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La Banca Centrale Europea registra un raro defiannuale dopo 20 anni

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 3 minuti.
La Banca Centrale Europea registra un raro defiannuale dopo 20 anni
  • La Banca centrale europea ha registrato la sua prima perdita annuale dal 2004, pari a 1,3 miliardi di euro, a causa degli elevati tassi di interesse.
  • Per attenuare il colpo finanziario, la BCE ha svincolato 6,6 miliardi di euro dai suoi accantonamenti per rischi finanziari.
  • Nonostante le previsioni di ulteriori perdite, la BCE restadent nell’efficacia della sua politica monetaria.

Giovedì è giunta una notizia che ha scosso la comunità finanziaria di tutta Europa: la Banca Centrale Europea ha registrato il suo primo defidal 2004. Questa recessione è in gran parte attribuibile ai consistenti pagamenti innescati dall'impennata dei tassi di interesse, con la banca che ha riportato una perdita di 1,3 miliardi di euro (1,4 miliardi di dollari). Questa cifra avrebbe potuto dipingere un quadro ancora più fosco se la BCE non avesse deciso di attingere al suo fondo di emergenza, liberando ben 6,6 miliardi di euro dal suo accantonamento per rischi finanziari, una rete di sicurezza accumulata nel corso di numerosi anni.

La BCE si è preparata ad affrontare ulteriori turbolenze finanziarie nei prossimi anni, pur con ladent convinzione che queste battute d'arresto non ostacoleranno la sua capacità di attuare politiche monetarie efficaci. L'istituzione prevede un percorso accidentato, ma rimane ottimista sul ritorno alla redditività sostenibile.

Le montagne russe dei tassi di interesse

Nel tentativo di contrastare le pressioni inflazionistiche esacerbate dalla pandemia di Covid-19 e le tensioni geopolitiche derivanti dall'invasione russa dell'Ucraina, la BCE ha avviato un aggressivo aumento dei tassi di interesse. Da luglio 2022 a settembre 2023, i tassi sono stati portati dal livello di stagnazione negativo a un massimo storico del 4%.

Questo aumento non è stato esente da perdite, poiché la banca ha dovuto fare i conti con l'aumento degli oneri finanziari sulle passività, che hanno superato di gran lunga i ricavi generati dalle attività. Queste ultime sono rimaste stagnanti a causa dei tassi fissi o delle scadenze estese, culminando in una perdita netta da interessi di 7,19 miliardi di euro nel 2023, in netto contrasto con i 900 milioni di euro di ricavi registrati nel 2022.

Nonostante la crisi finanziaria, la solidità di fondo della BCE èdent nei suoi consistenti conti di capitale e di rivalutazione, che ammontavano complessivamente a 46 miliardi di euro alla fine del 2023. Grazie allatrondelle sue finanze, la banca è stata in grado di accantonare le perdite, che saranno compensate dagli utili futuri. Per l'esercizio fiscale, la banca ha inoltre scelto di non distribuire i propri utili alle banche centrali nazionali dell'eurozona.

Acque finanziarie inesplorate

Il percorso della BCE negli ultimi otto anni è stato caratterizzato da una politica di stimolo fiscale controversa ma espansiva, che ha gonfiato significativamente il suo bilancio. Tuttavia, nel marzo 2023, la banca ha intrapreso una decisa svolta verso il quantitative tightening, segnando un nuovo capitolo nella sua strategia di politica monetaria. Ciò avviene in un momento in cui i tassi di interesse più elevati hanno già spinto diverse banche centrali nazionali, tra cui la Bundesbank tedesca e la Banca Nazionale Svizzera, in rosso.

Tuttavia, le implicazioni di queste perdite vanno oltre i semplici numeri. Servono da barometro per la credibilità della banca centrale e possono influenzarne le azioni più ampie. Ciononostante, esperti come Holger Schmieding, capo economista di Berenberg, considerano l'attuale situazione difficile della BCE come una battuta d'arresto temporanea che difficilmente inciderà sulle sue decisioni di politica monetaria. Secondo Schmieding, la capacità della banca centrale di resistere alle tempeste finanziarie non ha eguali nel panorama economico.

In tutto questo, l'indagine sulle aspettative dei consumatori della BCE di gennaio 2024 offre uno sguardo al sentiment pubblico. L'indagine ha rivelato un calo del tasso mediano di inflazione percepita negli ultimi 12 mesi, al 6,0%, segnando un calo continuo per il quarto mese consecutivo. Tuttavia, le aspettative di inflazione per il prossimo anno hanno registrato un leggero aumento, al 3,3%. I dati mostrano che i consumatori sono cautamente ottimisti e si aspettano che l'inflazione rimanga molto più bassa nel prossimo futuro rispetto al passato.

L'indagine ha inoltre fatto luce sulle prospettive dei consumatori in merito a reddito, consumi e mercato del lavoro. Nonostante il difficile contesto economico, le aspettative di crescita del reddito nominale si sono mantenute stabili e il tasso di disoccupazione previsto mostra segnali di miglioramento. Inoltre, i consumatori mantengono un atteggiamento ottimista nei confronti del mercato immobiliare e dell'accesso al credito, a dimostrazione di una base di consumatori resiliente in un periodo di incertezza.

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