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Envoy of Death – Una deludente miscela di Roguelike e Arena Shooter

DiMicah AbiodunMicah Abiodun 3 min di lettura
Roguelike
  • Soulslinger: Envoy of Death delude con meccaniche roguelike forzate e una mancanza di sbloccabili soddisfacenti.
  • Meccaniche di combattimento sotto le aspettative e problemi di prestazioni limitano il potenziale visivo del gioco.
  • La superficialità del gameplay e la mancanza di profondità rendono l'esperienza un rimpianto per la maggior parte dei giocatori.

Steam Next Fest 2023 offre uno sguardo su Soulslinger: Envoy of Death, un titolo che tenta di combinare elementi roguelike e arena shooter ma non riesce a offrire un'esperienza di gioco soddisfacente.

Mancanza di chiarezza e profondità

Il gioco colloca i giocatori nel ruolo del Soulslinger, un personaggio che naviga nel limbo per recuperare anime rubate da un cartello demoniaco. Sebbene la premessa sia intrigante, l'esecuzione del gioco lascia molto a desiderare. Un aspetto puzzolente è l'associazione del Soulslinger con la Morte, che concede al giocatore alcuni poteri ma non sembra incline a recuperare le anime da solo. Questa incoerenza narrativa solleva domande sulla lore del gioco.

Meccaniche roguelike ingiustificabili

Soulslinger: Envoy of Death segue la tendenza di molti roguelike moderni, presentando nemici formidabili come barriere insormontabili e fornendo aggiornamenti incrementali per superare queste sfide. Sfortunatamente, il gioco non riesce a giustificare il suo status di roguelike. Manca un sistema di sblocco soddisfacente, lasciando i giocatori frustrati dalla curva di difficoltà implacabile. 

Il tentativo del gioco di presentare un'esperienza roguelike sembra forzato e solleva preoccupazioni sugli sviluppatori che usano questa etichetta di genere senza offrire la profondità di gameplay attesa. L'assenza di una campagna ben progettata, nemici eccessivamente difficili anche nelle fasi iniziali e un grind eccessivo per gli aggiornamenti detrarranno dall'esperienza di gioco complessiva.

Mancanza di contenuti e problemi di ritmo

La demo disponibile su Steam si conclude dopo aver combattuto il primo boss, raggiungibile in sole 10 stanze. Questa brevità solleva dubbi sui contenuti complessivi e sulla longevità del gioco. Soulslinger: Envoy of Death sembra fare affidamento su mezzi artificiali per estendere il gameplay, facendolo sembrare un'esperienza superficiale.

Meccaniche di combattimento deludenti

Come sparatutto, Soulslinger: Envoy of Death delude nel fornire meccaniche di combattimento impattanti. Le armi mancano di feedback e rinculo, risultando in un senso di impotenza. Stranamente, il gioco scuote eccessivamente lo schermo durante lo sparo, aggiungendo alla frustrazione. La chiarezza visiva soffre anche perché le abilità creano onde massive ed esplosioni, ostruendo la vista del giocatore e causando un'esperienza di gioco sgradevole.

Potenziale grafico ostacolato da problemi di prestazioni

Nonostante la sua grafica promettente, il gioco è afflitto da problemi di stuttering. Entrare in una nuova stanza di combattimento spesso risulta in un avvio lento, e le particelle generate dai nemici mettono ulteriormente a dura prova le prestazioni del sistema. Ambienti eccessivamente affollati e una scarsa IA dei nemici portano a comportamenti strani dei nemici, come salti ripetitivi o pose minacciose stazionarie.

L'area hub del gioco, il Paradiso, offre una breve tregua con animazioni degli alberi visivamente piacevoli ma un po' irrealistiche. Tuttavia, l'esplorazione è limitata e le opzioni di interazione si limitano a conversare con la Morte e un singolo NPC.

Dialoghi e personaggi

Soulslinger: Envoy of Death fornisce dialoghi che servono principalmente a fornire esposizione o guidare i giocatori attraverso le meccaniche, mancando di interazioni caratteriali approfondite. La Morte si distingue come il personaggio più coinvolgente, grazie al suo design e ai dialoghi diretti, che occasionalmente aggiungono un tocco di umore all'esperienza.

Un'esperienza di gioco deludente

Soulslinger: Envoy of Death non all'altezza sia come roguelike che come arena shooter. Fatica a offrire sblocchi soddisfacenti, lasciando i appassionati di roguelike insoddisfatti. D'altra parte, i fan degli arena shooter potrebbero trovare il gameplay eccessivamente semplice e monotono.

L'appeal visivo del gioco è offuscato da problemi di prestazioni, e gli ambienti affollati ostacolano l'IA dei nemici, risultando in comportamenti goffi. L'esperienza di gioco complessiva è meno che piacevole ed è difficile identificare un pubblico target per questo titolo.

Sebbene la presentazione iniziale possa attrarre alcuni giocatori, il gameplay deludente e i problemi di prestazioni probabilmente dissuaderanno tutti tranne i giocatori più pazienti e tolleranti. Alla fine, Soulslinger: Envoy of Death non riesce a sfruttare al massimo il suo potenziale, rendendolo un triste spreco di risorse.

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Micah Abiodun

Micah Abiodun

Micah Abiodun utilizza al meglio la sua laurea magistrale in Ingegneria Ambientale e Gestione (MSc) presso l'Università Tecnologica di Tallinn (TalTech) per affinare le notizie su contenuti e previsioni dei prezzi su Cryptopolitan. Ora al suo 7° anno nello spazio mediatico crypto, copre le principali criptovalute, altcoin, DeFi, stablecoin, trend macroeconomici e tecnologie emergenti.

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