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Francia e Germania continuano a trascinare verso il basso l'economia dell'Eurozona

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 3 minuti.
  • Francia e Germania stanno frenando l'economia dell'eurozona, mentre altri paesi della regione stanno registrando una certa crescita.
  • La Banca centrale europea ha tagliato i tassi due volte per contrastare il rallentamento della crescita, ma non è chiaro se siano previsti ulteriori tagli.
  • Il PIL dell'eurozona è cresciuto solo dello 0,2% nel secondo trimestre, molto al di sotto di quello degli Stati Uniti e del Regno Unito.

Francia e Germania sono al centro delle difficoltà economiche dell'eurozona. Le indagini congiunturali mostrano che le loro scarse performance sono diventate un grave freno per la regione.

Il resto dell'eurozona sta registrando una crescita, ma questa non è sufficiente a compensare i problemi causati da queste due economie.

Secondo un rapporto della Hamburg Commercial Bank e di S&P Global, l'attività del settore privato nei 20 paesi dell'eurozona è nuovamente diminuita a ottobre, dopo un calo analogo registrato a settembre.

L'ultimo indice composito dei direttori degli acquisti (PMI) è salito leggermente a 49,7 in ottobre, appena sopra il 49,6 di settembre, ma comunque al di sotto di 50.

Qualsiasi valore inferiore a 50 indica unatrac. Francia e Germania sono state responsabili di gran parte di questa debolezza, mentre altri paesi hanno registrato la loro migliore crescita da mesi.

La BCE taglia i tassi mentre l'economia vacilla

La Banca Centrale Europea (BCE) sta attraversando un periodo difficile. La scorsa settimana ha tagliato i tassi di interesse per la seconda riunione consecutiva nel tentativo di rilanciare la crescita. L'inflazione si è raffreddata all'1,7% a settembre, scendendo al di sotto dell'obiettivo del 2% fissato dalla BCE.

Anche il Fondo Monetario Internazionale (FMI) non è ottimista. Ha appena rivisto al ribasso le sue previsioni sulla crescita dell'eurozona, prevedendo che sia il 2024 che il 2025 saranno più deboli del previsto.

La Germania, storicamente il motore economico dell'eurozona, è in crisi. Il suo settore manifatturiero deve fare i conti con costi energetici alle stelle, la crescente concorrenza della Cina e la carenza di manodopera.

Si prevede che l'economia del Paese ristagnerà sia l'anno scorso che quest'anno. Anche la Francia, la seconda economia dell'eurozona, non dovrebbe registrare miglioramenti a breve.

Nuovi dati potrebbero spingere la BCE ad adottare misure più aggressive, magari tagliando nuovamente i tassi per stimolare la crescita.

Il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, condivide questo sentimento quando ha affermato che la BCE potrebbe dover tagliare ulteriormente i tassi, questa volta per stimolare l'economia anziché limitarsi a domare l'inflazione.

I dati PMI indicano ulteriori sfide future

Gli ultimi dati PMI supportano anche l'idea che la BCE potrebbe tagliare nuovamente i tassi durante la riunione di dicembre. Tuttavia, l'entità di questi tagli rimane incerta, poiché si attendono ulteriori dati prima della fine dell'anno.

I segnali non sono incoraggianti. L'indebolimento dell'economia solleva preoccupazioni sul fatto che l'eurozona non possa beneficiare di un "atterraggio morbido" dopo la recente impennata dell'inflazione innescata dall'invasione russa dell'Ucraina.

Tuttavia, Philip Lane, capo economista della BCE, sostiene che, sebbene la ripresa non stia procedendo come previsto, la situazione non ha ancora toccato il fondo. I nuovi ordini sono in calo da cinque mesi consecutivi. Le aziende stanno tagliando posti di lavoro per il terzo mese consecutivo, e lo stanno facendo al ritmo più rapido dal 2020.

L'inflazione sta diminuendo, ma le aziende stanno applicando prezzi più alti al ritmo più lento da febbraio 2021. È difficile trovare qualcosa di positivo in questi numeri.

La situazione diventa ancora più chiara se si guarda all'economia in generale. Il PIL dell'Eurozona è cresciuto solo dello 0,2% nel secondo trimestre, meno di quanto inizialmente stimato. Si tratta di un rallentamento rispetto al primo trimestre, e l'Eurozona è superata da altre grandi economie come Stati Uniti e Regno Unito.

L'economia statunitense è cresciuta a un tasso annuo vertiginoso del 3%, mentre l'eurozona si è fermata allo 0,8%. La spesa dei consumatori e gli investimenti sono in calo, a indicare che gli elevati tassi di interesse stanno incidendo negativamente sulla domanda. Le esportazioni e la spesa pubblica sono gli unici fattori che mantengono viva la crescita.

L'Irlanda, solitamente nota per la sua forte crescita economica dovuta al ruolo di polo per i giganti farmaceutici statunitensi, ha registrato una fortetracnel secondo trimestre.

Inizialmente i dati mostravano una crescita dell'Irlanda, ma i nuovi dati hanno rivelato una situazione diversa. L'Irlanda è stata un'incognita per l'eurozona negli ultimi anni, causando frequenti revisioni dei dati economici.

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