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Il dark web sceglie Bitcoin rispetto ad altre valute, secondo un rapporto

DiManasee JoshiManasee Joshi
Tempo di lettura: 2 minuti.
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Un recente rapporto sulla minaccia della criminalità informatica pubblicato dall'agenzia europea per l'applicazione della legge Europol suggerisce che il dark web preferisce Bitcoin a qualsiasi altra valuta, nonostante il fatto che le truffe Bitcoin rimangano le più vulnerabili al rilevamento.

Se il dark web è l'Amazon degli oggetti illeciti, allora Bitcoin ne è la forza trainante. Il terreno fertile per le attività illegali offre di tutto, dalledentdi abbonamento hackerate alle carte prepagate, fino ad armi, droga e denaro falso, e Bitcoin rimane il metodo di pagamento preferito, grazie alla sua popolarità e alla consapevolezza che lo circonda. E mentre i criminali del dark web sono sempre alla ricerca di modi per aggirare le forze dell'ordine, non sembrano riuscire a liberarsi del re delle criptovalute.

Europol è la spina dorsale delle operazioni di contrasto alla criminalità in Europa e una fonte di informazioni sulle attività illecite. L'agenzia, con sede nei Paesi Bassi, si impegna a contrastare il cyberterrorismo e gli attacchi informatici, oltre a molte altre forme di attività illegali.

Bitcoin nominato valuta del dark web

Nel suo ultimo rapporto intitolato "Internet Organised Crime Threat Assessment 2019", i criminali del dark web preferiscono effettuare transazioni in Bitcoin anche se l'utilizzo di criptovalute incentrate sulla privacy come Monero potrebbe offrire maggiore sicurezza. Il rapporto afferma che, sebbene negli ultimi mesi si sia assistito a un notevole spostamento da Bitcoin verso valute orientate alla privacy, una larga parte del dark web ha ancora bisogno Bitcoin come carburante per il proprio funzionamento.

Il passaggio da Bitcoin a criptovalute incentrate sulla privacy, sebbene graduale, è imminente, poiché i criminali continuano ad essere più cauti che mai, afferma il rapporto. Pertanto, Bitcoincome valuta del dark web potrebbe essere di breve durata.

L'Europol stima inoltre che finora oltre un miliardo di dollari (1 miliardo di $) in criptovalute siano confluiti nel dark web e che le e-mail di phishing Bitcoin e gli attacchi ransomware siano le forme più diffuse di reati informatici che raccolgono il capitale tanto necessario per la sua sopravvivenza.

Secondo un rapporto, le aziende del settore legale e delle criptovalute devono unire le forze

Secondo il rapporto, l'accettazione globale delle valute virtuali, unita ai crescenti progressi nel campo dell'intelligenza artificiale, sta rendendo le fonti darknet un mezzo primario per assicurarsi beni illegali.

Pertanto, come raccomandazione, propone che le forze dell'ordine, insieme alla magistratura, collaborino per contrastare, limitare e sensibilizzare l'opinione pubblica in meritodente tracdelle transazioni non autorizzate.

Aggiunge che solo quando la legge collaborerà a stretto contatto con le aziende legate alle criptovalute per comprendere la natura e la portata delle attività coinvolte, potrà risolvere meglio i problemi relativi al riciclaggio di denaro e alla criminalità organizzata.

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Manasee Joshi

Manasee Joshi

Lettrice accanita e scrittrice entusiasta, Manasee ha recentemente scelto di dedicarsi alla scrittura freelance. Con una laurea in letteratura inglese e un'esperienza in amministrazione, risorse umane, finanza, letteratura, creatività e innovazione, crea contenuti coinvolgenti e accattivanti per il pubblico interessato a criptovalute e blockchain.

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