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Jerome Powell condivide le sue intuizioni sulla strategia della Fed sui tassi di interesse

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 3 minuti.
Jerome Powell condivide le sue intuizioni sulla strategia della Fed sui tassi di interesse
  • Il presidente della Fed Jerome Powell annuncia un approccio meno aggressivo sui tassi di interesse, accennando a potenziali tagli nel 2024.
  • La nuova posizione accomodante della Federal Reserve suscita reazioni positive a Wall Street, con un calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro.
  • Nonostante i rischi, Powell sottolinea l'importanza della flessibilità negli adeguamenti dei tassi, concentrandosi sulla gestione dell'inflazione e della crescita economica.

Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha recentemente svelato la nuova strategia della banca centrale sui tassi d'interesse, segnando un significativo cambiamento nell'approccio alla gestione dell'economia statunitense. Questa rivelazione è giunta durante l'ultima riunione della Fed del 2023, incentrata principalmente sul mantenimento della flessibilità nella politica monetaria. L'annuncio di Powell e i successivi aggiustamenti di politica monetaria segnalano un notevole cambiamento nell'orientamento della Fed, lasciando intendere una traiettoria meno aggressiva per i futuri aumenti dei tassi d'interesse.

Una svolta verso una posizione accomodante

In una mossa che si discostava dalla precedente posizione aggressiva della Fed, Powell ha indicato un potenziale ammorbidimento nell'approccio agli incrementi dei tassi di interesse. Questo cambiamento è statodent nel nuovo tono della dichiarazione di politica monetaria e nelle proiezioni che suggerivano un percorso moderato per i tassi di interesse.

Il commento di Powell durante una conferenza stampa ha ulteriormente chiarito questa direzione. Le implicazioni di questa svolta strategica si sono immediatamente percepite a Wall Street, dove le azioni hanno registrato un rialzo e i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi, riflettendo un sospiro di sollievo collettivo da parte degli investitori.

Il rendimento dei titoli del Tesoro decennali è sceso sotto il 4% per la prima volta da agosto, e gli operatori di mercato hanno aumentato le loro scommesse sulla possibilità che la Federal Reserve inizi a ridurre il tasso di riferimento possibilmente già a marzo. Si prevede che i tassi potrebbero chiudere l'anno prossimo al di sotto del 4%, un calo significativo dall'attuale livello del 5,25% al ​​5,5%, il livello più alto degli ultimi 22 anni.

Navigare in acque economiche incerte

Questa svolta accomodante della Fed arriva in un momento in cui le prospettive di inflazione rimangono altamente incerte. Gli economisti avvertono che questo apparente ottimismo potrebbe essere prematuro e potenzialmente controproducente. Il timore è che un allentamento troppo rapido delle condizioni finanziarie possa innescare una nuova ondata di prestiti e spese, vanificando potenzialmente i progressi ottenuti nel contenimento della domanda e nel raffreddamento dell'economia.

Vincent Reinhart, ex dipendente della Fed con oltre vent'anni di esperienza, ora in Dreyfus e Mellon, ha espresso preoccupazione per il fatto che questo cambiamento potrebbe complicare le fasi finali del processo di riduzione dell'inflazione verso l'obiettivo. Le condizioni finanziarie potrebbero non essere così stringenti come necessario, prolungando potenzialmente la battaglia contro l'inflazione.

Dean Maki, capo economista di Point72 Asset Management, sottolinea il rischio insito nella strategia della Fed, soprattutto alla luce delle attuali dinamiche del mercato del lavoro, che potrebbero non essere in linea con l'obiettivo di inflazione del 2% della banca centrale. Nonostante un recente rallentamento della crescita occupazionale, settori come il tempo libero, l'ospitalità e la sanità continuano a registrare una solida crescita delle assunzioni, il che potrebbe sostenere la spesa dei consumatori e i tassi di assunzione.

Lo stesso Powell ha riconosciuto questi rischi, affermando che dichiarare vittoria sull'inflazione era prematuro e che ulteriori progressi non erano garantiti. Ha sottolineato che la Fed avrebbe potuto aumentare nuovamente i tassi se necessario, ma il suo avvertimento è sembrato meno incisivo dato il nuovo orientamento della Fed. La dichiarazione della Fed ha aggiunto la parola "qualsiasi" in considerazione di un ulteriore inasprimento, segnalando che il picco massimo per questo ciclo potrebbe essere stato raggiunto o è vicino.

Le proiezioni della Fed pubblicate insieme alla dichiarazione di Powell hanno rafforzato questa visione, con la maggior parte dei funzionari che non si aspettano ulteriori aumenti dei tassi e prevedono tagli più consistenti nel prossimo anno rispetto a quanto precedentemente stimato. Entro il 2026, prevedono che il tasso di riferimento si stabilizzerà tra il 2,75% e il 3%.

Powell non ha specificato i criteri per l'avvio dei tagli dei tassi, ma ha indicato che il calo dell'inflazione e il suo impatto su famiglie e imprese saranno considerazioni chiave. La banca centrale è intenzionata a non ritardare i tagli dei tassi, bilanciando la necessità di gestire l'inflazione con le preoccupazioni per la crescita economica.

Il cambiamento di rotta di mercoledì è in parte alimentato da prospettive di inflazione più favorevoli e dalle aspettative di una crescita più lenta e di una disoccupazione leggermente più elevata nel prossimo anno. Michael de Pass, responsabile del trading sui tassi lineari di Citadel Securities, ritiene che la Fed sia confortata dal recente calo dell'inflazione e dalla convinzione che gli attuali livelli dei tassi siano sufficientemente restrittivi, con ulteriori effetti restrittivi che devono ancora permeare completamente l'economia.

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