L'UE prende di mira Google e X di Elon Musk nel prossimo colpo al Big Tech

- Google e X (ex Twitter) sono il prossimo obiettivo dello scatto dell'UE contro le grandi aziende tecnologiche.
- X di Elon Musk è sotto accusa per i fallimenti nella moderazione dei contenuti.
- L'Europa resta ferma nonostante la pressione degli Stati Uniti.
I regolatori europei stanno esaminando Alphabet's Google e la piattaforma social di Elon Musk X.
Entrambe le aziende potrebbero presto affrontare multe salate per non aver adottato la legislazione cruciale dell'UE, con indagini l'intensificarsi delle pressioni, secondo fonti a conoscenza della questione.
I passi riflettono la crescente determinazione dell'Unione Europea di limitare il potere del Big Tech — anche se rischia di provocare una reazione politica negativa negli Stati Uniti.
La prima ondata di enforcement è arrivata all'inizio di questa settimana. Apple e Meta sono state colpite da sentenze storiche multe di 500 milioni di euro (circa 566 milioni di dollari) e 200 milioni di euro (circa 226 milioni di dollari) dalla Commissione Europea ai sensi del suo rivoluzionario Digital Markets Act (DMA). Questa misura, entrata pienamente in vigore nel 2024, si applica alle grandi aziende tecnologiche che esercitano un controllo schiacciante sui mercati digitali.
Apple è stata multata per aver impedito agli sviluppatori di app di indirizzare gli utenti verso servizi più competitivi o alternativi al di fuori del suo App Store, una pratica che i regolatori dicono soffochi la concorrenza leale.
Nel frattempo, la commissione ha dichiarato che Meta ha violato il DMA, quella che le autorità hanno definito la sua politica "paga o acconsenti", che poneva una scelta dietro un paywall per gli utenti di Facebook e Instagram, richiedendo loro di acconsentire alla pubblicità mirata o di pagare una tariffa per un abbonamento per evitarla.
La capo antitrust dell'UE, Teresa Ribera, ha dichiarato che le aziende non avevano aderito alle regole del Digital Markets Act cementando la dipendenza degli utenti dalle loro piattaforme.
Le due aziende hanno due mesi di tempo per modificare o eliminare i dati. Se non lo faranno, l'UE potrebbe infliggere multe maggiori o persino misure più severe.
I regolatori prendono di mira Google in un caso antitrust
La Commissione Europea sta anche prendendo di mira l'impero pubblicitario di Google. Per anni, i critici hanno accusato Google di abusare del suo dominio dando una preferenza indebita ai suoi servizi pubblicitari rispetto ai servizi concorrenti.
I funzionari dell'Unione Europea stanno ora valutando un passo radicale: obbligare Google a vendere parti del suo business di ad tech.
Se la Commissione procederà, questa sarà la prima volta che ordina a un'azienda di scindere un'unità di business per correggere comportamenti anticoncorrenziali. Anche nelle sue lunghe dispute legali con Microsoft, l'UE non ha mai spinto per un'azione del genere.
La pressione arriva mentre le autorità statunitensi stanno ora aumentando la pressione. Un giudice federale ha recentemente stabilito che Google ha monopoli illegali in due importanti mercati della pubblicità digitale. Questa sentenza è probabile che inciti i regolatori dell'UE.
Zach Meyers, direttore della ricerca presso il Centre on Regulation in Europe (CERRE), ha dichiarato che la sentenza degli Stati Uniti giustifica fortemente l'azione più audace della Commissione. Ha aggiunto che sarebbe difficile giustificare un passo indietro a questo punto.
X, che Musk ha acquistato nel 2022, ha già ricevuto avvertimenti dalla Commissione sulla sua trasparenza e velocità nella rimozione di post dannosi. L'UE sta ancora concludendo la sua indagine e probabilmente emetterà una sentenza — e forse una multa — nei prossimi mesi.
L'UE mantiene la fermezza nonostante la pressione degli Stati Uniti
La mossa arriva in un momento politicamente delicato. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e altri leader americani hanno etichettato il targeting dell'UE verso la tecnologia statunitense come parziale. Trump ha persino suggerito nuovi dazi sui paesi europei come ritorsione.
Ma il commissario Ribera dice che l'UE resisterà a quella pressione.
"Le regole erano chiare", ha detto, e l'UE non sacrificherebbe le sue leggi a causa di minacce estere. Tutte le aziende che operano nella regione sono "soggette alle regole europee", ha detto.
I regolatori sono più interessati alla conformità a lungo termine che alla punizione a breve termine. La commissione nota che le multe stesse sono ragionevoli, ma l'obiettivo più ampio è sbloccare i sistemi delle aziende e creare concorrenza.
Meyers del CERRE ha detto che il problema non era solo questione di denaro, sostenendo che il DMA riguardava il cambiamento del funzionamento dei mercati digitali dando agli utenti opzioni reali e consentendo alle piccole aziende di competere.
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Nellius Irene
Nellius è una laureata in Gestione Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. È anche diplomata presso Bitcoin Dada. Nellius ha contribuito a principali testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.
















