitiche segnala un possibile spostamento degli equilibri di potere globali, sfidando il peso economico degli Stati Uniti.

L'attrattiva di aderire ai BRICS si estende a numerose nazioni, affascinate dall'impegno del blocco nel ridisegnare le infrastrutture finanziarie globali. Questa alleanza in crescita rappresenta oltre il 40% della popolazione mondiale e contribuisce per circa un quarto al PIL globale.

I loro tassi di crescita economica stanno attualmente superando quelli degli Stati Uniti, che faticano con l'inflazione e vedono indicatori economici altalenanti. Lo spostamento dei modelli commerciali globali, a favore delle nazioni BRICS, potrebbe ulteriormente erodere l'egemonia del dollaro statunitense e, di conseguenza, impattare sull'economia statunitense e sul suo crescente debito nazionale.

La Cina, un attore di primo piano nel BRICS, registra un significativo surplus commerciale con gli Stati Uniti, vendendo essenzialmente più all'America di quanto ne acquisti. Questo rapporto alimenta il deficit commerciale degli USA, aumentando di fatto il debito nazionale poiché escono più dollari di quanti ne entrino. Allo stesso modo, Brasile e India, in quanto partner commerciali vitali per gli Stati Uniti, esercitano una considerevole influenza sul bilancio commerciale e sui livelli di debito americani attraverso le loro politiche economiche e i flussi commerciali.

Previsioni per il futuro fiscale

Mentre gli Stati Uniti affrontano un debito nazionale in crescita, le previsioni non appaiono particolarmente rassicuranti.

L'Ufficio di Bilancio del Congresso (CBO) prevede che entro il 2054 il debito pubblico degli Stati Uniti potrebbe raggiungere una vertiginosa cifra di 141 trilioni di dollari, pari a un sconcertante 166% del PIL previsto di 85,2 trilioni di dollari. Questa crescita esponenziale del debito è guidata principalmente dai costi degli interessi in aumento e da deficit persistenti che escludono le spese nette per gli interessi.

Analizzando più da vicino la previsione fiscale, si prevede che il debito detenuto dal pubblico raggiunga il picco nel 2029, arrivando al livello più alto mai registrato in rapporto al PIL, prima di continuare la sua ascesa. Questo enorme debito probabilmente rallenterà la crescita economica, aumenterà i pagamenti degli interessi ai detentori del debito estero e presenterà rischi significativi sia per le prospettive fiscali che economiche degli Stati Uniti. Potrebbe inoltre limitare la flessibilità dei futuri legislatori nelle loro decisioni di politica economica.

Fonte: Ufficio di Bilancio del Congresso

La spesa pubblica, già elevata secondo gli standard storici, è destinata ad aumentare, raggiungendo il 27,3% del PIL entro il 2054. Questo incremento è trainato dai costi crescenti associati ai principali programmi sanitari, in particolare Medicare. Sul fronte delle entrate, nonostante le fluttuazioni previste nel prossimo decennio, si prevede un aumento, con la crescita dei redditi che dovrebbe incrementare le riscossioni derivanti dalle imposte sul reddito delle persone fisiche.

Adattamenti economici e approfondimenti

Le prospettive di crescita dell'economia statunitense sono temperate da una crescita demografica più lenta prevista nei prossimi tre decenni. Senza un impulso dall'immigrazione, la popolazione potrebbe addirittura iniziare a diminuire entro il 2040. La crescita economica è inoltre probabilmente ostacolata da una crescita più lenta della forza lavoro e da un accumulo di capitale debole, aggravati da elevati livelli di indebitamento federale.

Nonostante un outlook a lungo termine cupo, l'inflazione è prevista in rallentamento, allineandosi all'obiettivo a lungo termine della Federal Reserve del 2% entro il 2026 e stabilizzandosi successivamente. I tassi di interesse sono destinati a salire, influenzati dalla crescente necessità di indebitamento federale e da una quota crescente del reddito da capitale rispetto al reddito totale.

Queste dinamiche fiscali riflettono aggiustamenti rispetto alle precedenti proiezioni del CBO, suggerendo uno scenario finanziario meno drammatico di quanto previsto in precedenza. Ciò deriva da una combinazione di minori spese discrezionali dovute ai tetti legislativi e da un'ottimistica prospettiva sull'immigrazione che potenzia la forza lavoro.

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Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da 6 anni. Ha collaborato con pubblicazioni focalizzate sulla blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, per analisi di mercato, grandi aziende, regolamentazione e tendenze macroeconomiche. Si è formata presso la London School of Journalism e ha condiviso tre volte le sue analisi sui mercati delle criptovalute su una delle principali reti televisive dell'Africa.

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