Meta resta ferma sul consenso pubblicitario nonostante le imminenti sanzioni dell'UE

- Fonti hanno rivelato che Meta mantiene la sua posizione sul suo modello di consenso pubblicitario.
- A seguito di questa posizione, è probabile che l'UE emetta nuove sanzioni antitrust.
- Sia Meta che Apple hanno presentato ricorso contro le sentenze dell'UE.
Secondo fonti a conoscenza della situazione, Meta, la società madre di Facebook e Instagram, non dovrebbe apportare ulteriori modifiche al suo controverso modello pubblicitario "paga o acconsenti", nonostante la crescente minaccia di multe quotidiane e ulteriori accuse antitrust da parte delle autorità di regolamentazione europee.
Il mese scorso, la Commissione europea ha espresso preoccupazioni in merito alla conformità di Meta al Digital Markets Act (DMA) e ha avvertito il colosso tecnologico di possibili sanzioni. Tuttavia, fonti interne affermano ora che Meta non ritiene necessario andare oltre i limitati adeguamenti apportati alla fine dello scorso anno.
Meta si prepara ad affrontare altri guai?
Ad aprile, la Commissione Europea ha inflitto a Meta una multa di 200 milioni di euro (circa 234 milioni di dollari), sostenendo che il suo approccio alla raccolta dati e al targeting pubblicitario nell'ambito del sistema "pay-or-consent" violava le norme DMA. Queste norme sono entrate in vigore nel novembre 2023 e mirano a frenare il predominio delle principali aziende tecnologiche stabilendo rigorosi standard comportamentali.
Meta ha tentato di modificare la propria strategia riducendo la quantità di dati personali raccolti dagli utenti che rifiutano di pagare per le versioni senza pubblicità delle sue piattaforme. Tuttavia, i funzionari dell'UE non hanno ritenuto questa misura sufficiente, il che ha portato a ulteriori controlli e avvertimenti a giugno.
Ora, alcune fonti affermano che Meta non ha intenzione di apportare ulteriori modifiche a meno che le circostanze non cambinomatic. Questa posizione significa che l'azienda si sta preparando a ulteriori problemi legali.
Una fonte ha affermato che le multe potrebbero arrivare fino al 5% del fatturato globale giornaliero di Meta se l'UE riscontrasse una continua inadempienza; tali sanzioni potrebbero essere applicate retroattivamente a partire dal 27 giugno.
Meta ha rifiutato di fornire un nuovo commento, rimandando invece i giornalisti alle sue precedenti dichiarazioni. In queste, l'azienda ha insistito sulla suadent che il suo modello di consenso pubblicitario sia giuridicamente valido e vada addirittura oltre quanto richiesto dal DMA. Meta ha anche accusato la Commissione di aver preso di mira ingiustamente il suo modello di business.
Anche la Commissione europea, da parte sua, ha rifiutato di commentare gli ultimi sviluppi.
Apple e Meta presentano ricorso
All'inizio di questa settimana, sia Meta che Apple hanno presentato ufficialmente ricorso contro le precedenti decisioni dell'UE nell'ambito del DMA, che aveva imposto loro sanzioni complessive per un totale di 700 milioni di euro.
A marzo, Apple era stata colpita da una sanzione di 500 milioni di euro per aver presumibilmente impedito agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso offerte migliori al di fuori del suo App Store, una pratica vietata dal DMA come "anti-steering"
In risposta alla sanzione, Apple ha affermato che le azioni della Commissione vanno ben oltre quanto richiesto legalmente dal DMA. L'azienda ha inoltre lamentato che le modifiche richieste non sono chiare e potrebbero danneggiare sia gli sviluppatori che gli utenti.
Da allora Apple ha modificato alcune politiche dell'App Store nel tentativo di evitare ulteriori sanzioni e ha dichiarato che sosterrà la sua causa in tribunale.
Anche Meta ha presentato ricorso formale questa settimana, difendendo ancora una volta il suo modello "paga o acconsenti". L'azienda ha introdotto il modello in Europa alla fine del 2023, offrendo agli utenti una scelta: pagare una quota mensile per un'esperienza senza pubblicità o accettare annunci personalizzati.
Dopo essere stata segnalata dalle autorità di regolamentazione, Meta ha aggiornato il suo approccio nel novembre 2024, basandosi su dati personali meno dettagliati per gli utenti che non pagano. L'azienda sostiene che questo sistema rivisto rispetta i diritti degli utenti e soddisfa i requisiti di consenso del DMA.
A giugno, Meta si è spinta oltre, modificando leggermente la lingua e l'interfaccia che gli utenti vedono quando effettuano la loro scelta, ma la Commissione ha respinto queste modifiche, ritenendole di scarsa importanza e insufficienti.
Meta, tuttavia, sostiene di aver fatto tutto il possibilee ritiene che la posizione della Commissione non solo sia errata, ma anche giuridicamente viziata.
Mentre entrambi i giganti della tecnologia si preparano a una lunga battaglia legale, lo scontro tra Silicon Valley e Bruxelles sulla privacy, la scelta dell'utente e il dominio digitale è tutt'altro che concluso, con la prima che accusa già l'UE di una regolamentazione pesante che rischia di soffocare l'innovazione e, in definitiva, di danneggiare i consumatori.
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