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Il produttore di portafogli crittografici Ledger lancia un controverso servizio di recupero tra le reazioni negative

DiDamilola LawrenceDamilola Lawrence
Tempo di lettura: 2 minuti.
Il produttore di portafogli crittografici Ledger lancia un controverso servizio di recupero in mezzo a una crisi finanziaria

Il produttore di portafogli crittografici Ledger lancia un controverso servizio di recupero in mezzo a una crisi finanziaria

  • Ledger, uno dei principali produttori di portafogli crittografici, ha lanciato un controverso servizio di recupero, Ledger Recover, che protegge le seed phrase degli utenti ma richiede loro di fornire un documento d'identità rilasciato dal governo.
  • La comunità delle criptovalute ha reagito contron, sostenendo che il servizio compromette lo scopo dei portafogli hardware e viola i principi della privacy, in particolare alla luce della precedente violazione della sicurezza di Ledger.
  • Nonostante le reazioni negative, la dirigenza di Ledger difende il servizio, sostenendo che si tratta di una misura facoltativa e sicura, nonché di un passo necessario pertracnuovi utenti di criptovalute.

Il dibattito moderno tra privacy e praticità ha trovato spazio anche nel settore delle criptovalute. Ledger, il produttore parigino di portafogli hardware al centro della controversia, offre ai possessori di criptovalute il massimo livello di sicurezza.

Una nuova funzionalità introdotta da Ledger, nota come "Ledger Recover", ha scatenato una forte reazione, alimentando un dibattito più ampio sul futuro della sicurezza delle criptovalute.

L'innovazione: la risposta di Ledger a un problema perenne

Molti di noi conoscono il classic problema di dimenticare una password. Nelle criptovalute, la posta in gioco è più alta e la "password" è una frase seme, una sequenza casuale di parole che funge da chiave segreta di recupero del portafoglio. Se perdi questa frase, i tuoi asset in criptovaluta diventano irrecuperabili. Per contrastare questo problema, tuttavia, Ledger ha introdotto un servizio opzionale, "Ledger Recover", che mira a fornire una rete di sicurezza a coloro che perdono la propria frase seme.

Per 9,99 dollari al mese, Ledger Recover archivia una versione crittografata della chiave privata dell'utente, suddivisa in tre frammenti, ciascuno protetto da una società separata. Se un utente necessita di accedere al proprio portafoglio, due delle tre parti inviano i frammenti al dispositivo Ledger dell'utente, riassemblandoli per creare la chiave privata.

Il CEO dell'azienda, Pascal Gauthier, ha difeso l'offerta in una sessione su Twitter Space, affermando: "Ecco come le prossime centinaia di milioni di persone passeranno alle criptovalute". Tuttavia, il servizio richiede ai clienti di fornire un documento d'identità rilasciato dal governo e ha incontrato una forte opposizione.

Reazione della comunità: una questione di fiducia

Alcuni membri della comunità crypto non hanno ancora ricevuto la decisione di Ledger di introdurre questa funzionalità. Tuttavia, i critici sostengono che dare a terzi l'accesso a una chiave crittografata, anche se suddivisa in frammenti, compromette il principale vantaggio di un portafoglio hardware rispetto ad altre opzioni di archiviazione. Il requisito del servizio di fornire un documento d'identità è stato etichettato come una violazione dei principi fondamentali sulla privacy delle criptovalute.

Voci di spicco nel mondo delle criptovalute hanno espresso le loro preoccupazioni, tra cui Mudit Gupta, Chief Information Security Officer di Polygon Labs, che l'ha definita un'idea "orrenda". Anche il CEO Binance Changpeng Zhao, ha messo in discussione la direzione intrapresa dall'azienda, sostenendo che la funzionalità contraddice il principio "le tue chiavi non lasciano mai il dispositivo"

A gettare benzina sul fuoco c'è il passato travagliato di Ledger in materia di sicurezza. È importante notare che nel 2020 l'azienda ha subito una violazione dei dati che ha esposto le email di quasi 10.000 clienti. I critici sostengono che ciò solleva dubbi sulla capacità di Ledger di gestire in modo sicuro la funzionalità proposta.

La posizione di Ledger: la via da seguire?

Nonostante le critiche, la dirigenza di Ledger è rimasta ferma nella sua difesa. Ha sottolineato la natura facoltativa del servizio e ha negato le accuse secondo cui avrebbe fornito una "backdoor" ai portafogli degli utenti. Il co-fondatore di Ledger, Nicolas Bacca, ha dichiarato che l'azienda prevede di rendere open source il suo codice in futuro per dimostrare come il servizio di recupero crittografi in modo sicuro i dati degli utenti.

In definitiva, la controversia su Ledger evidenzia il delicato equilibrio che le aziende del settore crypto devono trovare tra sicurezza, privacy e praticità. Con l'espansione della comunità crypto, la sfida sarà trovare una soluzione che sia appetibile sia per i primi utenti attenti alla sicurezza sia per i milioni di nuovi utenti che esigono praticità. L'esito di questo dibattito potrebbe ben plasmare il futuro panorama della sicurezza crypto.

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Disclaimer. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza di trading. Cryptopolitan/ non si assume alcuna responsabilità per gli investimenti effettuati sulla base delle informazioni fornite in questa pagina. Consigliamotronvivamente di effettuare ricerche indipendentident di consultare un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Damilola Lawrence

Damilola Lawrence

Damilola Lawrence si occupa di notizie sui mercati delle criptovalute e sulla tecnologia da oltre 5 anni. In passato ha condiviso approfondimenti e analisi sulle criptovalute per TheShibMagazine, CryptoMode, Qweens Magazine e The Recording Academy, prima di approdare a Web3. Presso Cryptopolitan, è specializzato nella previsione dei prezzi delle criptovalute. Dopo aver conseguito la laurea triennale, ha intrapreso un master in Sicurezza Informatica presso l'Università Maria Curie-Skłodowska.

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