Ethereum potrebbe diventare un miglior store of value rispetto a Bitcoin – VanEck

- VanEck suggerisce che il design monetario di Ethereum potrebbe favorire i detentori di token più del rigido modello di offerta di Bitcoin.
- I tesoreri Ethereum stanno guadagnando popolarità grazie alle ricompense dello staking e ai redditi DeFi, a differenza delle limitate opzioni di rendimento di Bitcoin.
- La dipendenza di Bitcoin dalle ricompense inflazionistiche per i miner solleva preoccupazioni sulla sicurezza della rete a lungo termine.
Ethereum potrebbe essere sulla strada per sfidare lo status quo di lungo periodo di Bitcoin come ultimo store of value nell'ecosistema degli asset digitali, secondo il report di luglio sui mercati crypto di VanEck.
In un'analisi dettagliata delle tendenze evolutive dei treasury e dei cambiamenti nelle politiche macroeconomiche, Matthew Sigel, capo del team di ricerca sugli asset digitali di VanEck, sostiene che la struttura monetaria sempre più deflazionistica di Ethereum, i rendimenti dello staking e la governance incentrata sui token holder potrebbero offrire vantaggi rispetto al design rigido di Bitcoin.
"Ethereum potrebbe arrivare a un sistema economico che favorisce i suoi token holder più di quanto faccia Bitcoin", ha affermato il rapporto.
I treasury di Ethereum guadagnano terreno
Il limite fisso dell'offerta di Bitcoin, il programma di emissione coerente e l'alta liquidità lo hanno reso la scelta preferita per le aziende alla ricerca di un hedge contro l'inflazione. La politica monetaria di Bitcoin è rimasta in gran parte invariata dalla sua origine, il che è spesso lodato come la sua maggiore forza. Ma quella rigidità potrebbe anche essere una debolezza, suggerisce VanEck.
I treasury di asset digitali basati su Ethereum (DAT) stanno guadagnando slancio, non solo per la loro esposizione all'apprezzamento dei prezzi, ma anche per la loro capacità di generare rendimento. Le aziende che detengono ETH possono fare stake dei propri asset per guadagnare ricompense di validazione e raccogliere commissioni di transazione della rete.
Inoltre, i treasury di ETH possono partecipare ai protocolli di finanza decentralizzata (DeFi) per aumentare ulteriormente i rendimenti, una strategia non facilmente accessibile ai detentori di Bitcoin.
Il report sottolinea che i treasury di ETH stanno replicando le strategie tradizionali di BTC, come il finanziamento di acquisti aggiuntivi o l'hedging con opzioni, mentre accumulano ETH a un ritmo più veloce tramite staking e DeFi.
Il cambiamento deflazionistico rafforza il caso
L'evoluzione monetaria di Ethereum ha svolto un ruolo centrale nel cambiare la sua crescente appeal. Inizialmente lanciato con un tasso di inflazione più alto di Bitcoin (14,4% contro 9,3%), Ethereum ha da allora implementato due cambiamenti fondamentali che hanno drasticamente alterato le sue dinamiche di offerta.
Il primo è stato EIP-1559, introdotto ad agosto 2021, che ha implementato un meccanismo per bruciare le commissioni di transazione di base, rimuovendo efficacemente ETH dalla circolazione con ogni interazione di rete.
Il secondo è stata la transizione storica di Ethereum dal proof-of-work al proof-of-stake tramite "The Merge" a settembre 2022. Questo ha ridotto l'emissione giornaliera di ETH da circa 13.000 a circa 1.700.
Di conseguenza, l'inflazione di Ethereum è scesa sotto quella di Bitcoin a marzo 2023. Tra ottobre 2022 e aprile 2024, l'offerta di ETH è effettivamente diminuita, registrando un tasso di deflazione annualizzato dello -0,25%. Sebbene l'inflazione di ETH sia aumentata leggermente da allora a causa dell'aumento del throughput della rete, il suo tasso annuale rimane solo allo +0,38%, rispetto allo +0,84% di Bitcoin.

Bitcoin, d'altra parte, continua a fare affidamento sull'emissione inflazionistica per ricompensare i miner, sollevando domande sulla sostenibilità a lungo termine, specialmente man mano che gli eventi di halving riducono le ricompense dei miner.
Nell'ultimo anno, i miner di Bitcoin hanno guadagnato solo 278 milioni di dollari in commissioni di transazione ma 14,6 miliardi di dollari dall'inflazione di rete. Se il prezzo di Bitcoin non riesce a tenere il passo con le ricompense in calo dei blocchi, il modello di sicurezza della rete potrebbe subire pressioni per adattarsi.
Una soluzione proposta, un hard fork che introduce nuova inflazione, contraddirebbe uno dei principi fondamentali di Bitcoin, ovvero la sua "offerta fissa".
L'argomento di VanEck è rafforzato dalla crescita di Ethereum nei bilanci delle società quotate, salito a 966.000 ETH (valore di circa 3,5 miliardi di dollari) da soli 116.000 alla fine del 2024.
La domanda istituzionale per ETH è anche aumentata, in parte grazie ai flussi in entrata dagli ETF spot su Ethereum appena approvati e da regolamentazioni che hanno chiarito e spinto gli stablecoin verso la visibilità mainstream. Nell'ultimo mese, il prezzo di ETH è salito del 54%, superando l'aumento del 10% di Bitcoin.
Nonostante le incertezze sul percorso di inflazione a lungo termine di ETH, gli analisti credono che la sua traiettoria attuale e l'utilità lo rendano un store of value credibile.
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Hannah Collymore
Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi un decennio di esperienza nella scrittura di blog e nella copertura di eventi nel settore delle criptovalute. Presso Cryptopolitan, Hannah contribuisce alla pagina delle notizie, riportando e analizzando gli ultimi sviluppi nei settori DeFi, RWA, regolamentazione crypto, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. Si è laureata all'Arcadia University con una laurea in Amministrazione Aziendale.
















