Il FMI segnala i surplus commerciali della Cina e la debole domanda interna come rischi strutturali

- Si prevede che il surplus commerciale della Cina raggiungerà il 3,3% del PIL nel 2025, poiché la debole domanda interna continua a esercitare pressione sull'economia.
- Il FMI prevede una crescita della Cina pari al 5,0% nel 2025 e al 4,5% nel 2026, con un'inflazione inferiore all'1%.
- I principali rischi restano la tensione immobiliare, il debito degli enti locali, la scarsa fiducia dei consumatori e l'invecchiamento della popolazione.
L'aumento del surplus commerciale della Cina e la debolezza della domanda interna sono ora al centro dell'ultimo allarme del FMI. Il messaggio è arrivato dopo una missione di dieci giorni a Pechino e Shanghai, dal 1° al 10 dicembre, ai sensi dell'Articolo IV.
Il team, guidato da Sonali Jain-Chandra, ha incontrato alti funzionari, banchieri centrali, leader aziendali e accademici per discutere di crescita, rischi e orientamenti politici. La visita si è conclusa con un chiaro messaggio: l'economia cinese sta reggendo, ma il motore continua a girare nella direzione sbagliata.
Kristalina Georgieva ha partecipato ai colloqui e ha incontrato il premier Li Qiang, il vicepremier He Lifeng, il capo della banca centrale Pan Gongsheng, il ministro delle finanze Lan Fo'an e il ministro del commercio Wang Wentao.
Anche il primo vicedirettore generale Dan Katz ha partecipato. Il FMI ha affermato che la crescita si attesta ora al 5,0% per il 2025 e al 4,5% per il 2026. Entrambe le cifre sono state riviste al rialzo rispetto a ottobre di 0,2 e 0,3 punti percentuali. Le ragioni sono da attribuire alle nuove misure politiche e alla riduzione dei dazi doganali tra Stati Uniti e Cina. L'inflazione rimane debole, con previsioni allo 0% nel 2025 e allo 0,8% nel 2026.
La domanda debole frena mentre le esportazioni aumentano
Al termine della missione, Sonali ha esposto i rischi in termini schietti. Ha affermato: "L'economia cinese ha dimostrato una notevole resilienza nonostante i molteplici shock degli ultimi anni". Ha poi aggiunto i punti di pressione.
Il mercato immobiliare è ancora in fase di lungo ripristino. Gli enti locali hanno subito danni ai loro bilanci. I consumatori sono rimasti cauti. Il risultato si è manifestato in una domanda interna debole e in uno stato di tensione deflazionistica.
La bassa inflazione nei confronti dei partner commerciali ha spinto al ribasso il tasso di cambio reale. Ciò ha favorito le esportazioni. Ha anche ampliato i divari con l'estero. Il FMI prevede ora che il surplus delle partite correnti raggiungerà il 3,3% del PIL nel 2025. Sonali ha avvertito che le dimensioni della Cina e le crescenti tensioni commerciali rendono rischiosa la dipendenza dalle esportazioni. "La dipendenza dalle esportazioni è meno praticabile per sostenere una crescita robusta", ha affermato.
Ha anche elencato limiti più profondi alla crescita. L'aumento della produttività sta rallentando. La popolazione sta invecchiando. I livelli di debito sono elevati. I rendimenti dei nuovi investimenti stanno diminuendo. Queste forze frenano il traca medio termine, anche se la crescita a breve termine si mantiene stabile.
I funzionari hanno dichiarato al FMI che intendono aumentare i consumi. Hanno già varato piani fiscali espansivi e allentato le politiche. Hanno aggiunto misure mirate per le famiglie e per il mercato immobiliare. Si sono anche mossi contro l'"involuzione", l'intenso taglio dei prezzi che danneggia i profitti in alcuni settori. L'età pensionabile è stata innalzata per sostenere l'offerta di lavoro. Sono ora in corso swap del debito pubblico degli enti locali per alleviare le tensioni finanziarie.
Il FMI spinge per un deciso spostamento verso i consumatori
Il FMI ha affermato che l'obiettivo principale della Cina deve ora spostarsi verso una crescita trainata dai consumi. Sonali ha affermato che è necessario un mix di politichetronforte e rapido.
"La priorità politica fondamentale è la transizione verso un modello di crescita trainato dai consumi, abbandonando l'eccessiva dipendenza dalle esportazioni e dagli investimenti", ha affermato. Il Fondo desidera che ciò avvenga senza compromettere la stabilità finanziaria o generare nuovi rischi di debito.
Il primo passo è mirato a risolvere gli squilibri macroeconomici. Il FMI ha chiesto un maggiore stimolo fiscale, sostenuto da una politica monetaria più accomodante e tassi di cambio più flessibili. L'obiettivo è stimolare la domanda interna e far salire i prezzi.
Il Fondo vuole anche una protezione socialetronforte per ridurre la necessità di risparmi precauzionali. Il sostegno immobiliare deve continuare, mentre il sostegno industriale eccessivo e i progetti dispendiosi vengono tagliati. Il FMI ha affermato che questo mix aumenterebbe anche il tasso di cambio reale e ridurrebbe i divari commerciali.
Il secondo tracsi concentra sul debito. Il Fondo auspica modifiche alle norme fiscali e finanziarie e una completa bonifica dei bilanci. I veicoli finanziari locali che non riescono a sopravvivere dovrebbero seguire percorsi formali di insolvenza.
Ciò deve essere accompagnato da un piano per limitare le ricadute sulle banche e sulle finanze pubbliche. Il FMI ha aggiunto che il debito pubblico necessiterà di un costante inasprimento fiscale una volta attenuata la pressione deflazionistica.
La terza tracriguarda la capacità di crescita. Il FMI ha segnalato barriere all'interno del mercato cinese. Tra queste, limiti ai servizi, regole non uniformi per le aziende e divari nella forza lavoro. Tra le priorità figurano l'apertura dei servizi, la parità di trattamento tra le aziende, la riduzione delle carenze di competenze e la lotta alla disoccupazione giovanile.
Il FMI ha affermato che i progressi su questi tre fronti potrebbero aggiungere circa 2,5 punti percentuali al PIL entro il 2030 e ridurre i divari esterni.
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